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Pubblicato il: 4 dicembre 2019 alle 12:35

UN FILO DI SETA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

La Società Geografica Italiana presenta la mostra

UN FILO DI SETA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

mostraItaliaCina_ImgArticolo.jpgLa mostra ripercorre, attraverso una selezione di documenti originali tratti dalle collezioni della Società Geografica Italiana, il viaggio da Oriente verso Occidente lungo la Via della Seta ( 丝绸之路, sī chóu zhī lù).

La celebre strada, che si snoda in un intricato reticolo di circa 8.000 km, costituito da itinerari terrestri, marittimi e fluviali, è stata per secoli fondamentale per i commerci tra l’impero cinese e quello romano. Le vie carovaniere attraversavano l’Asia centrale e il Vicino Oriente, dalla Cina all’Asia Minore fino al Mediterraneo. Le diramazioni si estendevano poi alla Corea, al Giappone e all’India.
Il nome apparve per la prima volta nel 1877, quando il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen (1833-1905) pubblicò l’opera China. Ergebnisse eigener Reisen und darauf gegrundeter Studien. Nell’Introduzione von Richthofen nomina la Seidraenstße, la «Via della Seta».
Insieme alla moltitudine di merci, lungo le varie diramazioni dell’itinerario transitavano grandi idee, religioni, innovazioni tecnologiche e conoscenze scientifiche.

La Via della Seta terrestre si divideva in due fasci, uno settentrionale e uno meridionale.

Rami settentrionali. Partendo da Xi’an, si proseguiva in direzione nord-ovest attraversando l’attuale provincia cinese del Gansu (in parte anche navigando sul fiume Giallo) fino a Dunhuang. Da lì si aprivano diverse ramificazioni per superare il deserto Taklamakan e il Tien Shan, ovvero “monti celesti”, per poi riunirsi a Kashgar. Si continuava attraverso gli attuali stati dell’Uzbekistan, Afghanistan, Turkmenistan e Iran fino a Baghdad, per giungere al Mediterraneo.

Rami meridionali. I percorsi meridionali o vie del Karakorum sono essenzialmente un grande tragitto che in Cina scende a sud attraverso le catene montuose, passando per il Sichuan, il Pakistan, fino all’Oceano Indiano. Dai porti di queste coste l’itinerario proseguiva verso Occidente (nel mar Rosso attraverso Aden e nel golfo Persico attraverso lo stretto di Hormuz). Le merci transitavano infine nella Persia su varie direttrici raggiungendo Baghdad e il Mediterraneo.

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