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Pubblicato il: 29 aprile 2020 alle 11:50

L’Agro pontino nelle fotografie del Fondo Elio Migliorini della Società Geografica Italiana

Patrizia Pampana
Il Lazio con le sue più cospicue strade antiche e moderne di esso descritto da Giacomo Filippo Ameti, 1693

Il Lazio con le sue più cospicue strade antiche e moderne di esso descritto da Giacomo Filippo Ameti, 1693

Negli oltre 150 anni della sua storia la Società Geografica Italiana ha raccolto una ricca documentazione archivistica, cartografica, bibliografica e fotografica relativa a fatti, personaggi e luoghi di ogni parte del mondo, che rappresenta un unicum nel suo genere e le cui potenzialità non sono ancora state del tutto messe in luce.

In particolare, il Fondo Elio Migliorini (1902-1988) si compone in gran parte di materiali di studio, appunti e corrispondenza, nella doppia veste privata e ufficiale, per un periodo che si estende all’intero arco della sua attività professionale.

Elio Migliorini fu eminente geografo, esperantista e accademico, fratello del più noto linguista Bruno. Il suo nome e il suo insegnamento si legarono all’Università di Roma, alle università di Napoli Federico II e L’Orientale. Dal 1964 al 1972 rappresentò i geografi presso il CNR, fece parte dell’Accademia dei Lincei come socio corrispondente dal 1967 e come socio nazionale dal 1982. La Società Geografica lo nominò socio d’onore nel 1972 e, poco prima della morte, gli conferì la medaglia d’oro, massima onorificenza del Sodalizio. Fu promotore ed a lungo presidente dell’Associazione italiana insegnanti di geografia nata nel 1954 a Padova nel corso dei lavori del XVI Congresso geografico italiano.

Taccuini di Migliorini

Taccuini di Migliorini

Compiuti gli studi di giurisprudenza a Roma, fu avviato allo studio della geografia da Roberto Almagià, del quale divenne allievo e collaboratore, raccogliendone in seguito l’eredità della curatela di alcune pubblicazioni scolastiche e periodiche. Dalla fine degli anni venti, assieme a geografi e accademici del calibro di Riccardo Riccardi e dello stesso Almagià, fu stabilmente nel consiglio direttivo della Società Geografica Italiana, sia pure nelle posizioni solamente funzionali e non direttive. Gli venne affidata, infatti, dal 1928 al 1947, la responsabilità redazionale del “Bollettino”, che curò parallelamente alla compilazione della “Bibliografia geografica della regione italiana”. Ottenuta la libera docenza e all’indomani del secondo conflitto mondiale, Migliorini era di fatto divenuto uno dei più autorevoli esponenti della geografia italiana, motivo per il quale intensificò, negli anni a venire, le pubblicazioni di ordine trattatistico e manualistico.

Il Lago di Sabaudia e il M. Circeo, 1940

Il Lago di Sabaudia e il M. Circeo, 1940

All’attività redazionale, che gli consentì, soprattutto all’inizio, di «formarsi una vasta preparazione geografica, di acquisire gli strumenti metodologici, di dominare la produzione geografica italiana e straniera», accompagnò e fece seguire ricerche dirette sul campo, nonché promozione di convegni, congressi ed escursioni geografiche, «essendo presente alla maggior parte delle manifestazioni scientifiche, svoltesi ad alto livello in Italia e all’estero».

In questo patrimonio di immagini sono individuabili, per i temi trattati e la modalità di acquisizione, due filoni: uno riguardante le fotografie eseguite dallo stesso Migliorini (parte in Italia, parte in alcuni possedimenti coloniali italiani), l’altro comprendente il materiale iconografico pervenuto al geografo da vari autori, a corredo degli articoli proposti per la pubblicazione nel Bollettino.

Le fotografie scattate in Italia riguardano nella quasi totalità due regioni specifiche, ben collegate alla vita familiare e

Bufali nell’Agro di Priverno, 1940

Bufali nell’Agro di Priverno, 1940

all’attività professionale dell’autore: il Veneto (Migliorini nacque a Rovigo nel 1902) e il Lazio. Il nucleo di fotografie relative al Lazio si compone di 467 positivi, per la maggior parte datati o databili in un periodo compreso tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento. L’arco temporale risulta ampio, laddove prende in considerazione la tecnica fotografica utilizzata qualora non sia possibile individuare elementi circostanziali nella biografia di Elio Migliorini. Ulteriore imprescindibile fonte di informazioni si è individuata tra le carte

 

Capanna dell’Agro Pontino, 1928 ca.

Capanna dell’Agro Pontino, 1928 ca.

manoscritte del geografo, conservate nell’Archivio Storico, e precisamente in un taccuino, fitto di descrizioni e cronache relative alle gite compiute nel Lazio tra il 1932 e il 1942. I soggetti ritratti, non sempre riconoscibili con assoluta certezza, evidenziano una grande attrazione verso gli elementi paesaggistici, in egual misura urbani e naturali, nonché l’attenta ricerca delle condizioni abitative in zone per lo più agrarie.

In particolare, le fotografie relative all’Agro pontino sembrano riferibili ad una fase dell’attività scientifica di Elio Migliorini, nella quale appaiono opere di sintesi e profili regionali, soprattutto ad uso degli studenti, che poi le aggiorneranno ed amplieranno, e numerosi studi, frutto di ricerche dirette sul terreno e di analisi approfondite.

Allo scopo di favorire la massima fruibilità di tale materiale da parte di studiosi, ricercatori e di un pubblico non specializzato, si è provveduto alla digitalizzazione e alla catalogazione analitica dei fototipi.

Per quanto concerne la valorizzazione delle raccolte nel loro complesso, oltre all’inserimento dei documenti originali nei percorsi espositivi creati ad hoc, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e delle applicazioni web è stato possibile realizzare prodotti multimediali a scopo divulgativo e didattico.

A tal proposito, la story map Agro pontino nelle fotografie di Elio Migliorini realizzata a partire dai materiali iconografici selezionati dal Fondo Migliorini è disponibile al seguente link https://arcg.is/44Wbu e qrcode di seguito indicato

qrcode_agropontino