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Pubblicato il: 6 maggio 2020 alle 4:06

Geografia. Memoria di una generazione

Il progetto “Geografia. Memoria di una generazione”, curato da Angelo Turco e patrocinato dalla Società Geografica Italiana, nasce dalla considerazione che uno degli orizzonti più rilevanti della geografia umana contemporanea consiste nel suo collocarsi al centro dei molteplici cambiamenti paradigmatici che hanno interessato le scienze sociali nel corso degli ultimi trenta anni: dalla svolta culturale a quella umanistica, da quella linguistica a quella iconografica. Ognuna di queste «svolte», e la congiunzione tra tutte o tra alcune di esse, ha concorso a innescare profonde riflessioni attorno a diversi temi: da quello di spazio e di spazialità, a quello di territorio e territorializzazione, dal paesaggio quale “soggetto” di valorizzazione alla regione quale “ente territoriale” centrale, dai metodi di rappresentazione più avanzati agli strumenti più tradizionali come la cartografia e numerosi altri ancora. In termini generali dunque le interviste realizzate e quelle programmate, che costituiscono in qualche modo la “fonte” di indagine principale ma non ultima dell’indagine, sono state condotte con il fine di individuare alcuni di questi frame che conducono ad interrogarsi tali questioni di fondo. Questioni epistemologiche che possono utilmente essere attivate per la messa a punto di una discussione tra le scienze sociali contemporanee. Il progetto si è sostanziato, in questa prima fase, nella realizzazione di undici interviste ad altrettanti geografi tra Milano, Roma, Bologna, Torino e Genova con il duplice obiettivo di realizzare una prima mappatura sullo stato dell’arte e sui filoni di ricerca della disciplina e di offrire spunti di riflessione condivisi che possano coinvolgere le scienze sociali nel loro insieme. Quali approdi per la geografia? Quali i nuovi paradigmi di riferimento? Quali i rapporti tra la geografia e le altre scienze sociali? Quale il ruolo della disciplina nel dibattito culturale nazionale?