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Pubblicato il: 3 luglio 2018 alle 12:24

Fondo Luisa Cremona

L.CL’Africa è sempre stata presente nella vita di Luisa Cremona con le letture e le frequentazioni fin dall’infanzia, e poi, da giovane insegnante, con i corsi di specializzazione dell’Istituto Italo-Africano organizzati presso l’Umanitaria di Milano.

Il desiderio di una ricerca personale l’ha condotta in Ciad, per alcuni mesi del 1969, dove si trovava già da un anno un familiare. Qui è avvenuto l’incontro inaspettato e sorprendente con i pastori nomadi bororo woDaaBe, un popolo “speciale” dallo stile di vita appena immaginato, che ha cambiato totalmente il suo precedente modo di vivere e segnato definitivamente le sue scelte professionali. Infatti, dopo i tre mesi di permanenza in Ciad e il ritorno in Italia per concludere gli impegni con la scuola di Milano, ha lasciato l’insegnamento e le ambizioni artistiche (arti grafiche e pittoriche, in particolare).

Dal 1970 al 1972 ha vissuto in Ciad nella regione sud occidentale, con sconfinamenti anche in Camerun e in Repubblica Centroafricana, dove numerosi erano i gruppi di nomadi woDaaBe. Importanti per la sua formazione sono stati i contatti con gli ambienti della ricerca e dell’etnologia a Parigi, a Neuchâtel, nella stessa Milano, a Roma e a Napoli.

Determinata a continuare a vivere e lavorare in Africa, al suo ritorno ha ripreso gli studi presso l’Università La Sapienza di Roma scegliendo l’indirizzo etno-antropologico con la possibilità d’includere l’etnomusicologia. Gli studi sono terminati con la laurea in sociologia e una tesi in etnologia sui pastori nomadi woDaaBe, discussa coi professori Ferrarotti, Lanternari, Tentori.

Gli impegni come etno-sociologa l’hanno portata subito a partecipare a numerose missioni di studio e progettazione per vari organismi internazionali in diversi paesi africani (Ciad, Niger, Mali, Mauritania, Burkina Faso) con soggiorni anche prolungati.

Nel corso degli anni africani, oltre ad una importante documentazione cartacea, è riuscita a costituire un notevole archivio sonoro con musiche, interviste, racconti e una collezione d’oggetti tradizionali della vita quotidiana di diverse popolazioni. Una parte di questi oggetti e alcune musiche strumentali inedite sono state date in primis al Musée de l’Homme di Parigi e al suo dipartimento di etnomusicologia. I brani musicali si trovano ora al CREM di Parigi e gli oggetti al Musée du Quai Branly.

La donazione Luisa Cremona presso gli Archivi della Società Geografica Italiana è di notevole valore storico-scientifico ed è costituita da atlanti e numerosi documenti cartografici relativi a 16 Stati africani (Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Capo Verde, Congo Brazzaville, Congo Kinshasa, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Djibuti, Mali, Mauritania, Niger, Repubblica Centrafricana, Rwanda, Senegal). La catalogazione del Fondo è in attesa di essere completata in vista delle future integrazioni di materiale fotografico.

 

     

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