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I minatori italiani nell’Africa Australe di fine ‘800

da una relazione di Giacomo Weitzecker

di Filiberto Ciaglia

L’operato del pastore valdese Giacomo Weitzecker − nato a Torre Pellice e attivo nel Lesotho come missionario al servizio della Société des missions évangéliques de Paris, a partire dagli anni ’80 del XIX secolo −, è stato negli ultimi anni ampiamente valorizzato dalla Società Geografica Italiana attraverso pubblicazioni, conferenze e progetti che ancora oggi si concentrano sullo studio dei missionari valdesi e protestanti che esercitarono le loro attività tra Lesotho e Zambia meridionale (le antiche regioni del Basutoland e del Barotseland).

Alla ricerca degli italiani in Africa Australe (Archivio amministrativo, Busta 22, Fasc. 16, cc. 35-53)

Dal 1886 il missionario divenne socio corrispondente della Società Geografica Italiana, e nel corso degli anni scrisse diversi articoli per il «Bollettino». In una relazione pubblicata sulla rivista nel 1887, Weitzecker narrò del viaggio che compì per conto del Sodalizio «Alla ricerca degli italiani in Africa Australe», vale a dire dei connazionali che erano impegnati in qualità di minatori nei campi diamantiferi. Ne documentò la provenienza, constatando che appartenevano in linea di massima a tutte le regioni, «ripartendosi essi come segue: Piemontesi 37; Lombardi e Veneti 11; Liguri 28; Toscani 13; Dell’Umbria, Marche, Romagna e Roma 24; Napoletani delle varie province 35; Siciliani (Isole di Lipari comprese) 9; Sardi 3» per un totale di 160 lavoratori dalle più disparate professioni. In effetti, non tutti erano minatori propriamente detti: v’era un commerciante, 5 ristoratori, locandieri, barbieri, pittori-imbianchini, braccianti, falegnami e impresari dei lavori. I lavoratori erano concentrati, in particolare, nelle città di Kimberley e Beaconsfield, nell’area del Sudafrica che prende il nome di Griqualand Occidentale.

Per quanto concerne le condizioni, Weitzecker ci informa che il guadagno dei lavoratori variava dalle 3 alle 7 lire sterline, tra le 75 e le 175 lire dell’Italia del tempo, una paga rispettabile se comparata ai guadagni percepiti prima di emigrare. Tuttavia, il costo alto del vitto e dell’alloggio e le frequenti interruzioni nel lavoro complicavano la situazione. Essi abitavano sparsi nei quartieri della città di Kimberley, e nel tempo libero erano soliti ritrovarsi in gruppo nelle osterie. A questi aspetti è da affiancare il disagio sociale.

Discesa in miniera, 1909

«Essi» − prosegue il missionario − «si lagnano che grandi pregiudizi esistano di loro e che quando succede qualche brutto fatto si cerchi farne ricadere sopra di loro la responsabilità, salvo a dover poi riconoscere che l’opinione pubblica, od almeno della stampa, si era sbagliata». Weitzecker constata successivamente che in realtà, almeno per quel che riguarda i diversi amministratori delle miniere con cui ebbe modo di interfacciarsi, essi non condividevano quei pregiudizi e non ne avevano di sorta, anzi «furono ad essi favorevolissimi». Nel resoconto il missionario informa anche della volontà da parte dei lavoratori di essere meglio rappresentati nella Colonia del Capo, magari attraverso un agente consolare, e che nel frattempo si erano dotati di una Società di Mutuo Soccorso sorta l’anno prima della sua visita, nel 1886.

Per l’attività di socio corrispondente, la Società Geografica Italiana conferì una medaglia d’argento a Giacomo Weitzecker nel 1888. La sua testimonianza rende coscienti della presenza italiana nella Colonia del Capo, in quell’Africa Australe da poco conosciuta nel dettaglio alle cartografie del tempo, un angolo di mondo che nell’immaginario collettivo raramente si associa alla storia dell’emigrazione italiana nella seconda metà dell’800.

Nell’Archivio fotografico della Società Geografica Italiana sono conservate le diapositive utilizzate da Paolo Pasi nella conferenza tenuta presso la sede societaria per raccontare il viaggio compiuto nel 1909 in Africa Australe, durante il quale visitò la miniera De Beers a Kimberley.


Per approfondire:

WEITZECKER G., «Alla ricerca degli italiani in Africa Australe», in «Bollettino della Società Geografica Italiana», Serie II, Vol. XII, Roma, Società Geografica Italiana, 1887, pp. 350-353; 609-614; 661-668; 751-764.

WEITZECKER G., I Valdesi nell’Africa Australe, Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1906.

PONS B., Giacomo Weitzecker. Cenno biografico, in «Bollettino Società Geografica Italiana», 1912, pp. 300-304.

CERRETI C., Le molte missioni di Giacomo Weitzecker, pastore valdese nella “Terra dei Basuti”, Roma, Società Geografica Italiana, 1993.