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Pubblicato il: 24 novembre 2020 alle 9:47

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

25 novembre 2020

Per tutte le DONNE del mondo dalle DONNE della

Società Geografica Italiana


Rossella

...libere di sbagliare
...libere di controbattere
...libere di sognare
...libere di decidere
...libere di essere libere

Debora


Valentina

“Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne. (Maya Angelou)”


Silvia

“Liberatevi, elevatevi, non relegatevi in un ruolo marginale. Avete mente, cuore, cervello, pensiero. Rialzatevi e porgete le spalle, se è necessario.”

Patrizia

Cristina Trivulzio di Belgiojoso, un’intellettuale in anticipo sui tempi


Chiara

Essere donne è complicato, lo è sempre stato. La società si aspetta che tu sia una brava mamma o moglie o amante o donna in carriera, spesso tutte queste cose insieme. Invece ognuna di noi è unica nelle sue qualità, ma anche nelle debolezze. Nonostante tante difficoltà è bello vedere sempre più donne brillare e affermarsi nella vita, solo che ad alcuni uomini tutto questo dà fastidio, e allora si comincia con la violenza psicologica, con il body shaming , e spesso si finisce con la violenza fisica. Noi donne, tutte le donne, non DOBBIAMO permetterlo non POSSIAMO PIÙ permettercelo!


Elena

Agostina

 “Sogno un mondo in cui gli uomini non usano violenza sulle donne. E le donne non perdonano gli uomini che usano violenza su di loro”.  (Nicola Brunialti)

Perché è vero che non si hanno colpe per ciò che si subisce contro la propria volontà, ma nel momento in cui si accetta passivamente la violenza (fisica o psicologica che sia) e la si perdona, allora si diventa complici di questo atto vile che lede la propria dignità.


Francesca


Anna Maria

Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti ad una DONNA!

(Wlliam Shakespeare)

Sara

IL 25 novembre ce lo ricorda ma noi ogni giorno abbiamo la responsabilità e il diritto di scegliere cosa ci rende felici, realizzate, fiere di noi stesse. Di sentirci sicure di esprimere la nostra identità, amare, dare voce alle nostre idee. Libere di ESSERE rispettate e uguali.

La violenza di genere è una violazione dei diritti fondamentali alla vita, alla libertà, alla sicurezza, alla dignità, all’integrità fisica e mentale, all’uguaglianza tra i sessi (art. 3 Convenzione di Istanbul, 2011)


Barbara V.

La Storia siamo noi” (F. De Gregori): sono le nostre singole scelte che sommate a quelle di tanti altri possono cambiare la storia: è ora di cambiare, è tempo di un mondo migliore, di un mondo senza violenza


Malika

Lo spazio, il mio spazio. Ecco cosa sfugge nell’approccio all’altro. Il rispetto dello spazio non è solo il rispetto per la distanza, è rispetto per la vicinanza. Il consenso esplicita la necessità di porre un paletto, per tutelarci dall’ombra di storie di abusi e svalutazioni. Come direbbe D. Haraway: ‘ Bisogna tessere connessioni potenti che spezzino i rapporti di dominazione […]’ Il mio spazio deve essere rispettato, adesso basta scendere a compromessi

Giada

L’antidoto contro la violenza sulle donne sta nella consapevolezza insita nel dire “grazie a noi stesse”. Essere fiere di sé è il primo passo per rompere questo schema arbitrario


Monica

La violenza online, nei meandri dei cyberplaces, dove l’aggressività lascia lividi veri, ci ricorda che per le donne nessuno spazio è (ancora) sicuro.


Barbara B.

In questa giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vogliamo mandare un messaggio a chi si trova in difficoltà, in rapporti malsani, in dinamiche di sfruttamento e violenza, consapevoli che il distanziamento fisico imposto dall’emergenza sanitaria può tradursi in un drammatico distanziamento sociale che isola ancora di più le vittime di violenza da reti familiari, amicali, di sostegno e di svago, rendendo questo periodo ancora più duro. La situazione di frustrazione collettiva ha già avuto modo di dispiegare i propri effetti nefasti nei confronti delle donne, che non solo si trovano a supplire alle carenze strutturali in termini di cura e lavoro domestico in tempi “normali” ma lo devono fare ancora di più in questo contesto pandemico e ancora più di prima sono un gruppo sociale su cui si sfoga rabbia e violenza. Auspichiamo e ci mobilitiamo affinchè nessuna donna sia il capro espiatorio del disagio altrui, che l’impotenza verso una realtà economicamente e psicologicamente difficile non diventi pretesto per un attacco verso chi si ha più vicino e a portata di mano. Auspichiamo e ci mobilitiamo affinchè nessuna si senta sola, costruiamo spazi di dialogo e appoggio reciproco in cui curarci, elaborare strategie di uscita da rapporti malsani, immaginiamo alternative, studiamo, lavoriamo, ridiamo e raccontiamo. Educhiamoci reciprocamente all’emotività e alla consapevolezza dei nostri desideri, limiti e bisogni. Sono tempi difficili, agiamo.


Susanna

Violenza non è solo uccidere.
Violenza è:
Mortificare, isolare, controllare, minacciare.
La violenza sulle donne non ha confini, ma chi ci ama non ci fa sentire inadeguate, chi ci ama ci accarezza.

Elvira

“Chi ti impedisce,  chi ti zittisce, chi ti mette all’angolo , non lo fa per proteggerti. E che ha paura e protegge se stesso dalla tua forza  e dalla tua libertà” (Paola Felice)


Federica T.

“Devo chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza” (Alda Merini)


Cristiana

Ti proteggo. Ho sempre protetto.

Proteggo per natura sono fatta così.

Sono donna e devo proteggere devo essere libera, per proteggere.

Proteggo la mia libertà, è cosi che ti proteggo.


Ginevra

Un’eredità sociale tra le mani

“Il partner è più spesso violento con le proprie compagne se ha subìto violenza fisica dai genitori, in particolare dalla madre (la violenza perpetrata dal partner sulle donne aumenta dal 5,2 al 35,9%) o se ha assistito alla violenza del padre sulla propria madre (dal 5,2 al 22%)” [ISTAT, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, 2015, p.5].

Questa stima è solo un frammento di uno studio dell’Istat su dati raccolti a livello nazionale e da la misura dell’importanza di lavorare sulla violenza sulle donne come realtà complessa e radicata nella famiglia. La violenza sulle donne è violenza sociale, include tutti i ruoli e tutti i generi e al suo interno si intravedono grottesche commistioni tra vittime e colpevoli. L’Istat ci informa che ereditiamo questa delicata matassa. Lavoriamoci a piene mani, con mani femministe e soprattutto insieme.


Isabella

Donna generatrice, Donna che cammina verso la luce, Donna sorriso, Donna riposo, Donna calore, Donna abbraccio, Donna amore, Donna armonia, Donna che educa alla DIGNITA’

Le tre età Gustav Klimt


Giulia

Una bambina dovrebbe poter giocare nei prati e rotolarsi nel fango, arrampicarsi sugli alberi e costruire città-lego, con strade, piazze, giardini, semafori e macchine, senza sentirsi ripetere in continuazione di somigliare a un maschio. Una bambina dovrebbe sentirsi libera di esprimersi con il suo corpo, negli spazi della quotidianità e comprendere che tra lei e suo fratello non c’è alcuna differenza. Educare all’uguaglianza, alla libertà di espressione, alla felicità per sradicare il seme della violenza: questo è anche il compito della geografia. 


Sofia

Violenza è anche la pressione che percepisco ogni volta che parlo in pubblico, in aula accademica o nella piazza di un paese. Mi sembra sempre che non stia parlando solo a nome mio, ma di tutta una frangia: quella delle donne giovani e forestiere. La forza è accorgemi di questa pressione e mutarla davvero… in forza.


Federica D.

Rispetto, fiducia, amore. Se tutti gli uomini ne apprezzassero il significato, non conosceremmo maltrattamenti, abusi e brutalità. No alla violenza contro le Donne.

Susy

In Afghanistan a settembre le donne hanno ottenuto il diritto di inserire il proprio cognome sulla carta d’identità dei figli. In Polonia l’opposizione a Lukašėnka è tutta al femminile. In Sudan la rivolta contro Bashir è formata principalmente da donne, e guidata da Alaa Salah: studentessa, madre e stilista. In Argentina il presidente Alberto Fernandez sta rendendo legale l’aborto sotto le continue pressioni delle manifestazioni femministe.

Queste, sono solo alcune pillole di positività in una società patriarcale e maschilista. Per ricordarci che abbiamo tanta strada da fare in Italia e nel mondo per ottenere la parità ma la “Revolutión será feminista o no será”.


Raffaella

Il rispetto non ha distinzione di genere.  La violenza sulle donne è la sua manifesta negazione.


Cristina