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Mercoledì Fotografico – Tra le rovine di Palmira, la “Sposa del deserto”

Le antiche verticalità di Palmira rompono la piatta distesa desertica siriana rievocando, a distanza di millenni, la floridezza d’una città che fu ponte tra il Mediterraneo e l’Eufrate, crogiuolo di mercanti e viaggiatori tra oriente e occidente. Menzionata già in una tavoletta assira cuneiforme nel 2° millennio a.C, Palmira fu un importante centro carovaniero dell’impero romano. Nel III secolo d.C, tuttavia, per un breve periodo il potere passò nelle mani della celebre regina Zenobia dall’anno 267 al 272, quando la sovrana, consorte del signore e generale romano attivo in città, fece assassinare il marito e prese il potere dando vita a una monarchia indipendente, il Regno di Palmira. La città fu in seguito riconquistata da Aureliano, che imprigionò la regina conducendola a Tivoli, ove non è chiaro se morì poco dopo o se le venne concessa la libertà di vivere nel lusso in un elegante villa della città. In epoca moderna, la “riscoperta” delle rovine della città avvenne attraverso i resoconti di mercanti inglesi delle agenzie di Aleppo, che si imbatterono nella “sposa del deserto” nella seconda metà del XVII secolo. Oggi Palmira, cui è stato conferito il titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è tristemente tornata alla luce a causa dei danni inferti ad alcune porzioni del sito da parte dello Stato Islamico.

La fotografia, scattata nel 1858 dall’inglese Francis Frith, fotografo esperto del Medio oriente, è custodita nell’Archivio fotografico della Società Geografica Italiana.  

Per lo scatto selezionato, utilizzò il procedimento del collodio umido per l’esecuzione dello scatto, preferendo l’albumina su carta per la stampa. Le sue fotografie furono un successo popolare e critico poiché al tempo i viaggi in Medio Oriente erano ancora cosa insolita e spesso i suoi scatti erano motivo di studio. Cercò di incontrare gusti diversi, offrendo materiali di minor costo e pubblicazioni riservate ad un pubblico più colto.  In poco tempo Firth divenne una pietra miliare della fotografia e nel 1861, avviò quella che divenne la più grande azienda di stampe fotografiche in Inghilterra su scala industriale e pubblicitaria.


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