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Le proposte di Leg.Geo

Leg.Geo

Leggere Geografia

Di seguito le nostre proposte di lettura. Ricordatevi che ogni giovedì se ne aggiungerà una nuova


Kropotkin parlava di un “sentimento” verso l’altro e la comunità (Anarchistische Moral, 1897), che alla fine non è null’altro che quello di affezione verso il territorio, se diciamo e sappiamo che il territorio è l’insieme delle relazioni che vi intercorrono – lo diceva Raffestin (Pour une géographie du pouvoir, 1980).

Del resto, quale comunità potrebbe mai solo pensare di astrarsi dal proprio territorio?
Ecco cosa ci cerca di convincere a fare, questo libro: a non astrarci dal territorio. Forse dovremmo tornare a percorrere ruscelli. Come ha fatto Reclus (Histoire d’un ruisseau, 1869), per renderci conto che non c’è inizio e non c’è fine, non c’è separazione, non c’è esistenza indipendente, non c’è decisione incondizionata, non c’è nulla che ci dica che non dobbiamo provare quel sentimento di appartenenza. Apparteniamo, nel senso che siamo parte di qualcosa.

I Treefisters sono un gruppo di artisti che operano in territorio Dolomitico, occupandosi di decodificare il territorio. Clicca qui per scoprire i loro progetti 


L’edizione originale è del 1960, eppure il suo linguaggio risulta ancora innovativo, con tutti quei disegni che si alternano ai testi. Quest’opera di Lynch rappresenta senza ombra di dubbio un classico data la forte influenza che ha avuto sulla geografia urbana e gli studi sulla percezione, suggerendo di considerare l’immagine della città, cioè di studiare la città per come viene immaginata dai suoi abitanti.
“Nessuna meraviglia quindi se l’arte di dare alla città una forma che possa essere goduta,
è un’arte del tutto distinta dall’architettura, o dalla musica, o dalla letteratura” (p. 23)
Tre casi di studio (Boston, Jersey City e Los Angeles), cinque elementi in cui si s-compone la città (percorsi, margini, quartieri, nodi, riferimenti), tre appendici metodologiche (sistemi di orientamento, metodi di disegno urbano e indirizzi per future ricerche). Questo libro propone un esercizio che non bisognerebbe mai smettere di praticare: osservare la realtà in cui viviamo con altri occhi, soprattutto quando proviamo a studiarla e a progettarla!


A differenza di quello che potrebbe sembrare, di primo acchito, non avete sbagliato pagina: siete proprio sul sito della Società Geografica Italiana e state leggendo un post della rubrica settimanale «Leg.geo, leggere geografia» su consigli di letture a tema geografico.
Palomar di Italo Calvino (prima edizione 1983) non è solo un classico della letteratura italiana, ma un testo che ci spinge a osservare e comprendere il «mondo», quello interno ed emozionale del protagonista e quello esterno delle piccole e grandi esperienze quotidiane, con occhi differenti, insoliti e affamati di conoscenza. Il signor Palomar, infatti, non è solo un abile e insaziabile osservatore, come i più preparati geografi, ma prende le sembianze di una «lente di ingrandimento» attraverso la quale Calvino osserva e descrive fenomeni antropologici, sociali, cultuali e geografici.
L’invito della settimana è dunque quello di cambiare le nostre lenti, prendere in prestito il classico di Calvino e leggerlo come fosse un manuale di geografia (manuale di sole 112 pagine)!


Manlio Graziano è professore di Geopolitica e Geopolitica delle religioni a Parigi.
Frontiere è un “piccolo” libro che tratta della lettura delle frontiere nel tempo della globalizzazione, dopo la fine della Guerra fredda, nell’Europa della libera circolazione di persone, merci, capitali e servizi. Graziano, nella sua opera, svolge una ricognizione della natura multiforme delle frontiere contemporanee. La lettura di questo volume, rigoroso e preciso dal punto di vista dell’analisi, dei dati e degli esempi storici, si addice sia agli addetti ai lavori sia a chi voglia intraprendere un primo “viaggio” nel modo della geopolitica.


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