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Onorificenze

 

Riconoscimenti 2017

 

Soci d’Onore

 

Gianluigi Rossi

Nato nel 1941, Gianluigi Rossi si laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma dove, nel 1969, viene nominato assistente ordinario dapprima di Storia e Istituzioni dei Paesi Afro-asiatici e poi di Storia dei trattati e politica internazionale e dove partire dal 1973 gli vengono attribuiti gli insegnamenti relativi, inizialmente per incarico e quindi quale titolare di cattedra a seguito del concorso bandito nel 1984.

Fatta salva una breve parentesi presso l’Università di Chieti, il cursus accademico, di magistero e di ricerca di Gianluigi Rossi si è sviluppato per oltre un quadriennio nella Facoltà di Scienze Politiche della storica Università romana, diventando un riferimento essenziale anche per aver assunto cariche di responsabilità: direttore di Dipartimento dal 1993 al 2008, preside dal 2008 al 2012, coordinatore di dottorato dal 2000 al 2012.

Non è mancato, tuttavia, un suo contemporaneo impegno didattico in organismi di elevata qualificazione scientifico-culturale quali l’Istituto Italo-Africano, l’ISMEO e il SIOI; una sua dedizione gestionale quale capo dell’Ufficio Studi del Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo del MAE, quale vicepresidente dell’ISIAO, quale membro del Consiglio Universitario Nazionale.

Gli interessi scientifici di Gianluigi Rossi, che hanno dato luogo a circa novanta pubblicazioni, hanno spaziato dalla analisi dei processi di decolonizzazione e di unificazione in Africa con particolare attenzione ai fenomeni di organizzazione regionale.

Uno specifico impegno, poi, ha dedicato alla evoluzione della questione della frontiera somalo-etiopica riguardata sotto il profilo storico-diplomatico sulla base di una attenta ricognizione delle fonti edite ed inedite.

Nel suo percorso, Gianluigi Rossi ha intrecciato a più riprese interessi scientifici e culturali con la ricerca nel settore della storia delle esplorazioni geografiche in Africa e con la vicenda della Società Geografica Italiana. Così come non ha mancato di intrattenere un continuo e intenso dialogo con la geografia politica ed economica.

In considerazione dell’apporto dato allo sviluppo dell’africanistica e per l’alta considerazione riservata alla scienza geografica quale fonte di conoscenza dell’Africa, si propone Gianluigi Rossi quale membro d’onore del Sodalizio.

Paolo RUMIZ

Paolo Rumiz (Trieste, 1947) ha scritto una ventina di libri, gran parte dei quali dedicati all’esplorazione dei territori. Figlio di una delle frontiere più mobili d’Europa, deve alla frontiera – e al sogno di superarla – gran parte delle sue idee di viaggio. Legge carte geografiche con la stessa famelica passione con cui accumula libri sul comodino. Lavorando prima per “Il Piccolo” di Trieste e poi per “La Repubblica” ha avuto la possibilità di rilanciare con successo la vecchia moda del “Feuilleton” a puntate. Per “La Repubblica” ne ha realizzati quindici, caso unico in Europa, a partire dal racconto di una traversata in bicicletta dall’Italia alla Turchia, fino alla storia della camminata lungo l’Appia antica, “ritrovata” dopo secoli di oblio. Allergico alle navigazioni virtuali, ha usato ogni possibile mezzo di trasporto lento, nella certezza che, per capire dove va il mondo, le stazioni ferroviarie sono più utili degli aeroporti. Come giornalista ha seguito il crollo della Cortina di ferro, poi la guerra jugoslava, la nascita dei populismi etno-nazionalistici, la guerra in Afghanistan dopo l’attacco alle Torri Gemelle e l’indebolirsi dell’ideale europeo in concomitanza con il centenario della Grande Guerra. In Europa, in Africa, nell’Asia centrale o in Cina, la sua passione – scrive di lui il New York Times – è ascoltare le “periferie”, per offrire una sponda ai territori senza voce. I suoi libri sono tradotti in America, Francia, Inghilterra, Germania e Paesi dell’ex Jugoslavia.

Ai tanti riconoscimenti già ricevuti, la Società Geografica Italiana vuole aggiungere il suo nominando Paolo Rumiz Socio onorario per il suo straordinario contributo al recupero di senso del viaggiare e della scoperta dei luoghi.

 

Riconoscimenti 2016

 

Soci d’Onore

 

Giorgio ALLEVA

Nato nel 1955, Giorgio Alleva si laurea, con il massimo dei voti e lode, in Economia e Commercio, alla Sapienza, nel 1981 discutendo una tesi in statistica.

Da allora la statistica diviene il suo impegno di ricerca e di magistero che svolge con continuità, percorrendo tutte le tappe della carriera accademica, dapprima quale ricercatore presso il Censis di Roma e, quindi, alla “Sapienza” dove consegue la cattedra nel 2000.

La sua attività di ricerca, compendiata ad oggi in un centinaio di pubblicazioni, è indirizzata prevalentemente verso la statistica economica, con impegno nel settore dell’agricoltura e quindi delle attività industriali. Più recentemente, ha svolto ricerche riguardanti il settore terziario, con attenzione specifica al comparto turistico e a quello bancario.

L’intera produzione scientifica di Giorgio Alleva, peraltro, è percorsa da una sistematica attenzione nei riguardi della dimensione territoriale dei processi economici ritenendo tale dimensione, soprattutto nella sua qualificazione urbana, euristicamente rilevante per la lettura statistica del sistema Paese complessivo. A tale riguardo, vi è da sottolineare come questa sua visione sia stata di certo propulsiva della costituzione, in Sapienza, di un Dipartimento dove gli studi statistici e quelli geografici marciassero a braccetto.

L’impegno di ricerca di Giorgio Alleva, che ha avuto una rilevante proiezione internazionale, avendo collaborato con la FAO, con la Commissione Europea, con le Università argentine, con il Ministero degli Esteri, con la Banca Mondiale, e altro ancora, gli ha valso numerosi riconoscimenti fino alla sua nomina, nel 2014 a Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Per l’intensità e la proficuità dei rapporti scientifici e culturali che Giorgio Alleva ha intrattenuto con le scienze geografiche, rinverdendo le comuni radici della statistica e della geografia, si propone Giorgio Alleva quale membro onorario della Società Geografica Italiana.

 

Silvia COSTA

Nata a Firenze nel 1949, Silvia Costa, dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università La Sapienza di Roma, si è impegnata per alcuni anni nella professione giornalistica, vuoi della carta stampata, vuoi radiotelevisiva.

L’impegno più intenso e appassionato, tuttavia, Silvia Costa lo ha dedicato, da subito, alla polis, dedicandosi alla politica attiva dapprima come membro del Consiglio Comunale di Roma, poi nella Camera dei Deputati, oggi nel Parlamento Europeo.

Impegno indirizzato in larga prevalenza al settore cultura e dell’istruzione, per il quale ha ricoperto anche incarichi di Governo, ma che ha anche riguardato la parità di genere e la tutela dell’infanzia.

Le competenze acquisite nel settore della cultura, pure attraverso la presidenza della Accademia delle Belle Arti e l’appartenenza al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, le sono state riconosciute a livello europeo allorquando è stata acclamata presidente della Commissione Cultura ed Istruzione del Parlamento Europeo.

Nel corso della sua attività, Silvia Costa ha, a più riprese, incontrato quella della Società Geografica Italiana apprezzandone l’impegno e le prospettive scientifico-culturali. Fu così quando il Sodalizio era intento a studiare la geografia elettorale italiana, lo è stato in tempi recenti e in maniera continuativa per la azione che la Geografica sta svolgendo a favore del recupero e lo sviluppo dei “Cammini”, quale forma di valorizzazione territoriale basata sullo spessore culturale del viaggiare e del fare turismo.

Per il suo contributo alla affermazione dei valori della cultura e dell’indagine scientifica e la sensibilità nei confronti della dimensione geografica di tali valori, si propone Silvia Costa per la nomina a Socio d’Onore

Riconoscimenti 2015

 

Soci d’Onore

 

Giuseppe CAMPIONE

Laureatosi all’Università di Messina in Scienze Politiche, Giuseppe Campione svolge presso quell’Ateneo attività di assistente volontario di economia politica dal 1967 al 1971 e di assistente ordinario di geografia politica dal 1972.

Incaricato di insegnamento presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Reggio Calabria prima e di Messina poi, diviene titolare di cattedra di geografia politica ed economica dal 1990.

L’attività scientifica di Giuseppe Campione si distingue per un coerente e intenso impegno sui temi della geografia politica e della geografia culturale, sviluppati sia in linea teorica sia con riferimento alla scala globale sia, infine e non in maniera marginale, alla scala del Mezzogiorno d’Italia e della Regione Sicilia.

L’impegno scientifico e didattico di Giuseppe Campione da subito non appare disgiunto dal suo impegno civile a favore della modernizzazione, fondata su un forte radicamento ai valori identitari, dello stesso Mezzogiorno e della terra siciliana. Questo suo impegno lo conduce ad assumere responsabilità politico-istituzionali di notevole rilievo, essendo stato eletto deputato dell’Assemblea regionale siciliana nel 1981, segretario della DC siciliana nel 1982, presidente della Regione siciliana nel 1992 in un momento particolarmente tragico per la storia d’Italia e della Sicilia, conseguente alle stragi di Capaci e di Via d’Amelio.

Giuseppe Campione non ha trascurato un impegno pubblicista di rilievo così come ha dato un contributo di idee e di impegno direttivo in istituzioni culturali di prestigio come la Fondazione di Ricerca e Studi su Economia e Società in Sicilia, come la Società Siciliana di Storia Patria, come l’Istituto Gramsci di Palermo.

La comunità scientifica dei geografi ha parimenti potuto avvalersi della sua competente dedizione, quale membro del direttivo dell’Associazione dei Geografi Italiani e della Società Geografica Italiana. In quest’ultima veste, di particolare significato è stato il suo contributo all’elaborazione di una linea culturale che recuperasse ai più alti livelli la riflessione ai temi della geografia politica e della cooperazione tra i popoli nell’area mediterranea.

Per l’alto impegno a favore della cultura geografica italiana si propone la nomina a Socio d’Onore del prof. Giuseppe Campione.

Tullio D’APONTE

Tullio D’Aponte nasce a Napoli il 28 gennaio del 1940 e non v’è dubbio che tanto il luogo di nascita quanto il periodo storico abbiano influenzato in maniera profonda e significativa sia la scelta dei filoni di ricerca che ne hanno caratterizzato sin dagli inizi la produzione scientifica – il riferimento non può che essere al Mezzogiorno – , sia l’approccio cognitivo che, rifacendosi ad un armamentario interpretativo di tipo interdisciplinare, mostra sempre uno spiccato interesse per un sapere applicativo: una conoscenza al servizio della collettività, della politica e del territorio.

Si laurea a Napoli in Scienze Economiche nel 1963 e nella stessa città, dopo un periodo di perfezionamento in Ricerca Scientifica presso il CNR e l’Istituto Universitario Orientale entra come Consigliere nell’organico direttivo del Ministero del Tesoro (Consigliere presso l’Uff. Studi della Rag. Gen.le dello Stato) per transitare nel 1969 nei ruoli universitari dove presta servizio come Assistente e poi Professore incaricato (1971) presso l’Istituto Universitario Navale di Napoli e le Università di Messina e Salerno. Ed è a Salerno che nel 1980 vince la Cattedra di Geografia Politica che tiene fino al 1983, quando, a seguito della prematura scomparsa del compianto prof. Francesco Compagna, viene chiamato a succedergli nella Cattedra di Geografia politica ed economica della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli Federico II, ruolo che mantiene fino al 2012, anno del suo pensionamento, quando viene nominato, in considerazione dei risultati scientifici raggiunti nel suo lungo percorso accademico, professore emerito. Ed in effetti gli anni dell’accademia sono segnati da un’intensa attività scientifica che si caratterizza da subito per l’innovatività dei temi di ricerca e dell’approccio interpretativo con una presenza costante sulle più autorevoli riviste geografiche italiane che ne fa in breve uno dei principali riferimenti accademici della riflessione geografica in Italia. Non meno importanti e significative sono le funzioni istituzionali che in questo lungo periodo ricopre sia all’interno dell’Università, dove diviene Presidente dell’ARPA (l’Agenzia dell’Università Fredericiana per la Ricerca e la Produzione Avanzata) e Preside per circa un decennio della Facoltà di Scienze Politiche, sia in altre istituzioni scientifiche di primaria importanza, come il CNR che lo nomina rappresentante italiano in seno all’Unione Geografica Internazionale e Membro dell’ International Council for Science (ICSU), e l’ISTAT nell’ambito del quale riveste il ruolo di componente del Comitato d’Indirizzo e Sorveglianza in rappresentanza del MIUR.

Intensa ed oltremodo significativa in questi anni è anche l’attività professionale nell’area della pianificazione territoriale e della programmazione economica, segno tangibile dell’orientamento applicativo di un’intelligenza scientifica critica ed innovativa che del resto emerge assai chiaramente tanto dagli scritti scientifici quanto dall’attività giornalistica che lo porta a divenire opinionista del prestigioso quotidiano Il Mattino di Napoli.

Nonostante i suoi vasti interessi lo conducano ad approfondire temi economici, sociologici ed urbanistici è alla Geografia nelle sue declinazioni economiche e politiche che dedica larga parte dei suoi studi e non può dunque stupire il suo pluriennale ed intenso impegno all’interno della Società Geografica Italiana dove si distingue, in qualità di consigliere e responsabile di diversi e prestigiosi incarichi istituzionali, sia per aver contribuito allo sviluppo della produzione scientifica e divulgativa del sodalizio – come ampiamente testimoniato dalla Collana degli “Scenari Italiani” e, nell’ambito di quest’ultima, dalla rubrica “Scenari Geopolitici” da lui stesso curata per un decennio – sia per averne significativamente ampliato e qualificato le relazioni esterne contribuendo a rafforzarne la centralità all’interno delle istituzioni scientifiche di rilevanza nazionale ed internazionale.

Per l’impegno profuso nella produzione e diffusione del sapere geografico e per il prezioso servizio reso negli anni al nostro Sodalizio si propone Tullio D’Aponte per la nomina a Socio d’Onore.

Riconoscimenti 2013

 

Medaglia d’argento

 

Maria MANCINI

Nata a Roma il 22 marzo 1948, Maria Mancini ha conseguito la laurea in Lettere nel 1971, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Nell’ambito di questa Facoltà ha avviato la sua carriera accademica fino a prendere servizio presso l’Istituto di Scienze Geografiche e Cartografiche della Facoltà di Magistero della medesima Università. Dopo la trasformazione del Magistero in Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Roma Tre, l’impegno nella didattica e nella ricerca di Maria Mancini si è svolta all’interno del Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici (Sezione di Geografia). Dall’ottobre 2011 è ricercatrice senior presso il Dipartimento di Studi Umanistici della stessa Università.

I suoi interessi di ricerca hanno riguardato inizialmente la Geografia medica e la Geografia regionale; in seguito, i suoi studi si sono concentrati sulla Storia della geografia e delle esplorazioni, in coincidenza con l’incarico ricevuto dalla Società Geografica Italiana di curare e studiare i fondi fotografici relativi alla storia del sodalizio e gli archivi cartacei di alcuni famosi geografi-esploratori italiani. Grazie a questo lavoro è stata avviata una proficua e duratura collaborazione con la Società Geografica Italiana, a vantaggio della quale Maria Mancini ha profuso un pluriennale e intenso impegno: è stata membro dell’Ufficio sociale e Vicesegretario generale; si è fatta particolarmente apprezzare per la sua capacità di riorganizzare l’Archivio fotografico, di cui è stata a lungo la curatrice.

Lo studio del ricco ed eterogeneo materiale fotografico le ha consentito di approfondire i rapporti tra fotografia, immagine e storia delle esplorazioni geografiche e a questi argomenti sono legate la gran parte delle sue pubblicazioni, molte delle quali hanno analizzato e valorizzato la documentazione custodita negli archivi della Società Geografica Italiana.

Nel percorso di Maria Mancini vanno segnalate anche le numerose collaborazioni alle riviste geografiche e il lavoro svolto nel settore dell’editoria scientifica e dell’alta divulgazione, soprattutto nell’ambito dell’Istituto per l’Enciclopedia Italiana. Per la ricchezza delle attività scientifiche e per il prezioso servizio reso al nostro Sodalizio si propone Maria Mancini per la medaglia d’argento.

Soci d’Onore

 

Piergiorgio LANDINI

Nato a Ferrara nel 1946, Piergiorgio Landini consegue la laurea in Lettere presseo l’Università di Roma nel 1968, dove è nominato assistente incaricato di Geografia dall’anno successivo e assistente ordinario di Geografia economica dal 1974.

Vincitore della cattedra di Geografia economica, è all’Università di Bari, nella quale svolge le funzioni connesse, dal 1980 al 1983, allorquando viene chiamato, per trasferimento, dalla giovane Università di Chieti, dove tutt’ora svolge la sua attività di ricerca e di magistero.

Nell’ateneo “D’Annunzio”, Piergiorgio Landini ha modo di sviluppare una intensissima e qualificata opera di organizzazione e di progettazione, ricoprendo incarichi accademici e manageriali di rilievo. Ma, soprattutto, riesce a conferire spazi di eccellenza alla ricerca geografica che, per qualità e quantità, si individua come una vera e propria scuola che contribuisce, nel suo insieme, significativamente al processo delle scienze geografiche italiane.

In questa sua azione Piergiorgio Landini si è avvalso della apertura verso l’innovazione teorica e metodologica e l’attenzione scientifica per tematiche di frontiera riguardanti l’assetto urbano, la distribuzione dei servizi e l’organizzazione regionale. Ma non ha mancato di guardare a questioni concernenti i trasporti e lo sviluppo dei sistemi economici locali.

Temi e problemi che hanno costituito oggetto di oltre 140 pubblicazioni confluite nelle principali e qualificate sedi nazionali.

Il credito scientifico maturato da Piergiorgio Landini gli ha valso incarichi nazionali nelle organizzazioni di rappresentanza della Geografia, dall’AIIG all’AGEI, dalla Società di Studi Geografici alla Società Geografica Italiana e in altri settori disciplinari come l’Urbanistica. Non mancano, peraltro, nel suo cursus, incarichi politici e amministrativi.

Una speciale menzione, poi, merita l’intensità del lavoro che Piergiorgio Landini ha svolto e svolge nel settore dell’editoria scientifica e dell’alta divulgazione nell’ambito dell’Istituto per l’Enciclopedia Italiana, del Touring Club Italiano, dall’Istituto Geografico De Agostini, del Formez.

Nel percorso di Piergiorgio Landini parte significativa ha rappresentato il suo pluriennale e intenso impegno a vantaggio della Società Geografica Italiana. Impegno ultratrentennale da quando, con l’elezione di Ernesto Massi alla presidenza, si trovò impegnato nel rilancio dell’istituzione dedicandosi nella riorganizzazione delle attività, prima fra tutte la pubblicazione del “Bollettino”, di cui è stato per diciotto anni direttore e poi condirettore. Impegno che gli è valsa la fiducia dei Soci, i quali lo hanno voluto per un trentennio nel direttivo, come consigliere e come vicepresidente. Per la ricchezza della attività scientifica e per il prezioso servizio reso alla cultura geografica e al nostro Sodalizio si propone Piergiorgio Landini per la nomina a Socio d’Onore.

 

Mauro MARSILI

Nato a Roma nel 1960, Mauro Marsili conseguita la laurea in Scienze Politiche presso la Libera Università degli Studi Sociali di Roma (1982) entra ben presto nella carriera diplomatica (1985) ricoprendo l’incarico di Primo segretario commerciale presso l’Ambasciata d’Italia in Berlino Est, nel 1989, alla vigilia della “caduta del muro”.

Dopo incarichi a Bucarest e a Buenos Aires, assume, nel 1996 la responsabilità di Vice Capo dell’Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri e successivamente quello di Capo della Segreteria della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo.

Dopo un breve periodo a Brasilia, quale Primo Consigliere Commerciale, assume nel 2004 la funzione di Capo dell’Ufficio eventi culturali italiani all’estero e Istituti Italiani di Cultura, che ricopre fino al 2010 allorquando raggiunge San Paolo in qualità di Console Generale d’Italia.

E’ a partire da questi ultimi incarichi che Mauro Marsili, dando spazio alle sue competenze geografiche di storia delle esplorazioni intensifica i rapporti con la Società Geografica Italiana, a sua volta impegnata a intensificare l’azione di promozione della cultura geografica italiana all’estero, per il tramite del Ministero e, in particolare, della rete degli Istituti Italiani di cultura.

Tra le numerose iniziative assunte e felicemente realizzate si segnalano quelle relative a far conoscere il ruolo delle esplorazioni scientifiche organizzate dal Sodalizio e da sue eminenti figure nel Continente latino-americano e segnatamente in Brasile, area geografica per la quale si è dispiegato specificamente l’impegno diplomatico di Mauro Marsili.

Per la considerazione attribuita alla componente geografica nella diffusione nel mondo della cultura italiana, si propone la nomina di Mauro Marsili a Socio d’Onore.

Ernesto MAZZETTI

Nato a Napoli nel 1938, dopo la laurea in Scienze Politiche, conseguita presso l’Università di Napoli, Ernesto Mazzetti si è avviato alla ricerca nelle scienze geografiche sotto la guida di Francesco Compagna di cui divenne assistente ordinario. Professore incaricato di Geografia politica ed economica, dal 1972, e quindi professore associato di Geografia urbana, dal 1981, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo partenopeo, diviene titolare della cattedra di Geografia economica all’Università di Catania per poi trasferisti a Napoli, dal 1990, sempre presso la Facoltà di Scienze Politiche, dove ha ricoperto gli insegnamenti di Geografia politica ed economica e di Geografia del turismo fino al 2010.
Gli interessi scientifici di Ernesto Mazzetti, manifestati in oltre duecento pubblicazioni, tra le quali una ventina di volumi, hanno riguardato la dimensione urbana ed industriale dello sviluppo economico-territoriale, con riferimento prevalente al Mezzogiorno d’Italia ma senza trascurare altri spazi regionali.
Il peso specifico che nell’approccio scientifico di Ernesto Mazzetti è attribuito al processo storico, secondo una schietta impostazione crociana, lo ha condotto ad interessarsi, poi, con contributi di notevole spessore, di paesaggio e di cartografia storica, anche in questo caso con una speciale predilezione per il Meridione italiano.
Oltre all’impegno scientifico, Ernesto Mazzetti ha sviluppato quello giornalistico e della comunicazione televisiva. A riguardo, piace soprattutto ricordare il lavoro in “Nord e Sud”, a fianco del suo maestro Francesco Compagna. In questa veste gli sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti, tra gli altri il “Premio Saint Vincent”, il “Premio Napoli” e il “Premio Rea”.
Così come non gli sono mancati riconoscimenti nell’ambito più propriamente scientifico-culturale, essendo stato nominato Socio corrispondente dell’Accademia Pontaniana e Socio ordinario dell’Accademia nazionale di Arti, Lettere e Scienze.
Tra le molte altre attività a vantaggio della cultura e della scienza italiana assicurate da Ernesto Mazzetti primeggia quella per la Società Geografica di cui è stato membro del Consiglio direttivo dal 1983 al 2013, prima come Consigliere e poi, dal 2005, come vicepresidente. In questa veste, Ernesto Mazzetti si è distinto per saggezza e competenza l’una e l’altra massimamente esercitate nella decennale responsabilità, fin dalla prima edizione, di coordinatore dell’annuale “Rapporto” predisposto dal Sodalizio.
Per il contributo originale e costante dato alla conoscenza geografica della “questione meridionale” e per aver servito con dedizione il Sodalizio, si propone la nomina di Ernesto Mazzetti a membro onorario della Società Geografica Italiana.

Riconoscimenti 2012
Soci d’Onore

Arnaldo BAGNASCO

Nato a Varazze nel 1939, Arnaldo Bagnasco si Laurea in Giurisprudenza nel 1967, presso l’Università degli Studi di Genova. Incaricato di Sociologia economica dal 1973 al 1979 alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze, nel 1980 raggiunge Napoli per assumere la titolarità della cattedra intitolata alla medesima disciplina, nell’Università di quella città presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.
Dal 1982 al 1986 copre la cattedra di Sociologia urbana alla Facoltà di Scienze Politiche e successivamente di Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo torinese.
Il lavoro scientifico di Arnaldo Bagnasco, compendiato in una sessantina di pubblicazioni principali, ha avuto fuochi di interesse principali nei campi della sociologia economica, urbana e politica, unificati dal riferimento al progetto di un’analisi della società capace di utilizzare in modo combinato gli apporti delle diverse specializzazioni della sociologia e delle scienze sociali ed umane collegate e, tra quest’ultime, in particolare della geografia politica ed economica.
Dal suo primo fondamentale contributo “Tre Itale. La problematica territoriale dello sviluppo italiano” del 1977, agli studi sul rapporto tra territorio e piccola impresa, della prima metà degli anni Ottanta del Novecento, a quelli sulla città industriale, con specifica attenzione per Torino, sviluppati nella seconda metà degli anni Ottanta, alle riflessioni strutturali e non prive di proiezioni operative sullo sviluppo locale che lo hanno impegnato nel decennio successivo,
Arnaldo Bagnasco non ha trascurato di riferirsi all’apporto della ricerca geografica. Così come del resto la geografia italiana ha guardato alla sua lezione con attenzione e sicuro arricchimento. Attenzione alla dimensione spaziale dell’organizzazione sociale che è presente pure nella sua produzione più matura, orientata da una maggiore sensibilità per i temi della stratificazione della società e del cambiamento politico.
Numerose le testimonianze di credito scientifico italiane ed estere che, nel tempo, sono state attribuite ad Arnaldo Bagnasco. Tra tutte quella di nomina a Socio Nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
La Società Geografica Italiana intende aggiungersi ai molti con la nomina del prof. Arnaldo Bagnasco a suo membro onorario. In tal modo vuole riconoscere l’originale e ineludibile apporto alla conoscenza della proiezione territoriale della società italiana ed evidenziare il debito di gratitudine per l’attenzione attribuita alla ricerca e alla cultura geografiche.

Maria Giovanna FADIGA

Nata a Bologna, Maria Giovanna Fadiga ha conseguito la laurea in Lettere e Filosofia, con specializzazione in filologia umanistica, presso l’Università della città felsinea, avviandosi ben presto all’insegnamento di materie classiche nei Licei italiani e sviluppando, contemporaneamente, una attività di studio e di ricerca nel suo settore di formazione, che le ha valso l’attribuzione di incarichi didattici in università italiane ed estere.
Di tale ultima attività Maria Giovanna Fadiga ha dato conto attraverso alcune pubblicazioni di pregio scientifico-culturale, tra le quali si ricordano Ì’edizione critica della “Germania” di Enea Silvio Piccolomini (Pio II), il saggio “L’Historia Bohemica: la genesi di un’idea?” e l’edizione critica dell’opera di Biondo Flavio “Roma Thriumphans”.
Molto intensa anche l’attività di promozione della cultura italiana all’estero, pure in connessione con il suo ruolo di coniuge di un diplomatico italiano; con la cura di mostre e pubblicazioni.
A tale proposito Maria Giovanna Fadiga non ha mancato di rivolgere particolare attenzione agli aspetti geografici della cultura italiana e allo specifico contributo dato dalla Società Geografica Italiana alla sua diffusione, come nel caso della grande mostra organizzata a Seoul, nel 2012, dal titolo “Seoul in Rossetti’s eyes, 1902 – 1903”.
Ai riconoscimenti conferiti a Maria Giovanna Fadiga, la Società Geografica Italiana vuole aggiungere la nomina a membro d’onore, per l’impegno costante e di rilevante efficacia profuso a vantaggio della diffusione della cultura italiana nel mondo e di quella geografica in particolare.

Fabio Alberto ROVERSI

Nato ad Addis Abeba nel 1938, Fabio Alberto Roversi-Monaco, dopo essersi laureato in giurisprudenza e conseguita la libera docenza, diviene ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Bologna dove, dal 1972, ricopre la relativa cattedra per poi passare a quella di diritto amministrativo, dando notevole impulso agli studi sull’amministrazione pubblica e alla formazione specialistica nel campo del diritto d’impresa e del diritto sanitario.
L’attività scientifica di Fabio Roversi-Monaco ha riguardato principalmente lo studio dei profili giuridici dell’organizzazione amministrativa degli enti di gestione, con particolare attenzione alle partecipazioni statali.
Nell’Università bolognese l’impegno di Fabio Roversi-Monaco è stato particolarmente intenso e significativo anche sotto il profilo gestionale. Essendone stato un apprezzato Rettore per un quindicennio, dal 1985 al 2000, ha potuto conseguire risultati di considerazione di assoluto rilievo internazionale, ponendo quell’Ateneo al centro del sistema universitario mondiale, attraverso le celebrazioni del IX centenario della sua fondazione e la firma della Magna Charta Universitatum. In questa sua attività, Fabio Roversi-Monaco non ha mancato di far risaltare il contributo della geografia nello sviluppo delle istituzioni universitarie in generale e di quella bolognese in particolare.
La Società Geografica Italiana, intende aggiungere la sua considerazione a quella delle molte altre istituzioni che hanno voluto onorare il cursus di Fabio Roversi-Monaco, soprattutto attraverso il conferimento di numerose lauree honoriscausa, nominandolo a membro onorario del Sodalizio, per l’impegno profuso a vantaggio della istituzione universitaria e per la considerazione riservata alla cultura e alle scienze geografiche.

Angelo TURCO
Nato a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, nel 1946, Angelo Turco consegue la laurea in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, nel 1971.
Nominato assistente ordinario di Geografia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano, dal 1976 al 1985, presso quella stessa Facoltà, tiene corsi di Geografia politica ed economica in qualità di professore incaricato prima e, dal 1981, di professore associato.
Vincitore di una cattedra di Geografia viene chiamato, nel 1986, dalla Università degli Studi dell’Aquila, Facoltà di Lettere e Filosofia, dove tiene corsi fino al 2012, quando si trasferisce alla Libera Università di Lingue e Comunicazioni di Milano a ricoprire la cattedra di Geografia presso la Facoltà di Arti, Turismo e Mercati, della quale ha assunto la carica di preside.
Gli interessi scientifici di Angelo Turco, dapprima orientati a indagare temi e spazi attraverso concetti stabilizzati, si indirizzano ben presto verso la elaborazione critica del pensiero geografico e la costruzione di una teoresi originale che, sulla scorta delle epistemologie post-Kuhniane, si rivolge alla definizione dei processi di territorializzazione e alle configurazioni della territorialità.
In questa prospettiva privilegiando la semiotica del territorio, i simbolismi territoriali, la governance ambientale, l’attenzione regionale si rivolge specificatamente all’Africa e alle dinamiche complesse che investono quel continente.
La riflessione teorica di Angelo Turco si accompagna, peraltro, ad una intensa indagine sul campo che lo porta a frequenti missioni di ricerca nel corso delle quali ha anche modo di intrecciare solidi rapporti di colleganza scientifica e culturali con altri rami del sapere e con le realtà locali.
La produzione scientifica di Angelo Turco consta, ad oggi, di un centinaio di pubblicazioni, per circa un terzo apparse in qualificate sedi internazionali tra le quali una decina di volumi.
Da segnalare poi, oltre a duecento tra note giornalistiche e divulgative, la meritoria fondazione della rivista “Terra d’Africa” di cui Angelo Turco ha tenuto la direzione per tutto il ventennio di pubblicazione. Ai numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali che l’opera di Angelo Turco ha ottenuto, la Società Geografica Italiana vuole aggiungere il suo con la
nomina a membro onorario del Sodalizio per il valoroso contributo dato allo sviluppo della scienza geografica attraverso la costituzione di una teoria della territorialità.

Socio Corrispondente
Arno WHELING

Conseguita nel 1968 la laurea in Storia, nell’Università federale di Rio de Janeiro, Arno Wehling si è successivamente addottorato in Storia, nell’Università di San Paolo e si è specializzato in varie università latino-americane ed europee nel settore delle scienze storiche, con particolare attenzione ai profili giuridici.
I suoi studi confluiti in numerose pubblicazioni hanno riguardato, tra l’altro, la storia della colonizzazione, in America latina in generale e in Brasile in particolare, con focalizzazione nelle forme di espansione territoriale e di definizione delle frontiere. Una specifica attenzione è stata anche data alla presenza italiana in Brasile e alla sua influenza nella formazione del corpus giuridico di quel paese.
Attualmente Arno Wehling è titolare di cattedra nella Università Gama Filho e professore visitatore nell’Università di Lisbona. È consigliere del Ministro Federale della Cultura e presidente dell’Istituto Storico-Geografico del Brasile.
In questa sua ultima veste, Arno Wehling si è adoperato per rinsaldare i rapporti di colleganza tra la cultura brasiliana e quella italiana e, in specifico, nel settore geografico, organizzando importanti occasioni di scambio scientifico sui temi di comune interesse.
Per l’impegno profuso nel rafforzare i legami scientifico-culturali tra Brasile e Italia, si nomina Arno Wehling Socio corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2011

Soci d’Onore

Franco ISEPPI

Nato a Milano nel 1939, Franco Iseppi ha trascorso quasi la metà del suo tempo in viaggi attraverso la gran parte dei paesi del mondo non trascurando, peraltro, di approfondire la conoscenza del territorio italiano.

Alle motivazioni culturali e di conoscenza che sono all’origine del Viaggiare di Franco Iseppi, si aggiungono quelle professionali essendo stato produttore, curatore e ideatore di numerosi programmi televisivi e numerose inchieste internazionali tra le quali si ricordano Douce France, Made in England, La lunga marcia, Terre vicine, Terre lontane.

Anche in ragione degli alti profili raggiunti in queste sue attività, ha ricoperto vari incarichi dirigenziali in RAI: si ricordano, in particolare, quello di direttore generale e di responsabile dei rapporti tra l’ente radiotelevisivo italiano e la Santa Sede in occasione del Grande Giubileo del 2000. l’esperienza professionale raggiunta lo ha visto impegnato quale parte attiva di numerose associazioni, istituzioni e società operanti nel campo della convergenza tra televisione, telecomunicazioni e internet.

Su tali ultimi temi, Franco Iseppi ha pubblicato numerosi saggi, in particolare, sul sistema televisivo e dei media italiani e sui consumi culturali, sviluppando competenze che alimentano la sua funzione docente presso il Politecnico di Torino, dove insegna Teoria e Tecniche di Comunicazione e dei Media.

Assunta, nel 2010, la funzione di Presidente del Touring Club Italiano, è risultato da subito impegnato ad esaltare l’azione del Sodalizio sulla cultura del “come viaggiare”, individuando nel viaggio e nel turismo il più importante strumento di conoscenza del mondo, di crescita civile e di pace tra i popoli.

Per la sua feconda azione a vantaggio della conoscenza del mondo e per aver voluto individuare nella Società Geografica Italiana uno degli interlocutori privilegiati del suo disegno culturale, si propone Franco Iseppi quale socio d’onore.

Francesca Cantù

Conseguita la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Francesca Cantù ha svolto presso la medesima Facoltà, dapprima funzioni di assistente ordinario di Storia Moderna e quindi di professore associato di Storia e Istituzioni dell’America Latina. Insegnamento, quest’ultimo, assunto quale vincitore di cattedra presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo, dall’a. a. 1994-95. Trasferitasi all’Università di Roma Tre dall’a. a. 1999-2000, ha ricoperto funzioni di Direttore del Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici e di preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dal luglio 2008 ad oggi.

L’attività scientifica di Francesca Cantù, compendiata in oltre un centinaio di pubblicazioni, ha riguardato il larga prevalenza, con fecondità di risultati e intelligente lavoro interdisciplinare, il rapporto tra il Vecchio e il Nuovo Mondo, specialmente tra l’area ispano-portoghese e l’America Latina, letto attraverso la dimensione della politica religiosa ed ecclesiastica.

Nel corso dei suoi studi, intensi e profittevoli sono stati i ponti di collaborazione che Francesca Cantù ha intrattenuto con le scienze geografiche e con la storia delle esplorazioni geografiche. Si segnala a riguardo il suo prezioso contributo alle iniziative di studio che sono state realizzate nell’occasione delle celebrazioni vespucciane promosse dalla Società Geografica Italiana per la guida di Ilaria Caraci. In tale occasione, Francesca Cantù ha mirabilmente progettato e curato la realizzazione della collana “frontiere della modernità. Amerigo Vespucci, l’America, l’Europa”.

La sua attività, oltre a valerle numerosi riconoscimenti, tra i quali si segnalano quello di membro dell’Academia Nacional de la Historia dell’Ecuador e di professore honoris causa della Universidad Nacional Mayor de San Marco de Lima, l’ha condotta a funzioni di consulenza governativa e per vari organismi scientifici nazionali e internazionali. A quest’ultimo riguardo, piace segnalare il suo impegno “di genere”, compendiabile nella partecipazione al gruppo di lavoro “Donne e Scienza”, della Commissione Europea, Direzione Generale della Ricerca.

Per il suo alto contributo alla storia delle esplorazioni geografiche agli esordi dell’età moderna e per la sua intensa e convinta vicinanza scientifico-metodologica con la Geografia, si propone la nomina di Francesca Cantù a membro onorario della Società Geografica Italiana.

Elio Manzi

Conseguita nel 1964 la laurea in Scienze Politiche, all’Università di Napoli, discutendo una tesi in geografia politica ed economica, con la relazione di Francesco Compagna, Elio Manzi si è avviato alla ricerca sotto la guida di Elio Migliorini collaborando con lo stesso, quale assistente volontario, presso l’Istituto di Geografia dell’Ateneo partenopeo.

Incaricato di Geografia politica ed economica, presso il Corso di Laurea in Scienze Politiche dell’Università di Palermo, dal 1970 al 1979, Elio Manzi ha dal 1980 ricoperto la Cattedra di Geografia presso la Facoltà di Magistero di quella stessa Università e quindi, dal 1986, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Pavia e, da ultimo, presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ancora dell’Università di Palermo.

Gli interessi scientifici di Elio Manzi, compendiati in quasi duecento pubblicazioni, hanno spaziato dalla storia della cartografia e cartografia storica allo studio del paesaggio, sia sotto il profilo teoretico, sia secondo aspetti applicativi. Non minore attenzione poi è stata data da Elio Manzi alla “geografia letteraria e del fantastico” con pregevoli e originali saggi sulla geografia di Emilio Salgari e di Walt Disney.

Le alte competenze riconosciutegli in sede nazionale e internazionale hanno condotto Elio Manzi ad essere parte dell’International Human Dimension of Global Environmental Change Programme Italia e dell’International Geosphere Biosphere Programme. Così come il suo prestigio scientifico è stato alla base del suo impegno direttivo nell’Associazione Italiana di Cartografia, nella Società di Studi Geografici e nella Società Geografica Italiana. Per il nostro Sodalizio, in particolare, si segnala l’attività di Elio Manzi quale consulente scientifico del “Bollettino” e direttore delle “Memorie”.

Per il rilievo del suo apporto allo sviluppo delle scienze geografiche e per il prezioso contributo di attività a vantaggio del Sodalizio, si propone la nomina di Elio Manzi a socio d’onore.

Claude Raffestin

Conseguita la licenza in scienze geografiche nel 1959 e il dottorato in scienze economiche nel 1968, Claude P.R. Raffestin diviene professore straordinario, nel 1969, e ordinario, nel 1971, di geografia presso l’Università di Losanna, dove svolge con intensità il suo magistero (salvo periodi di insegnamento a Laval (Quebec), a Mendrisio, a Torino) e dove ricopre nel tempo vari incarichi accademici: tra tutti si ricordano quello di Direttore del Dipartimento di Geografia, di Direttore del Centro Universitario di Ecologia Umana e di Vicerettore.

La sua attività di ricerca, espressa in una trentina di monografie e in circa trecento articoli, ha affrontato i principali temi e problemi della geografia contemporanea dando tuttavia una specifica attenzione alla dimensione politica dell’organizzazione degli spazi, secondo una cifra assai originale che finisce per pervadere anche le riflessioni che hanno riguardato aspetti altri, quali quelli più propriamente pertinenti alle questioni di geografia umanistica e di geografia del paesaggio che lo hanno visto impegnato negli anni più recenti.

Nella sua attività scientifica, Claude Raffestin ha stabilito intense e proficue relazioni internazionali intrattenute con centri di ricerca di numerosi paesi europei e nordamericani. Tra questi, assai frequenti quelli con l’Italia e in particolare con la comunità dei geografi italiani.

Per il credito di cui largamente gode, la comunità scientifica di appartenenza nazionale ha voluto Claude Raffestin alla sua guida, così come numerosi e prestigiosi sono stati i riconoscimenti attribuitigli, vuoi accademici, vuoi istituzionali.

A questi la Società Geografica Italiana, che già lo annovera tra i soci corrispondenti, vuole aggiungere il suo nominando Claude P.R. Raffestin socio d’Onore per l’alto contributo dato allo sviluppo degli studi geografici e per l’intensità delle relazioni intrattenute con la ricerca e la cultura geografiche dell’Italia.

Umberto Vattani

Nato a Scopje da una famiglia di diplomatici, Umberto Vattani ha condotto i suo studi in varie realtà internazionali per poi laurearsi a Roma Sapienza, prima in Giurisprudenza e quindi in Scienze Politiche.

Dopo una breve esperienza di lavoro all’Ufficio Studi della Banca d’Italia, entrato a far parte del personale diplomatico della Farnesina, Umberto Vattani ha segnato un percorso di carriera di molto prestigio che, salvo brevi incarichi di responsabilità presso alcuni Gabinetti ministeriali, lo ha condotto al vertice amministrativo degli Esteri.

Alle prime esperienze presso la Rappresentanza d’Italia all’ONU, l’Ambasciata d’Italia a Parigi e a Londra, sono seguiti per Umberto Vattani gli incarichi di Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio (Gabinetti De Mita, Andreotti, Amato), di Ambasciatore d’Italia a Berlino e quindi di Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, una prima volta dal 1996 al 2001 e una seconda dal 2004.

Dal 2005, Umberto Vattani è alla guida dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, portando nell’attività di questo organismo il rilievo di esperienza conseguita e la carica innovativa che pure aveva segnato la sua responsabilità apicale alla Farnesina.

Assai intenso, poi, è l’impegno che Umberto Vattani riversa in alcune importanti istituzioni accademiche italiane e straniere avendo modo di mettere in luce il valore centrale dell’interrelazione tra università, azione economico-sociale e centri di ricerca e di promozione culturale. In questa veste, tra le molte responsabilità, piace ricordare quella di presidente della Venice International University, importantissima realtà che vede consociati una decina di Atenei di prestigio di tutto il mondo.

Nello svolgimento della sua feconda attività, Umberto Vattani non manca dunque di intersecare la dimensione scientifica e culturale cui, anche in qualità di Presidente del Circolo degli Affari Esteri, ha dato rilievo integrante della sua azione diplomatica. Dimensione scientifico-culturale che, in più di una occasione, si è concretizzata come cultura e scienza geografica così come rappresentata dalla Società Geografica Italiana.

Per questa sua sensibilità e per il fare concreto che ne è seguito, numerosi sono i riconoscimenti che sono stati attribuiti ad Umberto Vattani. A questi anche il nostro Sodalizio vuole aggiungere il suo con la nomina di Umberto Vattani a Socio d’Onore.

Alessandro Bianchi

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RICONOSCIMENTI 2010

Il Vicepresidente della Società Geografica Italiana, Prof. Ernesto Mazzetti, ha consegnato il Diploma a Socio d’Onore del nostro Sodalizio a S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco.

La cerimonia di consegna è avvenuta in occasione della visita di S.A.S. il Principe al Museo Nazionale dell’Antartide nel Porto Antico di Genova e si è svolta nel Salone del Minor Consiglio del Palazzo Ducale di Genova a partire dalle 15.30 di martedì 19 ottobre.

Nella stessa occasione, l’Accademia Ligure di Scienze e Lettere ha conferito a S.A.S. il Principe il Diploma di Socio Onorario. Al termine delle cerimonie S.A.S. il Principe è intervenuto sulle tematiche delle Regioni Polari. E’ stato poi proiettato un filmato sulle spedizioni di S.A.S. il Principe ai Poli e sulla Stazione Italiana in Antartide. L’incontro è inserito nel progetto Geografie Possibili a cura Teatri Possibili Liguria.

 

Soci d’onore

Francesco Sabatini

Nato a Pescocostanzo (AQ), il 19 dicembre 1931, si è laureato in Lettere all’Università di Roma nel 1954 ed è stato Ordinario di Storia della lingua italiana nelle Università di Lecce, Genova, Napoli, Roma “La Sapienza” e Roma Tre, dove attualmente è Professore emerito. Socio dell’Accademia della Crusca dal 1976 e Accademico dal 1985, è stato Presidente dell’Accademia dal 2000 al 2008 e ne è ora Presidente onorario.

Ha pubblicato numerosissimi e assai apprezzati studi sulla formazione della lingua italiana nel medioevo e sulla sua evoluzione dopo l’Unità nazionale, occupando una posizione di assoluto rilievo nel panorama degli studi sulla storia della lingua italiana. Anche sulla base delle elevate competenze scientifiche, si occupa del rinnovamento della didattica dell’italiano nella Scuola e della diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero e della politica linguistica dell’Unione Europea. Su questa specificazione della sua attività, Francesco Sabatini ha sempre ricercato la più ampia collaborazione con altri campi del sapere e, tra questi, della geografia, sulla base del convincimento che la sedimentazione territoriale della cultura sia un campo di osservazione scientifica di eccezionale fertilità e, al contempo, un luogo di divulgazione di straordinaria efficacia.

Francesco Sabatini ha ideato e diretto, con il demografo Antonio Golini, l’opera L’Europa dei popoli (Ist. Poligrafico dello Stato, 1997) ed è autore, con Vittorio Coletti, del Dizionario della lingua italiana (Giunti 1997; poi Rizzoli). Come Presidente dell’Accademia della Crusca ha curato, per la Presidenza della Repubblica Italiana, il Progetto Giovani dedicato al tema “Lingua e Pane d’Italia”.

Al suo Abruzzo, Francesco Sabatini ha dedicato moltissimo impegno: Deputato della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, di cui è stato Presidente, ha condotto pregiati studi sulla storia abruzzese, specialmente sull’assetto territoriale e sui rapporti culturali della Regione, attraverso la “Via degli Abruzzi”, dal Medioevo all’età contemporanea; così come si è interessato di azioni di valorizzazione del territorio, come nel caso, ad esempio, del Piano di attività per il patrimonio culturale del Parco Nazionale della Maiella.

Numerosi sono i riconoscimenti che sono stati attribuiti alla personalità scientifica e alla statura culturale di Francesco Sabatini, tra cui due lauree honoris causa. A questi si vuole aggiungere la Società Geografica Italiana che lo annovera tra i suoi Soci d’onore per l’alto contributo dato alla conoscenza e alla diffusione della cultura italiana apprezzandone e valorizzandone appieno la dimensione geografica.

Soci corrispondenti

Angelo Guarino

Angelo Guarino, nato a Taranto nel 1932, consegue, nel 1954, la laurea in Chimica presso l’Università di Roma La Sapienza dove, nel 1963, consegue la libera docenza in Chimica delle radiazioni.

Ricercatore dal 1961, diviene primo dirigente di ricerca e quindi direttore dell’Istituto di Chimica Nucleare del Consiglio Nazionale delle Ricerche dove, oltre alla attività scientifica, compendiata di una ottantina di pubblicazioni, assume funzioni di rilievo nella organizzazione e nella gestione delle attività di ricerca dell’Ente: membro, fin dal 1988, dei Comitati di Consulenza, diviene, nel 1995, presidente del Comitato di Consulenza per la “Scienza e la tecnologia dei beni culturali” e, dal 1997, organizzatore e presidente del Progetto finalizzato Beni culturali.

In questa attività di organizzazione della ricerca a vantaggio del patrimonio culturale, Angelo Guarino ha dispiegato un formidabile impegno che lo ha condotto a collaborare intensamente con il Ministero per l’Università e la Ricerca (rappresentante italiano e poi presidente del Board gestionale dei progetti europei Eureka/Eurocare; membro della Commissione per la formulazione del Piano nazionale della ricerca sui beni culturali; coordinatore per il settore beni culturali della Cabina di regia per l’attuazione del VI Programma quadro) e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (presidente della Commissione paritetica CNR/MIBAC).

Attività che è stata alla base di una significativa esperienza didattica presso università italiane ed estere e si è riversata in iniziative di promozione scientifica di primario livello, come la fondazione e la direzione del prestigioso Journal Cultural Heritage e nella organizzazione e presidenza della serie di Congressi internazionale su “Scienze e Tecnologie dei Beni Culturali dei Paesi del Bacino del Mediterraneo”.

Nel corso del suo impegno Angelo Guarino ha potuto conoscere ed apprezzare il contributo della ricerca geografica, in specie italiana, sui beni culturali. In particolare, ha sempre mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione con la Società Geografica Italiana sullecitandone l’azione e promuovendone l’impegno.

Per la sensibilità dimostrata nei confronti dell’apporto geografico ai processi di ricerca sul patrimonio culturale, si propone la nomina di Angelo Guarino a Socio Corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2009
Soci corrispondenti

Mounir Bouchenaki

Nato nel 1943 a Tlemcen (Algeria), Mounir Bouchenaki ha conseguito presso l’Università di Algeri, dapprima la laurea in Storia e Geografia e quindi il diploma di Studi superiori in Storia Antica. Si è poi addottorato in Archeologia e Storia dell’Antichità all’Università di Aix-en-Provence, ricevendo per la sua tesi il Premio dell’Accademia delle Belle Arti di quella città.
Dopo avere insegnato Latino, Storia e Geografia presso i Licei e dopo aver svolto attività docente presso il Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere dell’Università di Algeri, dal 1972 è stato conservatore capo incaricato di ricerche presso il Reparto delle Antichità dell’Algeria, dal 1974 vicedirettore del Dipartimento di Archeologia, Musei e Monumenti Storici e dal 1976 direttore del Dipartimento per il Patrimonio Culturale presso il Ministero dell’Informazione e della Cultura, ad Algeri.
Nel 1982, il Dott. Bouchenaki è entrato a fare parte del Segretariato dell’UNESCO quale specialista di programma alla Divisione del Patrimonio Culturale assumendone, dal 1992 al 2000, la direzione, in contemporanea, dal 1998 al 2000, con quella del Centro per il Patrimonio Mondiale. Dal 2000 al 2006, è stato Direttore Generale Aggiunto per la Cultura, dove ha guidato il processo di elaborazione della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile, adottata nel 2003, e della Convenzione per la Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali, adottata nel 2005. Nello stesso periodo è stato responsabile, per conto dell’UNESCO, di varie missioni di valutazione relative all’impatto sul patrimonio culturale derivante dalla distruzione dei Budda di Bamiyan (Afghanistan, 2001), dalla seconda guerra in Iraq (2002-2003), dal conflitto in Kosovo (2003-2004).
Dal 2006 è Direttore Generale dell’International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property (ICCROM), con sede a Roma. Nei primi tre anni del suo mandato, gli stati membri sono passati da 116 a 126 e sono state attivate molte partnership con Istituzioni pubbliche e private e università in tutto il mondo e, tra queste, il nostro Sodalizio.

Autore di varie pubblicazioni scientifiche, che vertono prevalentemente sulla ricerca archeologica e la protezione del patrimonio culturale, Mounir Bouchenaki è membro dell’Istituto Archeologico Tedesco, della Società Nazionale delle Antichità di Francia, presidente onorario della Società di Studi del Maghreb preistorico, antico e medievale con sede a Parigi, presidente del Consiglio Scientifico del Centro Nazionale di Ricerche Archeologiche dell’Algeria, membro onorario dell’Associazione degli architetti e direttori dei Monumenti Storici di Francia.
Numerosissimi i riconoscimenti ricevuti: Cavaliere delle Arti e delle Lettere e Ufficiale delle Arti e delle Lettere dal Ministero francese della Cultura; la medaglia dell’Ordine Nazionale del Merito Culturale del Presidente della Repubblica Tunisina l’insegna di Commendatore della Repubblica Italiana; Cavaliere della Legione d’Onore. È stato decorato dai ministri della cultura di vari paesi (Albania, Bolivia, Colombia, Cuba, Polonia, Romania, Vietnam e Bosnia Erzegovina), in riconoscimento della sua azione nel campo del patrimonio culturale così come è stato nominato cittadino onorario: Cartagena de India (Colombia), Cuenca (Ecuador), Hué (Vietman), Girokastra and Berat (Albania), Kazan (Federazione Russa), Mostar (Bosnia Erzegovina ) e Sibiu (Romania).
A questi riconoscimenti si vuole aggiungere quello della Società Geografica Italiana che intende annoverare Mounir Bouchenaki tra i suoi Soci Corrispondenti, per la sua preziosa e avveduta azione, corroborata da una salda base scientifica e da una coerente visione di cultura, a vantaggio del patrimonio culturale e paesaggistico mondiale ed in particolare italiano.

Soci d’onore

Paolo Roberto Federici

Laureato in Scienze Geologiche nell’Università di Pisa e in Geografia nell’Università di Genova, ha iniziato la carriera accademica come Assistente di Geografia nella Facoltà di Lettere dell’Università di Genova. Ha quindi insegnato nelle Facoltà di Lettere e di Scienze nelle Università di Genova, di Sassari e di Pisa, dove è Ordinario di Geografia Fisica dal 1980. Ha ricoperto varie cariche accademiche sia nell’Università di Sassari, che nell’Università di Pisa fino a divenire, nel 1993, Preside della Facoltà di Scienze M.F.N.

E’ autore di oltre duecentotrenta pubblicazioni scientifiche, nonché di manuali di Geografia Generale. L’attività ha riguardato, in un primo periodo, la Stratigrafia e la Tettonica della Liguria Orientale, con importanti scoperte che gli hanno valso un Premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Poi ha iniziato lo studio dei bacini intermontani dell’Appennino Settentrionale, quale la Lunigiana, nonché della piattaforma continentale ligure. Contemporaneamente, ha portato a termine un impegnativo lavoro geografico sulle aree prive di sedi umane stabili e sulle cause del fenomeno in Liguria.

La Geografia Fisica ha finito con l’essere il principale campo di studio. Un nucleo di lavori riguarda la morfologia glaciale dell’Appennino: per quello Centrale, nel 1979, è stato elaborato uno schema cronologico dell’ultima glaciazione ritenuto ancor oggi valido; per quello Settentrionale si deve rimarcare, nel 1980, la prima scoperta in assoluto dell’esistenza di una glaciazione precedente l’ultima. Di rilievo è lo studio della morfologia alpina. In questo ambito il prof. Federici, ha lanciato, nel 1990, un grande progetto di studio sulle Alpi Marittime, che ha fruttato decine di articoli e sintesi sulla morfologia glaciale, periglaciale, fluviale e sulle variazioni climatiche in epoca storica. Particolarmente rilevante è la grande Carta Geomorfologia del Parco Naturale delle Alpi Marittime, alla scala 1:25.000, realizzata nel 2003.

Un altro campo di lavoro è stato quello della morfologia regionale: a lui si devono la scoperta del carsismo epigeo dei Monti della Spezia e gli studi sulle pianure minori della Toscana e Sardegna. Spiccano, fra tutti, l’ampia sintesi morfoevolutiva del Valdarno e la monografia sulla Pianura Turritana. Altro campo geografico praticato è quello della geografia regionale, studiata attraverso il costante uso della cartografia storica. Uno sviluppo di questi studi sono i lavori geografici sui territori soggetti a bonifica in Toscana, tra i quali di rilievo la notevole monografia sulla Val di Chiana (2002).

Un settore ampiamente esplorato è quello delle coste in Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica e anche nel golfo di Atacames in Ecuador, dove si è dimostrata la scomparsa di un insediamento preispanico a causa dell’avanzata del mare, probabilmente in concorso con il manifestarsi di eventi de El Niño.

In questo quadro, il prof. Federici è stato il propugnatore e poi, assieme a G. Fierro, il coordinatore dell’Atlante delle Spiagge Italiane per la Sardegna, che ne era completamente priva: sono usciti così, fra il 1988 e il 1999, tutti i Fogli alla scala 1:100.000, mettendo la Sardegna al passo con le altre regioni.

Il Prof. Federici è studioso di problemi ambientali, soprattutto sul rischio di esondazione del Fiume Arno (1998) e sull’instabilità dei versanti per la quale, dal 2000 al 2006, ha diretto un progetto di ricerca sulla Liguria e preparato, con collaboratori, i quattro volumi di una monumentale opera sui centri abitati instabili corredata da 104 carte geomorfologiche originali.

La Cartografia Tematica è sempre stata uno dei campi preferiti. Oltre alle ricordate carte dei litorali della Sardegna, ha prodotto sei carte geomorfologiche a grande scala di varie regioni italiane e straniere e preparato quattro carte prototipali per il progetto della Carta geomorfologica della Regione Liguria. Ha diretto ed eseguito con collaboratori l’esecuzione del Foglio 250 (Castelnuovo di Garfagnana) sull’instabilità dei versanti e dei Fogli geologici 274 (Empoli) e 272 (Marina di Pisa). Per la competenza acquisita, è stato chiamato ad eseguire, nel 1993, assieme ad Aldo Sestini e Giovan Battista Castiglioni, le due Tavole della Carta Geomorfologica d’ Italia del grande Atlante Tematico d’Italia del C.N.R.-T.C.I., alla scala 1:2.000.000 (1992). Ha poi ideato una notevole opera, l’Atlante Tematico della Provincia di Pisa, coordinando un folto gruppo di geografi, da considerare un modello per aver fuso la tradizione cartografica con le moderne tecniche geomatiche.

E’ stato chiamato anche a dirigere un’intera sezione tematica dell’Atlante dei Tipi Geografici dell’Istituto Geografico Militare Italiano, pubblicato nel 2004. Ha poi diretto una delle quattro sezioni dell’Atlante delle Acque Italiane, uscito nel 2007.

Nelle sue ricerche non ha trascurato studi regionali su realtà geografiche non italiane così come si è cimentato nel settore della Storia della Scienza, con studi su Domenico Zaccagna, Livio Trevisan. Emanuele Repetti , sulla Scuola toscana di Geografia.

Propulsore di ricerche, ha diretto sette progetti nazionali e uno internazionale ed ha organizzato diversi convegni nazionali ed internazionali, di cui nel 1997 uno mondiale, la IV International Conference of Geomorphology. E’ direttore, da molti anni, della rivista Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, che è stata portata ai massimi livelli internazionali.

Da 1993 al 2001, è stato Presidente della Società di Studi Geografici, con un’intensa attività scientifica e organizzativa. In precedenza, era stato Presidente del Gruppo Nazionale di Geografia Fisica e della successiva Associazione, di cui è stato uno dei fondatori. E’ stato anche Consigliere della Società Geografica Italiana. E’ nel Comitato scientifico di diverse riviste italiane ed estere.

E’ stato nominato Accademico dell’Accademia Lunigianese di Scienze, Socio Corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino; Socio Corrispondente dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere, Genova, succedendo ad Adalbergo Vallega, Membro d’Onore del Comitato Glaciologico Italiano e, inoltre, nel 2006 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino dall’Università di Pisa.

Per l’intensità del lavoro scientifico e la fecondità dei risultati raggiunti, nonché l’impegno profuso a mantenere saldi i rapporti fra Geografia Umana e Geografia Fisica, si propone la nomina del prof. Paolo Roberto Federici a membro d’Onore del Sodalizio.

RICONOSCIMENTI 2008

Medaglia d’oro

Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II

Il Principe Alberto II, Principe Sovrano di Monaco, ha avvertito, all’indomani del suo recente avvento al trono, l’esigenza di ripercorrere le orme del suo illustre trisavolo il Principe Alberto I, fondatore e propagatore dell’oceanografia come testimonia in maniera imperitura l’istituzione del museo Oceanografico di Monaco e dell’Istituto Oceanografico di Parigi nel quadro della Fondazione Alberto I.

Sua Altezza Serenissima Alberto II ha manifestato eloquentemente questa sua intenzione, ripetendo, a un secolo esatto di distanza, per via terrestre la spedizione al Polo Nord intrapresa per mare dal suo progenitore e collegando tale sua volontà con la determinazione di creare la Fondazione Alberto II dedicata allo sviluppo del futuro equilibrio ambientale.

La sensibilità ecologica mostrata da Alberto II si ispira a quella di Alberto I e la Società Geografica Italiana ha ritenuto pertanto di rendere omaggio al pionierismo dell’uno e alla fedeltà dell’altro per gli ideali dell’avo attribuendo la medaglia d’oro all’attuale Sovrano Monegasco reduce dalla propria spedizione polare proprio così come tale medaglia d’oro fu della stessa Società Geografica Italiana assegnata poco meno di cento anni fa al suo predecessore, in occasione dell’inaugurazione, a Monaco, del Museo Oceanografico.La generosa ospitalità sul territorio monegasco che il Governo Principesco tutt’ora attua, sotto l’alta autorità del Principe Sovrano, della Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mediterraneo e dell’organizzazione Idrografica Internazionale conferma la gloriosa vocazione del Principato di Monaco e dei suoi Sovrani per la ricerca e per il progresso scientifico e ciò è ulteriore motivo di ammirazione e di compiacimento per la Società Geografica Italiana.

Socio d’Onore

Prof. Salvatore Settis

Nato a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, l’11 giugno del 1941, Salvatore Settis si è laureato e quindi perfezionato in Archeologia Classica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Assistente e poi professore ordinario, dal 1976, di Archeologia Greca e Romana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, di cui è stato preside, nel 1985 passa a ricoprire la cattedra di Storia dell’Arte Classica e dell’Archeologia nella Scuola Normale Superiore dove, dopo aver rivestito la carica di preside della Scuola di Lettere e Filosofia, dal 1999, ne diviene Direttore.

I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la storia dell’arte antica, la storia della Tradizione classica e la storia dell’iconografia e dell’arte religiosa in Europa dal Medioevo al Seicento. La sua bibliografia annovera fino ad ora ben oltre duecento titoli, tra i quali numerosissimi articoli in riviste di altissima qualificazione scientifica e oltre una dozzina di volumi dei quali si ricordano, per il loro valore largamente transdisciplinare, Battaglie senza eroi; I beni culturali tra istituzioni e profitto, del 2005; La tutela del patrimonio culturale e paesaggio e l’articolo 9 della Costituzione, del 2008; Artemidoro; Un papiro dal I secolo al XXI, ancora del 2008. Circa duecentocinquanta, inoltre, gli articoli di giornale dovuti alla firma di Salvatore Settis testimonianza della capacità di tradurre in impegno civile il frutto della sua intensa attività di ricerca e di docente universitario. Impegno civile che ha visto Salvatore Settis protagonista di prima fila nella battaglia contro la svendita dei beni culturali e convinto assertore della assoluta rilevanza rivestita dai beni paesaggistici, considerati quali metrici del complesso materiale e immateriale del Patrimonio culturale. Impegno che lo ha condotto ad assumere la presidenza del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il rilievo scientifico della figura di Salvatore Settis ha avuto ampi riconoscimenti in Italia e all’estero. Si segnala a riguardo la sua direzione del Getty Research Institute for the History of Art and the Humanities di Los Angeles, la sua rappresentanza dell’Italia in seno all’European Research Counci, la sua partecipazione al Consiglio Scientifico dell’ Istituto per l’Enciclopedia Italiana. Numerosi inoltre i consessi scientifici di prestigiosa appartenenza: dall’Accademia Nazionale dei Lincei all’Académie Royale de Belgique, dalla Berlin-Brandenburghische Akademie der Wissenschaften, all’Accademia Europea e all’American Academy of Arts and Sciences. A questi riconoscimenti si vuole aggiungere quello della Società Geografica Italiana che intende annverare Salvatore Settis tra i suoi Soci d’Onore per la sua preziosa e avveduta azione, corroborata da una salda base scientifica e da una coerente visione di cultura, a vantaggio del patrimonio culturale italiano e di quello paesaggistico in specifico.

RICONOSCIMENTI 2007

Soci d’Onore

Prof. Giovanni Cannata

Nato a Bari nel 1947, Giovanni Cannata, nel 1969, si laurea brillantemente in Economia e Commercio presso l’Ateneo di quella stessa città.

Conseguita nel 1991 la cattedra di Economia e Politica Agraria, presso la Facoltà di Scienze economiche e sociali dell’Università del Molise, affianca all’attività di ricerca e di magistero un notevole e appassionato impegno nello sviluppo di quel giovane Ateneo, che gli vale da prima l’attribuzione della Direzione del Dipartimento di Scienze economiche, gestionali e sociali e, quindi, dal 1995, la massima autorità accademica.

L’attività scientifica di Giovanni Cannata, compendiata in oltre duecento pubblicazioni, spazia dagli studi di economia e politica agraria comparata e di commercio internazionale, all’analisi dei rapporti tra l’economia agraria e l’assetto del territorio e delle dinamiche di formazione dei sistemi agricoli territoriali, fino alla considerazione dei rapporti tra politica delle risorse e dell’ambiente.

In economia dell’ambiente, ha ricercato metodologie volte a saldare analisi economica e analisi ambientale, identificando nella scala del bacino idrografico la dimensione ottimale di indagine e ha sviluppato interpretazioni delle implicazioni ambientali per l’agricoltura italiana basate sull’analisi del rapporto tra sviluppo della produzione, innovazione tecnologica e gestione ambientale. In economia agraria, le indagini sulla marginalizzazione dell’agricoltura -dal Nord industriale al Mezzogiorno- hanno evidenziato le conseguenze economiche e ambientali, sottolineando, per comparazione europea, la separazione delle politiche agricole dalla pianificazione territoriale. Lo studio delle aree marginali e di montagna è culminata nella zonizzazione dell’agricoltura alla scala nazionale e regionale sulla base di sistemi territoriali agricoli.

Il confronto con le politiche agrarie e agroindustriali di altri paesi del Mediterraneo gli ha consentito di valutare gli impatti sull’economia agraria nazionale a seguito dell’ampliamento della U.E.

Le competenze conseguite nei settori di indagine scientifica coltivati hanno fatto sì che Giovanni Cannata fosse chiamato a fornire consulenza ai più alti livelli della gestione della cosa pubblica, in vari settori, ma principalmente lì dove fossero in gioco la tutela e la conservazione ambientale, la sostenibilità del sistema agricolo, la gestione dei problemi dei territori di montagna.

Anche seguendo la migliore tradizione a riguardo, che ha visto un intenso e proficuo dialogo scientifico tra l’economia agraria e la geografia, Giovanni Cannata ha guardato con interesse al progresso degli studi geografici e ne ha fatto uno dei riferimenti della sua attività, trovando nell’ambiente e nel territorio il comune spazio di dissodamento.

Si propone di affiancare la Società Geografica Italiana ad altre prestigiose Istituzioni Culturali e scientifiche, che annoverano Giovanni Cannata tra i propri soci, con la sua nomina a membro d’onore del nostro Sodalizio.

Prof. Pasquale Coppola

Nato a Ferentino, nel 1943, Pasquale Coppola ha compiuto i suoi studi universitari a Napoli, presso l’Ateneo federicano, dove, nel 1965, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio e dove, dallo stesso anno accademico, ha iniziato il percorso accademico in qualità di assistente supplente presso la Cattedra di Geografia economica.

Incaricato di Geografia politica ed economica, dall’a.a. 1970-71, presso l’Istituto Orientale di Napoli, consegue l’associazione nel 1983 e la cattedra nel 1986 presso lo stesso Istituto e per la medesima disciplina. Dal momento del suo ingresso, questa istituzione universitaria napoletana, oggi Università “L’Orientale”, ha visto impegnato Pasquale Coppola in un costante e articolato impegno didattico, anche quale animatore di attività post-lauream e di elevata qualificazione. Così come intenso è stato il suo contributo alla attività accademica, con funzioni di alta responsabilità.

L’attività di ricercatore di Pasquale Coppola si è dispiegata lungo molteplici piste di interesse ed ha prodotto una mole considerevole di risultati compendiati in circa duecento pubblicazioni, molte delle quali sono apparse in sedi internazionali di prestigio. Se il ventaglio degli spazi di indagine appare ampio, tuttavia, nella produzione scientifica di Pasquale Coppola è rinvenibile un solido filo rosso capace di cucire attorno ad una unico problema la sua intera produzione e di conferire spessore imprescindibile di conoscenza geografica alla produzione stessa: la proiezione territoriale della organizzazione sociale e dell’azione politica volta alla sua trasformazione. Filo rosso dipanato sovente intorno al Mezzogiorno Italiano o alla sua Napoli ma, altrettanto sovente, aperto a considerare i molti Sud che segnano lo spazio mondiale e, in particolare, il Mediterraneo.

La Società Geografica Italiana, a più riprese e in diverse circostanze, si è potuta assai validamente avvalere delle competenze scientifiche di Pasquale Coppola, esemplarmente nella preparazione del primo Rapporto Annuale del nostro Sodalizio, dedicato ai problemi dell’immigrazione. Così come sempre, nelle più diverse circostanze, Pasquale Coppola ha mostrato senso di appartenenza e alta considerazione per la Società e per la sua azione. Parimenti, numerose istituzioni scientifico-culturali nazionali, ad esempio la Fondazione Agnelli, ed internazionali, ad esempio la Università di Tolosa e di Parigi X, si sono avvalse del suo impegno scientifico e formativo.

La personalità di Pasquale Coppola non si esaurisce nel pur centrale impegno universitario sia magisteriale, sia scientifico, sia organizzativo, ma si dispiega anche in altri settori di rilevanza civile. Tra questi, piace ricordare la sua attività di giornalista che si è alimentata ad una specifica formazione, avendo conseguito il diploma, nel 1967, della Scuola Superiore di Giornalismo di Urbino, e ad una continua pratica di collaborazione con varie testate anche nazionali.

Numerosi gli impegni che la Comunità dei geografi gli ha attribuito, quale, ad esempio, la vicepresidenza dell’ Agei (1990-93) e, più in generale, la comunità scientifica nazionale gli ha riservato: tra l’altro, membro del direttivo dell’IPALMO e del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali. Per i servizi resi alla cultura francese, gli è stato riconosciuto il titolo di “Officier des Palmes Académiques” da parte del Ministre de l’èducation nationale e de la culture della Repubblica Francese.

Per i suoi imprescindibili contributi allo studio della proiezione geografica dell’organizzazione della società e dell’azione politica e per i servizi che ha reso all’affermazione della cultura geografica italiana, si propone la nomina di Pasquale Coppola a socio d’onore.

Prof. Francesco Sicilia

Nato a Cosenza nel 1939, Francesco Sicilia conseguita, nel 1962, la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli, entra subito nella Pubblica Amministrazione nel ruolo della carriera direttiva centrale del Ministero del Tesoro.

Transitato nel 1976 nei ruoli del neocostituito Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ha assunto dall’anno successivo la qualifica di primo dirigente nel ruolo dell’Amministrazione centrale del medesimo Ministero, dove, salvo parentesi dedicate a collaborazioni con responsabili di vari Dicasteri, tra cui anche quello dei Beni Culturali, ha percorso le tappe della carriera superiore fino ad essere nominato, nel 1987, Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, nel 2004 Capo Dipartimento per il settore dello Spettacolo e dello Sport, nel 2005, Capo Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici.

Se non possono essere trascurate le benemerite iniziative portate a realizzazione nella qualificazione più elevata di Capo Dipartimento, come, a solo titolo di esempio, nel caso del progetto ECHO, volto alla catalogazione e digitalizzazione delle raccolte dei libretti d’opera voluto durante la responsabilità del Dipartimento Spettacolo e Sport, o come, sempre a titolo di esempio, nel caso della convezione con il consorzio degli Istituti regionali di ricerca educativa per la realizzazione di iniziative per la formazione dei docenti e degli studenti sui beni culturali e sui beni paesaggistici, stipulata durante la responsabilità del Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici, fondamentale è stato il contributo realizzativo di Francesco Sicilia nell’assolvimento dei compiti istituzionali di Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti di Cultura.

In tale veste, tra l’altro, deve essere ricordata l’attivazione del Servizio Bibliotecario Nazionale, la microfilmatura del patrimonio manoscritto, l’elaborazione del progetto Biblioteca Digitale Italiana , la definizione lo sviluppo del Piano d’Azione Mediateca 2000, la valorizzazione dell’Istituto per la patologia del libro, il potenziamento dei Comitati Nazionali Celebrativi e delle Edizioni Nazionali. Una mole di attività che ha fatto di Francesco Sicilia un riferimento indispensabile per la comprensione dell’evoluzione di attività delle Biblioteche e degli Istituti di Cultura e del loro potenziamento e aggiornamento in termini di innovazione tecnologica e di impegno complessivo.

La Società Geografica Italiana, la sua Biblioteca, e la sua Cartoteca, il suo Fondo Fotografico hanno potuto avvalersi assai positivamente dell’indirizzo di rinnovamento promosso da Francesco Sicilia e hanno trovato nello stesso attenzione piena e considerazione ampia per i progetti che il Sodalizio ha saputo approntare e per le realizzazioni che ha saputo ottenere.

Per l’impulso che ha impresso alle funzioni della rete delle Biblioteche e degli Istituti di Cultura nel sistema dei Beni e delle Attività Culturali e per il ruolo di piena presenza che in questo sviluppo ha voluto conferire alla Società Geografica Italiana, si propone il prof. Francesco Sicilia per il conferimento della medaglia d’oro.

RICONOSCIMENTI 2006

Medaglia d’Argento della Società Geografica Italiana

Prof.ssa Sandra Perugini Cigni

Laureatasi nel 1961, in Scienze Biologiche, all’Università di Roma, dopo un breve periodo di esclusiva attività di ricerca scientifica presso l’Istituto Superiore di Sanità, Sandra Perugini Cigni si è integralmente dedicata alla professione scolastica, vuoi in aula, quale docente, vuoi nella gestione del sistema formativo pubblico, quale ispettore centrale per le scienze naturali e geografiche. In particolare, in questa ultima veste, l’impegno professionale di Sandra Perugini Cigni ha saputo sviluppare percorsi di rilievo con l’obiettivo di stabilire ponti disciplinari e formativi tra i settori naturalistici e quelli geografici consentendo, fra l’altro, la migliore valorizzazione delle risorse umane e delle competenze didattiche di cui dispone la scuola pubblica italiana.

Per il rilievo della sua azione, Le sono state affidate negli anni numerose e delicate responsabilità di coordinamento e di rappresentanza in organismi nazionali ed internazionali, con l’intento precipuo di assicurare alla struttura scolastica pubblica la capacità di formare all’educazione ambientale e alla sostenibilità. Obiettivo che, come testimoniano il centinaio di articoli comparsi in qualificate sedi nazionali ed internazionali, nel disegno culturale e didattico di Sandra Perugini Cigni, doveva vedere in prima linea le discipline geografiche e ciò che esse hanno rappresentato e rappresentano.

Per il rilievo assicurato alla cultura geografica nello sviluppo della scuola pubblica italiana, la Società Geografica Italiana conferisce a Sandra Perugini Cigni la medaglia d’argento.

Soci d’Onore

Prof. Adalberto Vallega

Adalberto Vallega, attuale presidente dell’Unione Geografica Internazionale, la principale istanza istituzionale della Geografia mondiale, nel corso della sua feconda carriera di studioso ha accumulato molte benemerenze nei confronti della disciplina, in particolare per quanto riguarda gli studi geografici in Italia, e nei confronti di questa Società. Laureato sia in Scienze politiche sia in Geografia, Adalberto Vallega ha insegnato Geografia regionale, Geografia del mare e Geografia urbana e regionale, ma i suoi interessi si sono progressivamente estesi all’epistemologia, alla Geografia umana, ai problemi dello sviluppo sostenibile, alla Geografia culturale, ai rapporti tra Geografia e Storia. Autore di alcune decine di volumi e di centinaia di articoli, molti dei quali in lingue diverse dall’italiano, il suo più che trentennale impegno di ricerca, nonché di sistematizzazione e diffusione del sapere geografico, ha arricchito il panorama bibliografico di contributi organici ed efficaci, che spesso si sono rivelati fondamentali nella pratica dell’insegnamento e centrali nelle discussioni intradisciplinari.

Presidente dell’Associazione dei Geografi Italiani, a lungo membro del Consiglio della Società Geografica Italiana, Adalberto Vallega ha opportunamente speso molte energie nel meritorio sforzo di aprire alla comunità dei geografi italiani indispensabili canali di collegamento con il movimento internazionale, agendo sia in seno all’UGI, rivestendo incarichi di rilievo fino all’assunzione della vicepresidenza e poi della presidenza, sia nell’ambito di agenzie delle Nazioni Unite e di altre istituzioni a valenza internazionale. Un’attività che gli è valsa anche altri riconoscimenti, come la nomina a socio onorario della Società Geografica Russa e le lauree honoris causa delle università di Nantes e di Bucarest.

La ricchezza della sua produzione scientifica, in ambiti il più spesso cruciali nel dibattito disciplinare, la sua azione di apertura verso il movimento geografico internazionale, il suo impegno costante e volitivo per la discussione sui metodi e per l’innovazione epistemologica in Geografia fanno di Adalberto Vallega un punto di riferimento ineludibile, in Italia e fuori d’Italia. Il Consiglio della Società Geografica Italiana è lieto e onorato di proporre all’Assemblea dei soci la nomina di Adalberto Vallega a socio onorario.

Prof.ssa Anne Buttimer

Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca nel 1965 presso l’Università di Washington (Seattle), Anne Buttimer ha svolto attività di ricerca e di docenza in diverse Università europee (Belgio, Francia, Scozia, Svezia) e americane (Canada, Stati Uniti). La sua spiccata proiezione internazionale l’ha portata a lavorare fianco a fianco con illustri studiosi di tutto il mondo, a cominciare, già dalla fine degli anni Settanta, da Torsten Hägerstrand.

Le pubblicazioni di Anne Buttimer riguardano temi che vanno dallo spazio sociale alla pianificazione urbana, dalla storia del pensiero alle questioni ambientali ed alla geografia di genere. Molte delle sue produzioni sono state tradotte ed edite in diverse lingue, tra le quali l’olandese, il francese, il tedesco, giapponese, lettone, polacco portoghese, russo, spagnolo e svedese. Ha ricoperto e ricopre tuttora incarichi di grande rilievo, facendo parte, tra l’altro, del Commettee for Scientific Planning and Review (CSPR) in seno all’ International Council for Science (ICSU) e portando, in ogni consesso, il contributo dell’elevata competenza che la contraddistingue e la testimonianza metodologica, concettuale ed operativa delle scienze geografiche.

Anne Buttimer, prima donna ad essere eletta alla presidenza dell’Unione Geografica Internazionale, che ha diretto tra il 2000 ed il 2004, nel corso del suo mandato ha mantenuto una intensa collaborazione con la Società Geografica Italiana, contribuendo al pieno dispiegamento delle attività della Home of Geography, la “casa” mondiale della Geografia che ha sede presso il Sodalizio.

In considerazione del vivo e costante impulso alla promozione della disciplina e della diffusione delle scienze e conoscenze geografiche, dell’impegno per il dialogo interculturale e per la promozione di feconde interazioni tra le scienze naturali ed umane sulle fondamentali questioni che riguardano il rapporto tra le attività dell’Uomo ed il Pianeta, il Consiglio della Società Geografica Italiana è lieto di proporre all’Adunanza dei Soci la nomina di Anne Buttimer a Socio d’onore del Sodalizio.

Prof. Francesco Cossiga

Nato a Sassari nel 1928, Francesco Cossiga ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di quella città, dove pure si avviò alla ricerca e alla docenza, tenendo la cattedra di Diritto costituzionale.

Impegnato, fin da giovanissimo, nell’attività politica, fra le fila della Democrazia Cristiana, è stato eletto al Parlamento, per la prima volta, nel 1958 ed ha ricoperto vari incarichi di Governo, tra cui quello di Ministro degli Interni, negli anni più bui della Repubblica, durante il sequestro Moro, fino a quello di Presidente del Consiglio dei Ministri, cui fu nominato il 5 agosto 1979, a soli 51 anni. Sempre giovanissimo ha raggiunto i vertici istituzionali della Repubblica, divenendo Presidente del Senato (1983) e Presidente della Repubblica, Magistratura cui venne eletto nel 1985, al primo scrutinio, con larghissima maggioranza di voti.

Pubblicista attivissimo, ha collaborato con numerosissime testate giornalistiche così come, oltre agli scritti più propriamente di natura giuridica, ha dato alle stampe un buon numero di saggi e di volumi riferiti a tematiche politiche affrontate, tuttavia, in maniera non canonica, quando non eterodossa, e divenendo talora analisi storica e assai più spesso contributo culturale di respiro che attinge alla analisi politica per essere restituito alla cultura.

Uno specifico apporto di riflessione è quello di Francesco Cossiga ai temi della identità regionale e nazionale, alimentato dal suo confrontarsi e riconoscersi ne la “sardità”. Appartenenza mai, peraltro, in contrasto con la piena assoluta aderenza ai valori dell’unità nazionale (perché non possiamo non dirci italiani è il titolo di uno dei suoi più recenti saggi) e dell’integrazione europea.

Lungo questa pista, Francesco Cossiga si è imbattuto nella Geografia, nelle sue diverse specificazioni e derivazioni, comprese la geopolitica e la geografia culturale del turismo. Ne ha saputo apprezzare le valenze euristiche, la capacità di rappresentare e prospettare i complessi problemi dell’organizzazione degli spazi e dei territori. Ne ha voluto supportare gli sforzi per darsi un rilievo organizzativo e di rappresentanza.

Per il contributo all’affermazione dei valori culturali della geografia, si propone la nomina di Francesco Cossiga a membro d’onore della Società Geografica Italiana.

Prof. Aurelio Rigoli

Nato a Palermo nel 1933, Aurelio Rigoli consegue la laurea in Lettere all’Università di quella città dove, alla scuola di Giuseppe Cocchiara, abbraccia da subito gli studi antropologici, coltivandone lo sviluppo e l’aggiornamento, e dove, nel 1974, viene chiamato a ricoprire la cattedra di Storia delle Tradizioni popolari.

Gli interessi scientifici di Aurelio Rigoli hanno riguardato anzitutto la filologia della letteratura folklorica siciliana, vuoi in chiave tematica, vuoi in prospettiva storico-comparativa, conseguendo risultati di notevole rilievo come provano i suoi studi sul tema della storia della baronessa di Carini e quelli relativi ai libretti popolari dei secoli XVI e XVII.

Di non minore pregnanza le attività di ricerca che Aurelio Rigoli ha condotto sull’importanza del mito come fonte storiografica e sul rapporto tra folklore e storia. Studi che attraverso ulteriori approfondimenti hanno enucleato una pista disciplinare, quella dell’etnostoria, intesa soprattutto come antropologia del territorio, di assoluta originalità e di cui egli può essere considerato l’iniziatore. Disciplina la quale, anche attraverso il Centro Internazionale di Etnostoria e l’Archivio Etnostorico Nazionale, fondati dallo stesso Aurelio Rigoli, sedimenta progressivi obiettivi di metodo e di contenuto.

Nel suo percorso scientifico e culturale, Aurelio Rigoli ha sovente intersecato la Geografia e la Società Geografica Italiana, intrattenendo proficui rapporti di colleganza e di reciproca fertilizzazione: esemplarmente l’occasione delle iniziative promosse per il Quinto Centenario della Scoperta dell’America.

Ai numerosi riconoscimenti che gli sono stati tributati dalla cultura italiana, la Società Geografica Italiana si onora aggiungere la nomina di Aurelio Rigoli a Socio Corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2005

Medaglia d’Oro della Società Geografica Italiana

Prof. Gianni Patrizi

Il profilo scientifico e accademico di Gianni Patrizi non è certo di quelli più usuali.

Allievo di Riccardo Riccardi e poi stretto collaboratore di Carlo Della Valle, avviato subito alla carriera universitaria, vi ha rinunciato, ma ha tenuto per più di trent’anni corsi universitari ufficiali, parallelamente all’attività di docente nelle scuole superiori. Il suo primo scritto è apparso nel «Bollettino» della nostra Società già nel 1950, ma il suo rigore intellettuale ha fatto di Gianni Patrizi un autore parsimonioso. La sua rarissima competenza in campo geografico e le sue capacità didattiche, l’una e le altre conclamate da chiunque ne abbia avuta esperienza, avrebbero preteso posizioni di prestigio e di responsabilità che ha, invece, ricusato di rivestire.

Si è dedicato senza risparmio alla promozione della geografia nella scuola – come l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia ha riconosciuto, nominandolo socio d’onore – e in generale nella cultura italiana, fra l’altro attraverso la lunga collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana tuttora in corso. Per un quarantennio ha contribuito alla redazione del «Bollettino della Società Geografica Italiana», guadagnandosi anche in questo la stima e il rispetto della comunità dei geografi italiani, alla cui crescita ha contribuito quanto e forse più che se avesse ricoperto un ruolo accademico confacente alle sue capacità. Per la Società tutta rappresenta un costante punto di riferimento, una coscienza critica, una memoria fedele.

Per i suoi speciali, indiscussi, alti meriti nei confronti della cultura geografica in Italia, e della Società Geografica Italiana in maniera tutta particolare, il Consiglio direttivo propone il conferimento a Gianni Patrizi della medaglia d’oro.

Soci d’Onore

Prof. Franco Archibugi

Nato a Roma nel 1926, costruisce la sua intensa vita professionale con una solida formazione classica, nel liceo Mamiani di Roma, che prosegue nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”, rafforzando predilezione e passione per la ricerca storica e filosofica, passione che trasformerà nel successivo approfondimento di temi e contrasti dell’economia politica presso la London School of Economics: un percorso formativo che gli consentirà di sviluppare, con determinazione e originalità, una rinnovata e sistematica visione della pianificazione e della programmazione: visione che orienterà tutta la sua attività scientifica.

Per quanto attiene alla carriera accademica, dopo aver insegnato economia all’Università di Firenze, si dedica alla valorizzazione dell’insegnamento prediletto: la pianificazione e, nell’Università della Calabria, costituisce, primo direttore in Italia, il Dipartimento di pianificazione territoriale; approfondisce e diffonde metodi e tecniche di programmazione nelle Università di Palermo e di Napoli, ove si conclude l’attività di professore ordinario, mentre continua la sua opera di docente e “mentore” per la programmazione economica e la pianificazione strategica nella Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Roma.

Fonda a Roma nel 1963, il Centro di Studi e Piani Economici (Planning Studies Centre), coinvolgendo colleghi ed amici ad impegnarsi per la ricerca e lo sviluppo di un approccio integrato e unificato della pianificazione. Indipendentemente dalle cariche (dapprima direttore e successivamente presidente) è l’indiscusso animatore della nuova struttura: passione e cultura consentiranno una crescente stratificazione di materiale documentario di primissimo rilievo nella biblioteca e una capacità progettuale, che viene ampiamente diffusa in Italia e all’estero e resa costantemente fruibile a studiosi e a giovani studenti.

Nelle numerose attività professionali e di consulenza, che si susseguono dal 1955 e si infittiscono nei decenni successivi, sia in ambito nazionale (in particolare, con il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica e con il Ministero dell’Ambiente), sia presso la Commissione Economica Europea (ove è ancora oggi relatore, consulente e coordinatore di importanti progetti, soprattutto in ambito urbano) si trova sempre conferma di quella sensibilità e quella cultura interdisciplinare, che avvicina, alla metà degli anni ottanta, Franco Archigugi alla Società Geografica Italiana, con cui stringe un rapporto sinergico di attenzione per i più grandi temi di organizzazione del territorio nazionale, ancora vivissimo. Quadri ambientali complessi, progetti di sviluppo regionale, riassetto urbano e pianificazione territoriale sono i punti di convergenza di un dibattito culturale che avvicina ambiti disciplinari e metodologie di analisi diverse, ma intrinsecamente correlate.

L’insieme delle attività svolte da Franco Archibugi trova piena corrispondenza in una vasta e articolata produzione scientifica (si superano i 200 titoli) che meriterebbe una estesa e attenta rilettura. In questa occasione, si vogliono ricordare dei 28 volumi pubblicati, le opere che hanno rappresentato, per i geografi, significativi momenti di confronto: Principi di pianificazione regionale (1980, 1982, 1987), Economia ed Ecologia: Verso uno sviluppo sostenibile (1989), Eco-sistemi urbani in Italia. Una proposta di riorganizzazione urbana e di riequilibrio territoriale e ambientale a livello regionale-nazionale (1999), La città ecologica. Urbanistica e sostenibilità (2002), Teoria della pianificazione. Dalla critica politologia alla ricostruzione metodologica (2003).

Per l’apporto dato alla valorizzazione della cultura geografica negli ambiti specifici della programmazione e della pianificazione integrata socio-economica, la Società Geografica Italiana propone la nomina del prof. Franco Archibugi a socio d’onore.

Prof.ssa Ilaria Caraci Luzzana

Ha iniziato la sua attività di studio e di ricerca in campo geografico negli anni Sessanta, sotto la guida di Riccardo Riccardi, allora presidente della nostra Società. Svolta la carriera universitaria dapprima a Roma, quindi a Genova – a stretto contatto con un altro presidente della Società allora in carica, Gaetano Ferro – poi nuovamente a Roma: dove ha rivestito anche un altissimo ruolo accademico presso l’Università «Roma Tre», dove ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società Geografica Italiana, e dove tuttora insegna.

Ai suoi numerosi contributi scientifici, tutti di saldissimo rigore metodologico e fecondi per risultati, si riconosce il merito di avere concorso in maniera determinante, in particolare, a un evidente rinnovamento della tradizione degli studi geo-storici in Italia: nelle ricerche attente e fondamentali sulla vicenda colombiana e su quella vespucciana, nell’analisi profonda di tante figure di viaggiatori italiani e stranieri, negli originali contributi di storia della cartografia, nella rilettura criticamente avveduta della geografia italiana d’età positivista, Ilaria Caraci Luzzana ha non solo realizzato acquisizioni scientifiche sempre ragguardevoli, ma ha fornito veri modelli di studio.

Così come ha proposto un modello promuovendo la costituzione del Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici, e dirigendolo fino a renderlo un reale punto di riferimento per gli studi del settore geo-storico nel nostro paese. Per la sua fertile attività di studiosa e di organizzatrice, basilare apporto alla crescita degli studi geografici e geografico-storici in Italia, il Consiglio direttivo della Società Geografica Italiana propone la nomina di Ilaria Caraci Luzzana a socio d’onore.

Prof. Elvidio Lupia Palmieri

Prof. Giovanni Puglisi

Socio Corrispondente

Prof. Antonello Folco Biagini

Nato a Foligno nel 1945, dopo il conseguimento della laurea, Antonello F. Biagini si è da subito impegnato nella ricerca scientifica in ambito universitario coltivando gli studi storici e svolgendo attività didattica, dapprima presso l’Ateneo perugino, quindi presso quello di Messina e da ultimo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove è ordinario di Storia dell’Europa Orientale. Il suo impegno didattico, peraltro, si esercita anche presso altre istituzioni universitarie romane, quali la “S. Pio V” e la “LUMSA”, e straniere, quali l’ungherese Università di Szeged e la rumena Università di Cluj-Napoca.

La vasta esperienza maturata, le doti organizzative non comuni, il prestigio accademico consolidato, la saldezza delle competenze scientifiche hanno favorito il suo costante impegno quale responsabile de “La Sapienza” in numerosi campi di attività di quell’Ateneo, quale membro di numerose strutture attivate presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, quale consulente dell’Ufficio Storico dell’Esercito.

L’attività scientifica di Antonello Folco Biagini si è indirizzata allo studio delle dinamiche storiche dell’area balcanica in età contemporanea con una specifica attenzione per le regioni che dalla seconda metà del XIX secolo hanno intrattenuto più stretti rapporti con l’Italia e le cui vicende si sono intrecciate con i processi e gli interessi connessi alla dinamica storica italiana.

In particolare, dopo aver privilegiato analisi di storia militare e di relazioni connesse alle vicende militari, l’attenzione di ricerca di Antonello F. Biagini, si è dedicata alla ricostruzione di vicende di stati balcanici colte nel difficile snodo del passaggio dall’organizzazione sovrannazionale a quella nazionale quale conseguenza del dissolvimento degli impegni austro-ungarico, ottomano e sovietico.

La considerazione di cui gode Antonello F. Biagini è testimoniata dai numerosi riconoscimenti ottenuti tra i quali si segnala la laurea h.c. in Storia conferitagli dall’Ateneo di Szeged.

Nella sua azione di promozione accademica e di indirizzo delle attività di ricerca ma, soprattutto, nel suo fare ricerca, Antonello F. Biagini ha riservato allo specifico di integrazione storica che deriva dalla considerazione delle relazioni geografiche vuoi nella accessione più canonica della geografia politica, vuoi in quella meno ortodossa della geopolitica.. Intensi e fruttuosi in questa prospettiva si sono rivelati gli scambi culturali e scientifici promossi e intrattenuti da Antonello F. Biagini tra la ricerca storica e quella geografica.

Per la promozione della prospettiva storico-geografica nella ricerca scientifica, si propone la nomina del prof. Antonello Folco Biagini a Socio corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2004

Medaglia d’Oro della Società Geografica Italiana

Prof. Agostino Da Polenza

Il 31 luglio 1954 la spedizione, fortissimamente voluta da Ardito Desio e dallo stesso guidata, conquistava la vetta del K2, raccoglieva una messe di importanti risultati scientifici, sportivi ed organizzativi e coronava con il successo, decenni di impegno italiano nel Karacorum, impegno cui non era rimasta estranea la Società Geografica Italiana.

La vittoriosa spedizione alpinistica e scientifica italiana al K2 rappresentò, secondo le parole dell’ordine del giorno approvato dal Senato della Repubblica assieme alla legge 289 del 27 dicembre 2002, “momento di orgoglio e di riscossa per l’Italia”. Il Paese, anche per quell’evento seppe riscoprire le ragioni dell’identità e della unità e ritrovare motivazione per una vigorosa ripresa di sviluppo morale e di civiltà. A cinquant’anni di distanza una nuova spedizione italiana guidata da Agostino Da Polenza, allievo e collaboratore di Desio, rinnovava al Paese e alla Comunità Internazionale la memoria di quella fulgida impresa e il valore del contributo italiano al progresso della scienza e dello sport.

La spedizione del cinquantennale fondata sul saldo legame tra alpinismo e scienza che ha sempre contraddistinto l’approccio italiano all’ambiente di alta montagna ha visto impegnati una folta schiera di atleti, tra i più validi delle realtà alpinistiche italiane, e una cinquantina di ricercatori, coordinati dall’Istituto Nazionale della Montagna, che hanno portato a compimento indagini scientifiche di rilievo in svariati settori della fisiologia e della medicina, della geodesia, della glaciologia, delle scienze ambientali.

La spedizione, inoltre, e certamente non da ultimo, con atti concreti ma soprattutto con lo straordinario rilievo di azioni alte e solenni, ha testimoniato della volontà dell’Italia e del suo lascito di cultura di contribuire al consolidamento della convivenza tra i popoli nel progresso e nella pace. Agostino Da Polenza, continuando, aggiornando e adeguando alle mutate circostanze tecnologiche, logistiche e organizzative, l’insegnamento di Ardito Desio, ha con intelligente capacità e sicura professionalità diretto le operazioni, interpretando al meglio lo spirito del mandato ricevuto dalle Istituzioni nazionali.

Ad Agostino Da Polenza, e per lui a tutti i componenti della Spedizione “K2 2004 – 50 anni dopo”, la Società Geografica Italiana conferisce la massima onorificenza sociale per il contributo dato al progresso delle conoscenze degli ambienti di alta montagna e al prestigio della cultura geografica italiana nel mondo.

Soci d’Onore

Gen. Com. Michele Corrado

Nato ad Adelfia, in provincia di Bari, nel 1941, dopo aver percorso una brillante carriera militare, iniziata con la frequenza del Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena e della Scuola di Applicazione di Torino, proseguita con vari incarichi nei ranghi dei Granatieri di Sardegna e con impegni di responsabilità in operazioni di rilievo internazionale, condotte dalle Forze Armate italiane, Michele Corrado è approdato, nel 2000, al Comando dell’Istituto Geografico Militare in Firenze, con il grado di Tenente Generale: Comando assolto, con risultati di rilievo, fino al 2003 quanto è stato chiamato a diverso e più elevato compito.

Nella sua funzione di guida dell’Istituto Geografico Militare, Michele Corrado ha saputo imprimere alle attività dello stesso un rinnovato impegno sia nelle funzioni tecniche proprie dell’Istituto, sia in quelle, collaterali ma non meno significative, legate ai processi di sviluppo culturale e scientifico della produzione cartografica.

Per le prime, anche in vista del riordino dei servizi cartografici nazionali, avvantaggiandosi di conoscenze scientifiche e professionali nel settore cartografico, ha saputo introdurre nella gestione dell’Istituto più efficienti criteri gestionali e innovazioni tecnologiche nei processi di produzione cartografica e negli stessi prodotti cartografici.

Per le seconde, ha voluto aprire l’attività dell’Istituto alla collaborazione più ampia con la Geografia e i Geografi, in particolare con la Società Geografica Italiana. Apertura intesa a produrre il clima più idoneo per realizzare operazioni dal respiro ampio e destinate a durare nel tempo. Si segnalano il rilancio della rivista dell’Istituto, ampiamente rinnovata nella linea contenutistica ed editoriale, la cura dedicata alla valorizzazione della Biblioteca e della Cartoteca, ormai tra le strutture di riferimento per la ricerca geostorico-cartografica, la realizzazione di mostre, tra le quali di assoluta preminenza quella dedicata a Leonardo cartografo.

Ma, in particolare, va ascritto a Michele Corrado il merito scientifico e culturale di aver avviato a concreta realizzazione la nuova fattura dell’Atlante dei tipi geografici d’Italia. L’opera fondamentale della storia geocartografica dell’Italia post unitaria, ideata e realizzata da Olinto Marinelli, apparteneva di fatto alla storia. Si rendeva necessario, dunque, mobilitare ingegni e risorse per mettere in cantiere un nuovo Atlante che, tenuto conto della straordinaria evoluzione disciplinare intervenuta nel frattempo, potesse prospetticamente rappresentare per i prossimi anni un punto di almeno pari rilievo.

Italia. Atlante dei tipi geografici è ormai stampato: sarà il tempo a decretarne il valore. Da subito, tuttavia, la cultura geografica italiana attraverso la Società Geografica è grata al gen. Michele Corrado, dottore ad honorem in geografia.

Per la sua attività a vantaggio della cultura geografica italiana la Società Geografica Italiana si compiace di poterlo annoverare tra i propri Soci d’Onore.

Prof. Alberto Di Blasi

Salvo la breve ma, secondo migliore tradizione, assai formativa parentesi di docenza negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore, il cursus professionale di Alberto Di Blasi si è dipanato interamente presso l’Università di Catania, sua città natale (25 giugno 1928) dove, nel 1952, ha conseguito la laurea in Scienze Naturali. Dopo la nomina ad assistente dapprima volontario e quindi ordinario alla Cattedra di Geografia economia della Facoltà di Economia e Commercio (dal 1970 al 1972) e alla Cattedra di Geografia della Facoltà di Lettere e Filosofia (dal 1972 al 1980), conseguita la libera docenza, Alberto Di Blasi ha initerrottamente tenuto corsi di Geografia, dal 1965 fino al collocamento fuori ruolo intervenuto nel 2000, inizialmente quale Professore Incaricato, e, dal 1980, quale Ordinario, titolare della Cattedra di Geografia. Presso lo stesso Ateneo, l’intensità dell’attività di magistero ai diversi livelli della formazione universitaria, non ha peraltro impedito che Alberto Di Blasi ricoprisse svariate cariche accademiche e gestionali o che fosse impegnato a tradurre in azione esterna, a vantaggio della Regione Siciliana, la sua competenza nel campo delle scienze geografiche.

L’attività di ricerca si è sviluppata secondo un progressivo allargamento dell’orizzonte dei propri interessi, integrando agli iniziali temi naturalistici la piena attenzione per le attività antropiche, con applicazione approfondita e puntuale all’ambito siciliano inquadrato nel contesto del Mezzogiorno.

Particolarmente intensa, proficua e apprezzata è l’attività che Alberto Di Blasi ha dedicato al servizio della comunità scientifica dei Geografi, in varie sedi e in vario modo, sempre con risultati efficacissimi e riconosciuti: dalla presidenza della sottosezione Sicilia Orientale dell’Associazione degli Insegnanti di Geografia, a membro del direttivo della Società Geografica Italiana, a componente e a Presidente, per più mandati, dell’Associazione dei Geografi Italiani, della cui rivista “Geotema” è pure il Direttore.

Altrettanto intensa l’attività di ideazione e di coordinamento scientifico e organizzativo di progetti di ricerca nazionali promossi dal Ministero dell’Università, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall’Istituto Geografico Militare.

Particolarissimo apprezzamento, inoltre, riceve l’azione che Alberto Di Blasi ha svolto e continua a svolgere nel promuovere occasioni di incontro scientifico tra i cultori di discipline geografiche. Occasioni che ha saputo coordinare nella organizzazione e che sempre hanno saputo raccogliere una partecipazione assai ampia e conseguire risultati significativi puntualmente tradotti e consegnati in atti che ne potessero facilitare la trasmissione e la comunicazione scientifica. Tra tutte e per tutte, valga la citazione dei Congressi Geografici Italiani celebrati a Catania (1983), a Taormina (1989) e a Palermo (2004).

Sia consentito inoltre far menzione delle pazienti fatiche che Alberto Di Blasi ha dedicato alla pubblicazione dell’annuario dei geografi italiani, ufficialmente Repertorio dei Docenti di Discipline Geografiche nelle Università Italiane, comunemente, affettivamente e con gratitudine “Diblasario”: strumento apparentemente minore, in realtà di enorme importanza per la comunicazione tra la comunità scientifica dei geografi e per la formazione di una identità disciplinare.

Per il rilievo della sua attività in campo scientifico e culturale, Alberto Di Blasi è Socio corrispondente dell’Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, membro dell’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento, Socio d’onore dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e della Società Storica Catanese.

Per l’incessante, prezioso e ricco di risultati impegno a vantaggio della cultura geografica in Italia e per l’eccellenza conseguita nel favorire il progresso degli studi geografici italiani, la Società Geografica Italiana nomina Alberto Di Blasi suo membro onorario.

Socio Corrispondente

Prof. Ludovico Micara

Architetto, professore di composizione arcihettonica e urbana presso la Facoltà di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” di Pescara, Direttore della Missione su architettura e città del periodo islamico in Libia, si è occupato con studi, pubblicazioni e progetti dell’architettura e della città di diversi paesi del mondo islamico.

Per interessi scientifici e rapporti professionali, anche internazionali, in grado di promuovere e sostenere la conoscenza geografica, attraverso utili approcci interdisciplinari, la Società Geografica Italiana nomina Ludovico Micara socio corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2003

Medaglia d’Oro della Società Geografica Italiana

Circolo Canottieri Tevere

Dalla sua fondazione, nel 1872, dapprima come Circolo Tevere e quindi, dopo l’assorbimento del “Remo”, quale Circolo Tevere Remo, la gloriosa istituzione sportivo-ricreativa romana rappresenta per la Città una delle espressioni più autentiche del forte radicamento al suo fiume e alla cultura di cui lo stesso fiume è portatore.

Promuovendo e favorendo lo sviluppo delle attività agonistiche legate al Tevere ma anche attraverso la quotidiana vicinanza alla realtà del fiume, consentita dall’approntamento di strutture fisse e galleggianti, il Circolo è stato un veicolo formidabile di conoscenza dell’ecosistema fluviale, delle sue proprietà, delle sue esigenze, dei suoi valori.

Ma il Circolo ha anche saputo alimentare, direttamente tra le migliaia di soci che ne hanno condiviso nel tempo gli obiettivi e indirettamente tra la cittadinanza che ne ha osservato e apprezzato le iniziative, la consapevolezza della identità culturale tra il Tevere e Roma, il forte valore simbolico di tale identità.

Il Circolo Canottieri Tevere Remo ha dunque efficacemente concorso, negli anni delle più tumultuose e incisive trasformazioni sperimentate dal tessuto urbano e sociale dell’Urbe, a far comprendere, valorizzare e salvaguardare il patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico culturale, rappresentato per la Città Eterna dal Fiume Tevere.

In riconoscimento della preziosa funzione svolta per la conoscenza e la salvaguardia del Tevere, la Società Geografica Italiana conferisce al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo la massima onorificenza sociale.

Socio d’Onore

Prof. Jean Bastié

Non può che essere un sentimento tutto particolare quello con il quale il Consiglio della Società Geografica Italiana propone all’Adunanza di votare la proclamazione a socio d’onore di Jean Bastié, attuale presidente della consorella parigina – la più antica delle società geografiche.

All’alta funzione di presidente della Société de Géographie di Parigi, Jean Bastié è pervenuto dopo una lunga e fertile carriera accademica e scientifica, avviata quando ancora durava l’ultimo conflitto mondiale, e ben presto indirizzata verso i temi della Geografia urbana, che sarebbero rimasti poi i suoi preferiti, con una specialissima attenzione a quel grandioso fenomeno urbano che è la regione parigina (e ricordiamo a questo proposito solo una delle opere della maturità di Bastié, e cioè la Géographie du Grand Paris, del 1984).

Naturale esito di questo lavoro di studio e di ricerca, la ricca e pregiata produzione editoriale di Bastié sta a testimoniare della costanza e dell’approfondimento di temi tanto delicati e complessi quanto cruciali e ineludibili nella vita di un paese avanzato. Ma accanto alla realizzazione di scritti originali, il presidente Bastié non ha trascurato le funzioni per così dire «di servizio», essenziali al buon funzionamento di una comunità scientifica, come quelle redazionali, a lungo prestando la sua opera sia alle «Annales de Géographie», sia ad «Acta geographica», le due riviste della Società parigina.

Parallelamente all’attività di ricerca, Jean Bastié ha percorso un lungo itinerario di docente, dapprima come professore negli istituti superiori, quindi come assistente e docente universitario: già nel 1961 alla Sorbona, poi a Nanterre dal 1965, di nuovo alla Sorbona dal 1972; del più antico ateneo francese è professore emerito dal 1988. Non solo in ambito strettamente universitario, del resto, ha svolto le sue attività di formatore e di studioso, ma anche in una serie di prestigiosi organismi pubblici, spesso di rilevanza nazionale e internazionale: come nazionali e internazionali sono i molti riconoscimenti da lui ottenuti, culminati, in un certo senso, nell’elezione a presidente della Société de Géographie nel 1995.

Per l’importante suo contributo al progresso delle scienze geografiche e per la lunga e meritoria opera prestata in favore della comunità dei geografi, il Consiglio della Società Geografica Italiana propone la nomina di Jean Bastié a socio d’onore.

Socio Corrispondente

Prof. David Woodward

Nato in Inghilterra, a Leamington, David Woodward, tra il gennaio ed il settembre 1961, avvia la sua attività, come “basic grade cartographer”, presso il Directorate of Overseas Survey.

Dopo aver conseguito un Bachelor presso l’Università di Swansea, si è trasferito, nel 1964, in America dove ha conseguito, presso la University of Wisconsin (Madison), un M.A. in Geografia nel 1967 e il Ph.D., ancora in geografia, nel 1970.

Dal 1969 al 1980, ha lavorato presso la Newberry Library, dapprima con un incarico di Map curator (1969-1974), quindi come Direttore dello Hermon Dunlap Smith Centre for the History of Cartography (1974-1980), presso il quale ha fondato la QUATERLY NEWSLETTER MAPLINE nel marzo del 1976, che ancora oggi si pubblica.

Nel 1980 è passato all’Univeristà del Wisconsin come professore Associato e, dopo appena un anno, in qualità di professore di geografia: incarico ricoperto fino al 1995 allorché gli è succeduto Arthur H. Robinson Professor of Geography.

Ha usufruito di borse di studio per la ricerca tra le quali quella della Clark Library (Los Angeles nel 1973), della British Academy (Londra 1973), della John Simon Guggenheim Foundation, che gli ha consentito di spendere parecchi mesi in Italia tra il 1977 ed il 1978. Permanenza da cui traggono origine i suoi studi ed interessi per la Cartografia Italiana.

Tra i riconoscimenti per le sue attività e le pubblicazioni scientifiche si ricordano il Tooley Award nel 1992, per il suo contributo agli studi storico-cartografici; Socio corrispondente della British Academy nel 1995, premio della American Historical Association nel 1999 per il volume 2.3 della History of Cartography; il Murchinson Award della Royal Geographical Society, nel 2002.

Dal 1980 dirige History of Cartography Project, insieme al compianto Brian Harley, la cui prematura morte, nel 1991, ha privato il mondo della History of Cartography di uno dei più geniali rappresentanti.

Di tale progetto si sono già visti i primi risultati: sono usciti ben quattro volumi, mentre il quinto sul Rinascimento è in composizione: si tratta del primo volume Cartography in Prehistoric, Ancient and Medieal Europe and the Mediterranean (1987) con il quale si copre tutta la tradizione cartografica del mondo classico ed Europeo dalle origini al XV secolo.

Del secondo volume distinto in tre tomi dei quali il primo 2.1 è dedicato alla Cartography in the Traditional Islamic and South Asian Societies (1992)

il secondo alla Cartography in the Traditional East and Southeast Asian Societies (1994) ed il terzo (2.3) alla Cartography in the Traditional African, American, Arctic, Australian, and Pacific Societies (1998).

Per il fondamentale contributo dato alla conoscenza della storia della cartografia e alla valorizzazione del linguaggio cartografico nell’ambito della cultura mondiale, si nomina David Woodward socio corrispondente.

RICONOSCIMENTI 2002

Socio d’Onore

Prof. Berardo Cori

Formatosi nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo pisano, alla scuola geografica di Alberto Mori, Berardo Cori si è soprattutto indirizzato verso studi di geografia urbana – un campo del quale va considerato uno degli innovatori e dei principali esponenti italiani.

Proprio agli inizi della sua attività di ricerca, poco dopo la laurea, Cori ha avuto modo di occuparsi di geografia economica e dell’industria in particolare – tornandovi anni dopo e ancora di recente – e il suo primo passo accademico è stato come assistente di Geografia Economica a Pisa, nel 1965.

Libero docente e incaricato pochi anni più tardi, aggregato nel 1972 a Padova, cattedratico dal 1973 a Pisa, è soprattutto sull’organizzazione urbana che Cori ha fin da allora prodotto numerosi contributi degni di grande nota, in parte applicati a casi concreti di studio, talora estesi a grandi aree, in parte relativi a questioni di natura metodologica. Con una speciale concentrazione nei decenni 1970 e 1980, i suoi scritti di geografia urbana hanno spaziato dallo studio delle aree di attrazione delle città italiane all’applicazione di modelli analitici alle reti urbane, dall’assetto urbano dell’Italia – e dell’Europa – alla qualità della vita in città, fino ai più recenti approfondimenti riguardanti la mobilità intracittadina e le forme di competizione sullo spazio urbano. Dallo studio delle città allo studio delle regioni strutturate da città, Berardo Cori ha allargato spesse volte l’angolo visuale dei suoi contributi, occupandosi di processi di regionalizzazione in Italia e in Europa, come testimoniano, fra gli altri, i suoi lavori sulla Toscana, sul Lussemburgo, sulla Corsica, sul bacino mediterraneo, sull’Armenia.

Allo spazio non italiano, del resto, Cori ha sempre dato specifica attenzione, anche sul piano dell’attività pratica, intessendo rapporti di collaborazione con svariate istituzioni estere, insegnando presso università estere, coordinando le relazioni estere della Geografia italiana. Allo stesso tempo, non ha cessato di preoccuparsi dell’assetto istituzionale della disciplina, che ha rappresentato, anche come presidente dell’AGeI, e promosso con la sua vasta attività editoriale.

Consapevole dell’importanza della trasmissione culturale, delle «scuole» – e quella che gli fa capo, in maniera più o meno diretta, almeno fin dall’avvio nel 1981 di uno dei primi Dottorati in Geografia, è oggi fra le più interessanti – Berardo Cori ha inoltre avuto una speciale, originale e meritoria attenzione per la storia recente e recentissima della Geografia in Italia, occupandosene a più riprese con analisi d’insieme e di dettaglio, sia nella classica forma delle rassegne di studi, sia con veri e propri contributi storiografici – lucidi, franchi, talvolta serenamente pungenti – pubblicati in Italia e fuori. E non è certo, questa sua attenzione, il minor motivo di stima e di gratitudine che verso Berardo Cori la comunità geografica italiana riconosce.

Per il suo apporto alla ricerca scientifica e alla crescita di una matura consapevolezza disciplinare, la Società Geografica Italiana è lieta di poter annoverare Berardo Cori fra i suoi soci d’onore.

Prof. Giacomo Corna Pellegrini

Laureatosi in Economia e Commercio a Milano nel 1952, e per svariati anni dedito all’insegnamento della politica economica e ad attività gestionali in aziende e istituzioni tanto private quanto pubbliche, Giacomo Corna Pellegrini ha maturato per la geografia un amore – prima ancora che un interesse – che lo ha spinto a riprendere la frequentazione degli ambienti accademici e quindi a caratterizzarsi rapidamente come uno dei personaggi di riferimento per la Geografia in Italia.

Assistente dal 1966 alla «Cattolica» di Milano, poi incaricato e libero docente, sotto l’impulso di Cesare Saibene e mettendo a frutto sia le precedenti esperienze, sia le frequenti occasioni di viaggio, ha preso a occuparsi di aspetti dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione in Italia e fuori, ma anche di organizzazione e pianificazione del territorio, sistemi di trasporti, assetto demografico, geografia del turismo, regionalizzazione e altro ancora, senza trascurare le messe a punto storiche e metodologiche e l’avallo di nuovi filoni di studio, come la geografia della percezione e quella umanistica.

Dalla fine degli anni 1960, Giacomo Corna Pellegrini ha più nettamente orientato e intensificato una produzione di scritti (che data dalla metà degli anni 1950, se si tralasciano gli interventi di taglio giornalistico e socio-politico – avviati in precedenza e poi mai abbandonati) che conta decine di volumi e centinaia di altri contributi di ambito scientifico: una bibliografia impossibile da sintetizzare e difficile da catalogare, in cui ciascuno fra i geografi italiani ha trovato analisi, informazioni, argomenti di riflessione, proposte di metodo.

Vincitore di concorso a cattedra nel 1974, nella sua carriera accademica Giacomo Corna Pellegrini ha alternato o affiancato l’insegnamento della Geografia a quello di geografie «speciali», costantemente a Milano (dirigendo il locale Istituto di Geografia Umana e la Facoltà di Lettere e Filosofia), salvo una breve parentesi a Palermo e salvo i lunghi e frequenti viaggi in gran parte del mondo; viaggi in cui difficile rimane sceverare l’aspetto del «piacere» da quello dello «studio», come è giusto che sia in un geografo, e che sono all’origine di buona parte dei numerosissimi scritti di argomento estero: soprattutto, ma non solo, sull’America Latina e l’Asia orientale, dai problemi urbani a quelli geopolitici, dallo sviluppo economico al confronto culturale.

La vastità e la varietà della sua produzione scientifica, divulgativa e, più recentemente, anche narrativa –a sfondo sempre geografico – hanno proiettato Giacomo Corna Pellegrini al centro della scena istituzionale della Geografia italiana: come ha dimostrato la sua elezione a primo presidente dell’AGeI. La ricchezza di esperienze, unitamente alla chiarezza espositiva, alle capacità di dialogo, all’equilibrio, ne ha fatto un docente seguito, un apprezzato interlocutore, uno scrittore piacevolissimo.

In considerazione dei suoi numerosi meriti in ambito geografico, la Società Geografica Italiana è lieta di proclamare Giacomo Corna Pellegrini socio d’onore.

Prof. Giuseppe Dematteis

Allievo di Dino Gribaudi presso la Facoltà di Economia e Commercio di Torino, dove si è laureato nel 1962, Giuseppe Dematteis ha partecipato in primissima fila alla rifondazione non solo della scuola geografica torinese, alla quale ha a sua volta saputo garantire successive leve di validi allievi, ma della Geografia italiana nel suo insieme – che in lui ha trovato un attento, aggiornato e innovativo studioso di specifici ambiti disciplinari, e insieme un acuto osservatore e critico del succedersi di orientamenti metodologici e tematici in ambito nazionale e internazionale.

Pagato lo scotto alla «geografia integrale» degli anni 1960, con l’occuparsi en oassant di geomorfologia e di storia della geografia, negli anni cui risale la sua nomina ad assistente di Geografia Economica (nel 1963, a Torino) Giuseppe Dematteis aveva messo a fuoco quello che sarebbe divenuto il suo principale oggetto di indagine: l’organizzazione urbana e la possibilità di applicarvi modelli rigorosi di analisi.

Incaricato nel 1969, in cattedra dal 1976, sempre a Torino benché in Facoltà diverse nel tempo, accanto allo studio delle città Giuseppe Dematteis ha cominciato a prendere in considerazione temi e questioni di carattere metodologico e, inevitabilmente, anche epistemologico: risalgono ai primi anni 1970 alcuni suoi contributi sulla «rivoluzione quantitativa» in Geografia, che lo hanno posto immediatamente all’attenzione della comunità dei geografi, e specialmente di quelli che ne erano allora i più giovani membri. Pioniere nel sondare certe nuove prospettive di metodo, Giuseppe Dematteis ha saputo anche acutamente e presto coglierne limiti e difetti – interrogati, discussi e avviati a soluzione in un volume del 1983 che da allora rimane un contributo fondamentale nella formazione dei geografi italiani.

Lo studio del fenomeno urbano, delle sue più recenti dinamiche, dei sistemi reticolari, hanno quindi portato Giuseppe Dematteis ad affrontare temi via via diversi, ma con quelli chiaramente connessi: come lo studio dei sistemi locali di sviluppo – altro campo in cui i suoi contributi si sono fatti numerosi e pregnanti; ma anche dei processi di mutamento territoriale sia alla scala locale sia a quella statale e sovrastatale; dei meccanismi identitari; del governo del territorio; della pianificazione urbana e infrastrutturale; della promozione delle specificità dei contesti locali; dove sempre la lucidità delle analisi si sposa con l’avvedutezza delle proposte di interpretazione e di intervento. In tutto questo, da un lato dimostrando la rara capacità di interloquire utilmente e fattivamente con gli ambiti amministrativi e tecnici preposti alla gestione operativa del territorio, e dall’altro sapendo proiettare molto di questa sua attività di studio, non solo in Italia al di fuori della cerchia dei cultori di Geografia (il che gli ha meritato ambiti riconoscimenti extradisciplinari), ma anche fuori d’Italia, dove la sua figura di studioso è pure conosciuta e apprezzata. In riconoscimento della lunga e pregevole attività di ricerca come del ruolo di riferimento che egli ha saputo ricoprire per decenni, la Società Geografica proclama Giuseppe Dematteis socio d’onore.

Medaglia d’Oro

Prof. Luciano Lago

“La Società Geografica Italiana conferisce a Luciano Lago la massima onorificenza sociale per aver realizzato Imago Italiae, opera di altissima qualità scientifica e editoriale, che rappresenterà nel tempo, nella maniera più degna e completa, la summa delle conoscenze storico-geografiche relative al nostro Paese, e che fin d’ora contribuisce in modo determinante alla promozione della cultura geografica italiana”.

Socio d’Onore

Prof. Bruno Messerli

“Bruno Messerli, già presidente dell’Unione Geografica Internazionale, è nato nel 1931 a Belp, nel Cantone di Berna. Laureatosi con una ricerca sulla geomorfologia della Sierra Nevada, dall’anno stesso della laurea (1962) avviò il suo impegno didattico e di ricerca nell’ambito dell’Università di Berna, dove ottenne l’abilitazione nel 1965 e la cattedra nel 1969.

Direttore del locale Istituto di Geografia dal 1978 al 1983, rettore dell’ateneo bernese nel biennio 1986-1987, professore emerito dal 1996, Bruno Messerli ha saputo costantemente alternare ai numerosi e gravosi impegni didattici e accademici il lavoro sul terreno, per lui familiare e congeniale, della montagna, svolgendo ricerche in molti paesi europei, in Africa settentrionale e orientale, in Asia, in America Meridionale, prevalentemente negli ambiti della geomorfologia, della glaciologia, della climatologia storica e più recentemente del cambiamento climatico.

Dal 1979 al 1986 è stato direttore del programma UNESCO Man and Biosphere per la Svizzera, dal 1992 vicepresidente dell’UGI, dal 1996 presidente della stessa Unione, associando all’attività di studio personale quella componente, ma più spesso di coordinatore e referente, di gruppi di ricerca internazionali, spesso su designazione di organismi intergovernativi.

Membro onorario di svariate associazioni scientifiche, ha ricevuto molti altri e prestigiosi riconoscimenti alla sua attività – che vede una ricca produzione scientifica e un’intensa attività editoriale come membro dei comitati scientifici di molte riviste di rilievo internazionale.

Autore o coautore di una dozzina di volumi e di alcune centinaia di scritti di minore mole, attraverso la sua opera e la sua attività Bruno Messerli ha non solo saputo sviluppare un’originale concezione del ruolo svolto dagli ambienti montani nell’equilibrio dell’ecosistema terrestre, ma ha anche saputo, propagandando appropriatamente e nelle sedi più autorevoli gli esiti delle sue ricerche, contribuire in maniera oltre modo efficace ad una più matura consapevolezza ambientale.

In riconoscimento di questi rilevanti meriti, la Società Geografica Italiana proclama Bruno Messerli socio d’onore.”

Socio Corrispondente

Prof. Mario Fondi

Avviatosi all’attività di studio e di ricerca in campo geografico in anni poco successivi alla conclusione della seconda Guerra Mondiale, alla quale aveva partecipato, giovanissimo, in una formazione partigiana, Mario Fondi si formò alla scuola di Renato Biasutti: e con il grande studioso ebbe allora a collaborare specialmente nelle ricerche sulla casa rurale, che furono l’oggetto delle sue prime pubblicazioni scientifiche.

Toscano, Fondi ha tuttavia svolto la sua lunga carriera universitaria in Campania, dapprima a Salerno (dal 1958, presso la Facoltà di Magistero), quindi a Napoli (presso la Facoltà di Lettere e Filosofia), dove ha, ancora negli ultimi anni, tenuto la direzione dell’Istituto di Geografia, e dove largamente si sono fatte apprezzare la sua ricchezza didattica e la sua competenza scientifica.

Competenza formata in ricerche sul terreno in Italia e all’estero, ed espressa in decine di scritti che spaziano da quelli sulla casa rurale e più in generale sull’insediamento in regioni rurali alle indagini sui centri urbani e su intere regioni e subregioni, particolarmente meridionali (Campania, Molise e soprattutto Abruzzo), con una costante attenzione al dato fisiografico come fondamento degli esiti dell’antropizzazione.

Attivo collaboratore, in particolare, della «Rivista Geografica Italiana» e della Società di Studi Geografici, di cui è stato consigliere dal 1983, e vicepresidente dal 1991 al 1997, Mario Fondi non ha lesinato il suo impegno anche verso altri sodalizi geografici, compresa la Società Geografica Italiana. Ma va in particolare sottolineata la sua attenzione alle geografia nell’istruzione media, testimoniata dai numerosi interventi nella rivista dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Per il lungo e prestigioso magistero accademico, per la profondità e sicurezza della sua competenza, per la serietà del suo impegno di studioso e ricercatore, la Società Geografica Italiana si onora di proclamare Mario Fondi socio corrispondente.

Prof. Annibale Mottana

“Laureato in Scienze Geologiche nel 1963, dai primi passi della sua attività di studioso Annibale Mottana ha preso ad interessarsi in particolare di temi petrografici e mineralogici, e dal 1970 insegna Mineralogia, dapprima come incaricato presso l’Università di Milano, quindi come vincitore di concorso (1975) a Bologna e a Roma «La Sapienza», da dove è più recentemente transitato all’Università di Roma Tre (1992).

Socio dell’Accademia dei Lincei (che gli aveva assegnato nel 1981 un premio della Fondazione Feltrinelli) dal 1986, dell’Accademia delle Scienze detta dei XL dal 1993, Annibale Mottana ha svolto un’intensa attività di studio e di ricerca sia in Italia sia all’estero, come testimoniano i molti suoi scritti in periodici specialistici nazionali e internazionali – di uno dei quali (l’«European Journal of Mineralogy») ha la responsabilità editoriale.

Presidente, dal 1995 al 1998, del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, quindi dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica sulla Montagna, Annibale Mottana ha avuto soprattutto in questa veste modo di intersecare a più riprese il campo di studi più propriamente geografico.

Per la sua feconda attività di studioso, e specialmente per il peculiare interesse sempre mostrato – fin dagli anni della sua formazione scientifica – per i problemi degli ambienti montani, la Società Geografica Italiana è lieta di annoverare da oggi Annibale Mottana fra i suoi soci corrispondenti”.

RICONOSCIMENTI 2001

Socio d’onore

prof. Corrado Beguinot

“Nato a Napoli il 30/03/1924, Corrado Beguinot è stato dal 1965 e fino al 1999 professore ordinario di Tecnica urbanistica presso l’Università di Napoli «Federico II», dove già in precedenza aveva ricoperto, dal 1959, l’incarico di Architettura e Composizione Architettonica. Presso la stessa sede è stato direttore di Istituto e poi di Dipartimento, prima nella Facoltà di Ingegneria, poi in quella di Architettura, così come è stato preside della Facoltà di Urban and Regional Planning del Cairo. Altri incarichi di insegnamento ha ricoperto in diverse istituzioni universitarie italiane e straniere.

E’ attivissimo autore di saggi e contributi di grande rilevanza, specialmente nel campo dell’urbanistica e della pianificazione del territorio, fino allo specifico interesse dei più recenti anni per le trasformazioni della città contemporanea e l’approfondimento di quei temi che ormai si riconoscono sotto l’espressione di «città cablata», da lui stesso promossa.

Accanto alla produzione scientifica, che lo ha consacrato fra gli studiosi italiani di riferimento nel campo dell’urbanistica intesa nel senso più ampio e completo del termine, Corrado Beguinot ha realizzato anche una vasta attività progettuale sia architettonica sia urbanistica, in Italia e in parecchi paesi stranieri –così come ha curato all’estero, e in particolare in paesi in via di sviluppo, numerose occasioni di cooperazione universitaria.

Analogamente in Italia e all’estero ha esercitato funzioni di grande responsabilità come consulente o membro di commissioni di valutazione, di indirizzo o esecutive, il più spesso in funzione di organi di governo locali, nazionali e comunitari o interstatali, prevalentemente nel campo della pianificazione urbano-territoriale, ma anche in settori più puntuali come l’organizzazione dei servizi ospedalieri e la gestione applicativa dell’innovazione tecnologica.

A Corrado Beguinot la cultura italiana e internazionale deve un cospicuo, costante e coerente impegno in ambiti estremamente sensibili della proiezione territoriale della vita associata, e una produzione scientifica di grande valore. Per queste ragioni, il Consiglio Direttivo propone la nomina di Corrado Beguinot a socio d’onore della Società Geografica Italiana.”

prof. Calogero Muscarà

“Nato a Venezia nel 1929, Calogero Muscarà ha compiuto i suoi studi universitari a Padova, laureandosi nel 1955, quindi iniziando una lunga attività, in larga misura svolta presso l’ateneo veneziano, di insegnamento geografico che lo ha visto negli anni più recenti professore ordinario di Geografia urbana e regionale presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma «La Sapienza».

La lucidità di analisi e la sensibilità ai grandi problemi emergenti nel funzionamento dei sistemi territoriali lo hanno condotto nel tempo ad occuparsi di questioni di grande momento e di sicura operatività. Così, Calogero Muscarà si è rivolto a ricerche e studi di geografia politica –campo nel quale ha svolto attività di grande rilievo anche a livello internazionale e ha prodotto non pochi studi di notevole spessore; di sviluppo economico in chiave territoriale –ambito di studi che lo ha visto attivo fin dagli anni ’60 con proposte di grande innovatività, e coltivato ancora in seguito, anche attraverso approfondimenti sul ruolo dei trasporti nello sviluppo; di geografia urbana e regionale, spesso anche nei termini operativi della pianificazione territoriale –settore di studi in cui ha realizzato alcune fra le analisi più profonde prodotte in seno alla comunità dei geografi; di paesaggio e di tutela dell’ambiente –tanto in termini teorici quanto in chiave applicativa, spesso a sostegno dell’azione pubblica; di teoria e storia dell’analisi geografica –anche in questo caso avanzando ipotesi interpretative di grande fascino e sicura capacità esplicativa.

La serietà e la profondità dell’impegno scientifico, che gli hanno valso il vivo apprezzamento di colleghi stranieri come di quelli italiani, hanno fatto sì che Calogero Muscarà potesse impartire il suo insegnamento in parecchie diverse università estere, oltre che in quelle italiane, e che fosse chiamato a collaborare in numerosi gruppi di ricerca e in organismi scientifici di rango anche internazionale; e, fra queste esperienze, ci è grato ricordare che egli è stato a lungo autorevole membro del Consiglio Direttivo di questa Società.

Calogero Muscarà rappresenta per i geografi italiani un punto di riferimento illuminante e sicuro, un esempio di rara capacità di analisi, applicata con eleganza a campi diversi ma tutti estremamente complessi, così nell’esame degli aspetti teorici come nella definizione dei passi applicativi, e sostanziata in una serie di scritti che hanno dato e continueranno a dare lustro alla geografia italiana. Pertanto, il Consiglio Direttivo propone la nomina di Calogero Muscarà a socio d’onore della Società Geografica Italiana.”

Socio corrispondente

prof. Franco Martinelli

“Nato a La Spezia nel 1933, Franco Martinelli ha compiuto presso l’Università di Pisa studi letterari che si conclusero con una dissertazione in Geografia che è stata un modello nello studio delle strutture sociali in ambiente urbano. Già allora attivo nel campo degli studi sociologici, è in quest’ambito che ha poi percorso la sua carriera universitaria, che oggi lo vede professore ordinario di Sociologia urbana e rurale presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma «La Sapienza», dopo avere svolto attività presso diverse altre sedi universitarie.

Nel vasto insieme delle sue ricerche e dei suoi contributi sociologici, piace qui sottolineare come Franco Martinelli abbia sempre conservato una spiccata attenzione –quasi una predilezione– per le questioni che più direttamente vanno riferite all’interazione tra società e territorio, dalle forme più classiche e persistenti, tipiche degli ambienti rurali, a quelle più mutevoli e dirompenti, caratteristiche degli ambienti metropolitani. Accanto a questi, Franco Martinelli ha approfondito altri problemi, come quelli del servizio sociale, della previdenza, della qualità della vita, del lavoro, delle migrazioni, della povertà e dell’emarginazione, alimentando ulteriormente non solo le sue capacità di analisi dei fenomeni sociali, ma anche una specifica sensibilità verso l’indissolubile legame che si instaura tra i gruppi sociali e i loro habitat.

Sensibilità che lo ha condotto nei decenni più recenti ad impegnarsi in direzioni di studio fino ad allora inedite, per approdare alla definizione di una sociologia del territorio e dell’ambiente, che non può certo lasciare indifferenti i cultori delle discipline geografiche, operando in modo che ad essa non venisse a mancare anche un’adeguata cornice istituzionale e disciplinare, mentre non trascurava di approfondire –in particolare– l’indagine sulle realtà urbane e metropolitane, in Italia e fuori d’Italia.

L’attento e cospicuo contributo di conoscenza e di interpretazione che Franco Martinelli ha dato alla comprensione di fenomeni tanto rilevanti va considerato, anche dal punto di vista della cultura geografica, un contributo imprescindibile. Il Consiglio Direttivo, perciò, propone la nomina di Franco Martinelli a socio corrispondente della Società Geografica Italiana.”

Folco Quilici

“Nato a Ferrara nel 1930, presto trasferitosi a Roma, Folco Quilici fin dagli anni della sua prima giovinezza ha saputo affinare una straordinaria sensibilità per l’interpretazione e la rappresentazione dell’ambiente, che presto si è tradotta in un’attività fotografica, dapprima, e poi filmica. Il suo nome è in particolare legato ad una quantità di opere filmiche, dal corto al lungometraggio, a carattere il più spesso documentario e, in una prima fase, particolarmente orientate a rappresentare gli ambienti marini e sottomarini, in uno sforzo che può essere per molti versi definito pionieristico, sia quanto alla realizzazione tecnica delle opere, sia quanto ai significati che esse sono in grado di veicolare e di diffondere attraverso un pubblico vastissimo. Le fasi ulteriori della sua produzione hanno visto Folco Quilici interessarsi largamente anche di temi etno-antropologici, di questioni ambientali, di paesaggi naturali e antropizzati, di storia e di archeologia, fino a giungere, negli anni più recenti, alla realizzazione di opere di finzione, sia in campo cinematografico sia in campo letterario. La parallela attività di scrittore e di giornalista è un altro ambito in cui appaiono i contributi di Folco Quilici, che ha pubblicato saggi e scritti letterari e da molti anni collabora a testate giornalistiche e ad opere di alta divulgazione, italiane e straniere, ottenendo anche in questo riconoscimenti di assoluto prestigio. La qualità delle sue opere cinematografiche e televisive, giornalistiche e letterarie è stata infatti innumerevoli volte riconosciuta e premiata in Italia e all’estero. Qui, tuttavia, si vuole soprattutto sottolineare l’eccezionale apporto che la ricca e magistrale produzione di Folco Quilici, con la sua intima, robusta, efficace coerenza di concezione e di sensibilità, ha saputo dare, in Italia e fuori d’Italia, alla crescita della consapevolezza ambientale, del rispetto per le culture altre, della indissolubile e complessa realtà geografica e storica in cui viviamo, indirizzando generazioni di giovani –soprattutto– all’attenzione e all’amore per questa realtà. Un tale apporto non può essere in alcun modo sottovalutato e induce il Consiglio Direttivo a proporre la nomina di Folco Quilici a socio corrispondente della Società Geografica Italiana.”

RICONOSCIMENTI 2000

Nuovi Soci corrispondenti

Prof. Augusto Barbera

“Nato ad Aidone (Enna) nel 1938, Augusto Barbera si è laureato in Giurisprudenza indirizzandosi da subito a sviluppare studi di diritto costituzionale, anche attraverso periodi di formazione all’estero: dal 1966 al 1969 ha condotto ricerche, sotto la direzione di Gerhard Leibholz, sull’organizzazione federale della Germania presso il Bundesverfassungsgericht di Karlsruhe e presso il Max Planck Istitut für Öfferntliches Recht und Völkerrecht di Heidelberg.

Dopo aver insegnato all’Università di Ferrara è attualmente ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Bologna.

La sua vasta produzione scientifica, compendiata in molte decine di saggi e in numerosi volumi, ha spaziato dal Diritto degli enti locali ai Diritti di libertà, dalle Dottrine del costituzionalismo alle Forme di governo e agli Ordinamenti federali, regionali e locali. Su questi ultimi temi, in particolare, Augusto Barbera ha dedicato particolare attenzione ai problemi della dimensione territoriale delle istituzioni e delle politiche istituzionali. In questo quadro va ricordato il contributo dato alla elaborazione dei progetti nazionali relativi alla regionalizzazione dello Stato nonché alla elaborazione dei progetti che negli anni settanta avevano portato, in alcune Regioni, al tentativo di superamento delle Province e alla organizzazione dei comprensori e delle comunità montane.

Fra gli studi dedicati a questo tema si ricordano in particolare i saggi raccolti nel volume Le istituzioni del pluralismo, De Donato, Bari, 1977 nonché la cura del volume, assieme a Franco Bassanini, I nuovi poteri delle Regioni e degli enti locali, Il Mulino Bologna 1977. Rilevante, inoltre il contributo dato all’organizzazione istituzionale delle aree metropolitane, sia in sede scientifica (fra gli altri si ricorda lo scritto, “Le città metropolitane: un’occasione per il duemila” raccolto nel volume Una riforma per la Repubblica, Editori Riuniti, Roma, 1991) sia in sede parlamentare.

Condirettore di “Quaderni costituzionali. Rivista italiana di Diritto costituzionale”, insieme a Livio Paladin e Giuliano Amato, edita da “Il Mulino”, nonché membro del comitato di direzione della Rivista “Le istituzioni del federalismo”, Augusto Barbera ha ricoperto numerosi incarichi pubblici e istituzionali: membro del Consiglio della Regione Emilia – Romagna, deputato per cinque legislature, presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, vicepresidente della Commissione per riforme istituzionali, ministro per i rapporti con il Parlamento nel Gabinetto Ciampi.

Per il notevole rilievo dei suoi studi sulla dimensione territoriale delle istituzioni e delle politiche istituzionali, si propone la nomina a Socio corrispondente.”

Prof. Paolo Costa

“Veneziano (1943), non solo per nascita ma per tenace decisione di portare la sua opera scientifica, civile e, da ultimo, politica al servizio della sua città, Paolo Costa vi trova alimento negli studi all’ITC e nella Facoltà di Economia cafoscarina. E’ in questi studi che incontra la Geografia, di cui serberà presente la logica scientifica in tutto il suo successivo operato.

La sua attività lo vede subito imboccare un sapiente intreccio di ricerca al più alto livello (dagli studi a Parigi con la guida di Claude Ponsard a quelli a New York che ne faranno uno degli allievi prediletti di Vassillj Leontiev) all’impegno civile, che si concreteranno nella sostanziale creazione e lancio del Consorzio per lo Sviluppo Sociale ed Economico della Provincia di Venezia (quel Co.S.E.S. ben presente nella letteratura geografica italiana per i fondativi studi in materia portuale, urbana, turistica), la collaborazione all’IRSEV, la partecipazione alla nascita della sezione italiana della Regional Science Association.

In tutto il mondo della geografia non strutturata accademicamente, non solo in Italia, il professore Paolo Costa (docente a Padova e nell’IUAV prima che a Ca’ Foscari) è una presenza di primo piano. Accademicamente è un economista, ordinario di Programmazione Economica, ma il suo terreno di ricerca è molto spesso coltivato dai geografi anglosassoni. Formidabile è il suo apporto alle analisi “Input/Output”, all’economia del turismo, all’economia dei trasporti, tutti temi nei quali il dialogo con i geografi è facile ed immediato.

Sostenitore accanito dell’esigenza di modernizzare le strutture economiche del nostro paese attraverso la sua apertura alla competizione internazionale, fonda il Diploma in Economia dei Servizi Turistici (in collaborazione con quello di Trieste, diretto da Giorgio Valussi), il Centro Internazionale di Studi Turistici ed il suo master, la Venice International University nell’isola di San Servolo.

Il suo apporto vivificante ravviva l’intera Ca’ Foscari nei brevi, intensi ed entusiasmanti anni del suo rettorato, che lo vedono, tra l’altro, primo presidente del nuovo Parco Scientifico. Segue la sua responsabilità di governo come ministro dei Lavori Pubblici nel governo Prodi e la sua elezione nel parlamento europeo, dove siede nella commissione “Sviluppo regionale, trasporti e turismo”.

Per i suoi fondamentali apporti agli studi di economia dei trasporti e di economia del turismo, si propone la nomina a Socio corrispondente.”

Prof. Guido Fabiani

“Nato a Napoli nel 1939, Guido Fabiani, si è laureato in Scienze Agrarie, è specializzato in problemi dello sviluppo economico del Mezzogiorno alla scuola di Manlio Rossi-Doria in Portici e in Teoria della Pianificazione. Su quest’ultimo tema ha studiato in particolare i problemi della pianificazione economica in URSS, come visiting researcher alla London School of Economics, con Peter Wiles e Alfred Zauberman.

Ha insegnato nelle facoltà di Giurisprudenza (Università di Salerno), di Economia (Università di Modena), di Agraria e di Economia (Università di Napoli) e di Economia (alla Sapienza e poi a Roma Tre).

Nel tempo ha tenuto corsi di Teoria della pianificazione economica, Economia dei mercati agricoli, Economia Agraria, Politica economica agraria ed Economia dell’ambiente. Tra i più stretti collaboratori di Manlio Rossi-Doria, ha contribuito a quelle ricerche che hanno caratterizzato negli anni sessanta/settanta, assieme ai lavori di Fuà, Sylos Labini e Saraceno, l’intervento di programmazione territoriale e regionale, mostrando spiccata sensibilità verso i contenuti geografici.

I suoi interessi vertono sui problemi dell’agricoltura italiana einternazionale e sui problemi della programmazione territoriale regionale.

Della numerosa produzione scientifica pubblicata con Il Mulino, Einaudi e Franco Angeli, il volume “L’agricoltura italiana tra sviluppo e crisi” (Il Mulino 1986), rappresenta una delle analisi più compiute del settore primario in Italia, tanto da essere stato oggetto di più edizioni e ristampe, tra cui spicca anche l’edizione in giapponese del 1989. Altri suoi saggi sono stati tradotti in varie riviste in francese, inglese, spagnolo e portoghese.

E’ stato “Copeland fellow” all’Amherst College (Massachusetts, USA). Attualmente è membro del Comitato scientifico dell’Agenzia Nazionale per l’ambiente e direttore della Rivista “La Questione Agraria”. Dal 1998 è Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre. Intensa è stata la sua collaborazione scientifica con varie istituzioni nazionali e internazionali (ISTAT, Formez, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’Agricoltura, Cooperazione allo sviluppo, Cee, Cnel, Onu, Fao, Ipalmo).

Per il rilievo dei suoi studi sull’agricoltura italiana e sui problemi della programmazione territoriale e regionale si propone la nomina a Socio corrispondente.”

Prof. Guido Martinotti

“Nato a Milano nel 1938, Guido Martinotti ha conseguito la laurea (1960) in Giurisprudenza all’Università di Milano, con una dissertazione di tesi sulle interpretazioni sociologiche del Fascismo. Negli anni immediatamente seguenti ha perfezionato i suoi studi in Austria e negli Stati Uniti, avviando intensi rapporti di collaborazione scientifica e didattica di natura internazionale che non ha mai smesso di coltivare e che lo hanno visto impegnato quale coordinatore di indagini e come docente, presso prestigiose strutture di ricerca e istituzioni universitarie soprattutto nordamericane.

Dopo aver insegnato nel Politecnico di Milano e nelle Università di Milano, di Napoli, di Torino e di Pavia, anche ricoprendo incarichi direttivi, Guido Martinotti è attualmente ordinario di Sociologia urbana nell’Università di Milano-Bicocca di cui è pure membro del Comitato Ordinatore.

L’intensa attività scientifica di Maritinotti, compendiata in un elevato numero di pubblicazioni in volume e di saggi, oltre che da una fervida operosità editoriale come fondatore, direttore o membro del comitato scientifico di riviste e di opere in collana, si muove su un ampio spettro di interessi ma converge essenzialmente lungo due filoni di ricerca: l’analisi sociologica della città; la formazione universitaria e il cambiamento sociale.

Fondamentali appaiono i contributi apportati alla conoscenza dei processi sociali riguardanti gli organismi urbani: nello specifico evolutivo della sociologia (Città e analisi sociologica, 1967); nello specifico evolutivo degli insediamenti urbani (Metropoli. La nuova morfologia sociale della città, 1993); nello specifico dell’integrazione dell’interdisciplinare (The Sustainable City. A Synthesis Report, 1997).

Altrettanto di spessore gli avanzamenti che a Guido Martinotti sono ascrivibili in tema di analisi sociologica dei processi formativi: dal punto di vista dell’accesso (Gli studenti universitari: profilo sociologico, 1969) e, ancora più significativamente nella prospettiva del mutamento sociale indotto (Education in a Changing Society, 1978; Informazione e sapere, 1992).

Membro autorevole di numerose associazioni scientifiche nazionali e internazionali e dell’Academia Europaea ha, in particolare, cofondato e diretto l’Associazione Italiana di Sociologia, l’International Federation of Data Organizations e l’European Consortium for Sociological Reseach. Ha anche presieduto lo Standing Committee for the Social Science dell’European Science Foundation.

Per le sue riconosciute competenze è stato chiamato, fin dal 1991, a svolgere funzioni di alta consulenza nell’ambito del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. Per il rilievo dei suoi contributi alla comprensione del fenomeno urbano attraverso metodologie che esaltano il concorso multidisciplinare si propone per la nomina a Socio corrispondente.