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Pubblicato il: 4 aprile 2020 alle 10:02

Alla scoperta della Pianura Pontina

PianuraPontinaSara Carallo

La Società Geografica Italiana vi porta alla scoperta della Pianura Pontina, situata nel Lazio meridionale e per diversi secoli costituita da una landa desolata ma al tempo stesso affascinante e unica, in cui tra paludi e acquitrini ripugnanti si nascondeva una natura a tratti sorprendente ed emozionante.

La pianura pontina si trova nel Lazio meridionale ed è delimitata a nord dal corso del fiume Astura e dai versanti meridionali del Vulcano laziale (Colli Albani), ad est dalle dorsali occidentali calcaree dei Monti Lepini e dei Monti Ausoni, a sud e a ovest dal Mar Tirreno.

L’agro pontino appare oggi come una distesa di terre fertili e coltivate in piccoli appezzamenti, percorsa da numerose strade rettilinee e densamente abitata.agro-pontino-fotoattuale

Coesistono fragili ecosistemi e zone profondamente trasformate dall’uomo in seguito alle sistemazioni idrauliche attuate con la Bonifica Idraulica degli anni Trenta del Novecento e che hanno determinato  il disboscamento dell’immensa Selva di Terracina per lasciare il posto ad un’intensa urbanizzazione e utilizzazione agricola – industriale del suolo.

AgroPontino_Landscape

Nel corso dei secoli l’assetto del territorio si è continuamente trasformato: a periodi più o meno brevi di sfruttamento agricolo e drenaggio delle acque si sono succeduti anni di abbandono e trascuratezza, durante i quali la pianura pontina è stata periodicamente invasa dalle acque e la malaria ha trovato terreno fertile per la sua diffusione.

Lo sfruttamento del territorio era possibile solo durante i mesi invernali con la pratica della transumanza, e l’attivitàbonifica_Agro_Pontino(1) di caccia all’interno della fitta selva e una minima attività di pesca e agricoltura estensiva. A seguito degli interventi idraulici realizzati nel corso del XX secolo, l’uomo è finalmente riuscito ad insediarsi stabilmente nell’area pontina.

Lungo la fascia costiera pontina sono presenti quattro importanti laghi salmastri: il Lago di Fogliano, il Lago dei Monaci, il Lago di Caprolace e il Lago di Sabaudia. Questi si estendono longitudinalmente rispetto alla linea di costa, occupando un tratto di litorale di circa 22 km e sono separati dal mare dal sottile cordone della duna costiera.

Foto_Sara_Carallo_2018_reducedI laghi costieri si sono formati in tempi relativamente recenti, durante l’Era Quaternaria, (circa 10.000 anni fa). La loro origine è legata alle ripetute oscillazioni del livello del mare, dovute al susseguirsi di ere glaciali e interglaciali che hanno dato luogo alla formazione di cordoni dunari. A partire dagli interventi di bonifica degli anni Trenta del Novecento il paesaggio lagunare ha subito delle profonde trasformazioni e il rapporto uomo palude si è evoluto dando luogo ad un’alterazione del complesso equilibrio creatosi in secoli di convivenza tra l’uomo e l’ambiente naturale.

I quattro bacini lacustri, ecosistemi dinamici di forte valenza geomorfologica, paesaggistica ed ecologica, sono oggi considerati aree di grande rilevanza dal punto di vista della fauna e della flora e rappresentano luoghi di transizione molto fragili e complessi con caratteristiche a volte continentali e a volte marine. I laghi salmastri influiscono sulla falda idrica, regolando il livello e impedendo la risalita d’acqua salata dalla falda in estate e in inverno avviano una funziona termoregolatrice a beneficio delle specie arboree e naturali dell’area circostante. Dal 1971 l’area dei laghi, la duna costiera e la foresta demaniale del Circeo è stata inclusa dall’UNESCO nel progetto MAB (Man and Biosphere) dalla Convenzione di Ramsar nell’elenco delle Zone Umide di Interesse Internazionale.

Lago di Sabaudia

Lago di Sabaudia

Lago di Fogliano

Lago di Fogliano

Sapevate che è possibile visitare questi laghi? In particolare, vi consigliamo il lago di Fogliano e quello di Sabaudia per rilassarsi e passeggiare lungo le rive in un’atmosfera davvero unica. Il lago di Sabaudia è possibile visitarlo anche con le canoe. Al termine della quarantena vi consigliamo di farci un salto!

 

Eccovi qualche risorsa che potete trovare sul sito della Società Geografica Italiana per approfondire meglio:

Il fondo fotografico dedicato a Elio Migliorini, eminente geografo, esperantista e accademico, comprende circa 7.500 tra positivi e negativi, ai quali si aggiungono 18.000 cartoline d’epoca, che nel 1992 furono interamente donati alla Società Geografica. Il nucleo di fotografie relative al Lazio si compone di 467 positivi, per la più parte datati o databili in un periodo compreso tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento. Tra queste, numerose sono le fotografie riguardanti la pianura pontina e i laghi costieri.

A questo link potrete, invece, fare un viaggio nel tempo e scoprire come si è trasformato il territorio pontino nel corso dei secoli.

A questo link potrete consultare la carta di Giacomo Filippo Ameti Il Lazio con le sue più cospicue strade antiche, e moderne e’ principali casali, e tenute di esse del 1693. Un documento di gran pregio che rappresenta la reale situazione presente nelle Paludi pontine alla fine del Seicento e registra le più importanti proprietà pubbliche e private esistenti nella pianura, con dettagliati richiami alla topografia antica.

Testi di approfondimento:

GREGOROVIUS F. (1968), Passeggiate per l’Italia, Bologna, Avanzino e Torraca.
CACIORGNA M. T. (1993), Acque e pesca in territorio pontino, in «Archivio Soc. Romana Storia Patria», CXVI: 121-151
NICOLAJ N. M. (a cura di) (1800), De’ bonificamenti delle Terre Pontine…, libro I, Stamperia Pagliarini, Roma
ALMAGIÀ R. (1935), La regione pontina nei suoi aspetti geografici, Roma, Leonardo.
BERTI T. (1884), Paludi Pontine, Roma, Mario Armanni.
GROSSI V. (1997), Il territorio di carta. La trasformazione della struttura storica territoriale di Ter-
racina e dell’area pontina attraverso la cartografia storica, Terracina, Comune di Terracina.
LODOLINI A. (1934), La storia delle paludi pontine nella loro cartografia, in «Roma», 12, pp. 217-230.
MASETTI C. (2006), Tra terra e mare, alcuni spunti per un’analisi geostorica delle trasformazioni
del territorio dei laghi costieri pontini, in «Geotema», 27, pp. 131-148.
(2013), La pianura pontina, in BURRI E., LANDINI P. (a cura di), Trasformazioni del pae-
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ROCCI G. R. (1995) (a cura di), Pio VI, le paludi pontine, Terracina, Catalogo della Mostra
(Terracina, 25 luglio – 30 settembre 1995), Gaeta, Nuova Poligrafica.

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