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L’Islanda: viaggio in una terra emozionale

di Silvia Iacuone

L’Islanda è una terra dominata dalla NATURA, che si staglia di fronte al viaggiatore appena uscito dall’aeroporto internazionale di Keflavík e che lo accompagna e lo ingloba sordamente per tutto il tragitto fino alla capitale Reykjavík, la stessa che rende l’Islanda un posto unico al mondo, dove ghiaccio e fuoco convivono “serenamente”, dove i ghiacciai si incontrano con le roventi colate laviche, dando vita a paesaggi mozzafiato, patrimonio dell’umanità.

Þórisvatn

Con un territorio per lo più inospitale e per buona parte ricoperto dai ghiacci, l’Islanda è un’isola vulcanica che sfiora il Circolo Polare Artico, presentando una delle densità di popolazione più basse al mondo (appena 3,52 ab/km2, con una popolazione di poco inferiore ai 369 mila abitanti, 2021).

A dispetto dei difficili anni di colonizzazione danese che avevano totalmente inibito lo sviluppo socio-economico di quest’isola, riconquistata l’indipendenza, l’Islanda è arrivata addirittura ad essere tra i Paesi al mondo con il più alto PIL pro capite e miglior indice di sviluppo umano.

La Blue Lagoon

Con un’economia basata principalmente sull’industria della pesca, ma anche sulla produzione di energia pulita, geotermale ed idroelettrica, l’Islanda è uno dei Paesi meno inquinati del mondo occidentale e con bassissimi costi energetici pro capite, e, ovviamente, un’economia legata in modo viscerale al paesaggio naturale, quella nátturufegurð (la bellezza del paesaggio naturale) alla base di un settore turistico in continua evoluzione. «Secondo una visione comune, ma non priva di fondamento, la realtà islandese è un esempio ben riuscito di “volontarismo” territoriale: nonostante il difficile contesto ambientale, un uso efficace – anche se non sempre sostenibile – delle risorse naturali ha garantito non solo il sostentamento ma anche la prosperità della popolazione» (Zarrilli, 2011, p.268).

Parco nazionale di Snæfellsjökull

Il territorio islandese si mostra «nella sua dimensione paesaggistica e naturalistica, come base e mezzo per la realizzazione di fortunate ed efficaci traiettorie di sviluppo di una comunità numericamente esigua, culturalmente omogenea, dai forti e condivisi caratteri identitari», evidenziando un attaccamento viscerale alla natura che «si concretizza non tanto in una attitudine spirituale (…), ma in un saggio misurarsi con le forze della natura e, laddove possibile, in un loro consapevole uso, che solo raramente sconfina nell’abuso.

È il caso della geotermia, che genera calore ed energia con un impatto ambientale quasi nullo ed a costi assolutamente competitivi» (Finocchietti & Zarrilli, 2007, pp. 46-47).

L’energia geotermica, infatti, significativamente presente data la natura vulcanica dell’Islanda, costituisce un fattore essenziale per il suo tessuto socio-economico, riuscendo ad alimentare una grande parte dell’elettricità dell’isola e del riscaldamento attraverso i vapori del sottosuolo e le acque provenienti da fonti geotermiche, con evidenti benefici ambientali e consistenti vantaggi di tipo economico.

Þórsmörk

Come descrive magistralmente Valeria Viganò in un suo resoconto di viaggio: «L’Islanda non evoca solo letteratura, è un museo open air (…). In questo paese non ci sono dipinti esposti all’interno o all’esterno di un museo, perché l’arte è la natura circostante. (…)

Þórsmörk

In un caleidoscopico susseguirsi di vedute assolutamente reali, di proporzioni gigantesche se non fossero ridotte dalla nostra visuale umana, attraversiamo il più grande ma compatto e vario museo di pittura naturalistica e paesaggistica del mondo. Nell’arco di poche decine di chilometri vediamo marine, squarci collinari, vette innevate o fumanti, barche perse sull’orizzonte» (Viganò, 2004, p.41).


La mia esperienza di viaggio in terra islandese, non può che iniziare dalla escursione al CIRCOLO D’ORO, composto da tre spettacolari attrazioni naturali.

Parco Nazionale di Þingvellir

La prima è il Parco Nazionale di Þingvellir, in cui, nel 930 d.C. nacque l’Althing, il primo Parlamento del mondo che si riuniva all’interno di una struttura semicircolare delimitata da due dirupi rocciosi. Geograficamente Þingvellir è posizionato sulla dorsale medio-atlantica, ovvero sul punto in cui la zolla americana e quella europea si dividono; la spaccatura è particolarmente evidente in questa zona, e in alcuni punti è possibile attraversarla con delle passerelle.

La seconda tappa del Circolo d’Oro è la zona geotermica dei geysir, nella valle Haukadalur, in cui si viene avvolti immediatamente da un’atmosfera misteriosa e fumosa, con un forte odore di zolfo, piscine calde, fumarole, con vapori che si innalzano per chilometri.

Area geotermica dei geysir, nella valle Haukadalur

Il Grande Geysir ormai erutta raramente, ma il vicino Strokkur regala invece degli spettacoli impressionanti, creando un’enorme bolla che ogni 7-8 minuti esplode con forza con getti d’acqua bollente che arrivano fino ai 40 m di altezza!       

Cascata di Gullfoss

L’ultima tappa è l’impetuosa cascata di Gullfoss, tra le più spettacolari di tutta l’Islanda, che, compiendo due salti, cade in tutta la sua potenza da 32m complessivi di altezza, raggiungendo una portata media di 140m3 d’acqua al secondo.


Il Vulcano!

Vulcano Fagradalsfjall

Non si può andare in Islanda senza visitare uno tra gli innumerevoli vulcani che caratterizzano l’isola. Le eruzioni vulcaniche sono abbastanza regolari in questo territorio, per cui per i più fortunati, con una buona dose di coraggio, riuscire a vederne una completerebbe la grandiosità dell’esperienza.

Colata lavica

Dopo l’eruzione rimangono sul terreno enormi colate laviche dure come pietra che formano dei veri e propri sentieri…..ma occhio alla tentazione di salirci! Al di sotto spesso sono ancora roventi e c’è il rischio di sprofondare!

La Blue Lagoon

Ma come resistere al gelido clima artico? Una delle usanze più tipicamente islandesi è quella di trascorrere del tempo in piscine di acqua calda (ovviamente naturalmente calda, grazie alla geotermia), tra l’altro uno degli hobby più economici dell’isola. Tra le tante piscine e strutture termali esistenti, sicuramente la più nota è la BLUE LAGOON, nata in seguito a un’eruzione vulcanica, un vero e proprio centro benessere con acque mediamente intorno ai 40°C, ricche di zolfo e silicio.


E la Struttura Insediativa?

Reykjavík vista dall’alto della Chiesa Luterana Hallgrímskirkja

La struttura insediativa islandese è polarizzata dalla capitale Reykjavík (133.262 abitanti, 2021) che accentra oltre il 36% dell’intera popolazione nazionale, mentre la municipalità di Reykjanesbær (19.676 abitanti, 2021) – formata dalle cittadine di Keflavík, Hafnir e Njarðvík, a sudovest – e il centro abitato di Akureyri (19.219 abitanti, 2021), a nord, completano il profilo urbano dell’isola.

Harpa Concert Hall and Conference Centre

Il  restante territorio presenta una organizzazione abitativa sparsa costellata da villaggi e borghi di piccole dimensioni. Da rilevare, la modernità di Reykjavík, centro internazionale, ricco di servizi e funzioni urbane rare e con alcune strutture architettonicamente avanzate, come l’Harpa Concert Hall and Conference Centre, che ogni anno ospita un forum politico internazionale sull’Artico, oltre che innumerevoli eventi musicali e teatrali.


 Non sei un vero islandese se non mangi lo SQUALO PUTREFATTO!!

Hakarl con Brennivín

Per completare l’esperienza islandese, vietato ripartire senza aver assaggiato l’Hakarl, carne di squalo lasciata a fermentare per mesi per espellere l’acido urico di cui è impregnata.

Viene servita sottoforma di cubetti gommosi (dei piccoli attentati alle papille gustative!), con l’immancabile e fortissima acquavite locale, il Brennivín, per annebbiare il nauseabondo odore e il gusto di ammoniaca. Un luogo, l’Islanda, che offre al viaggiatore paesaggi inediti, esperienze uniche ed emozionali; un luogo ameno, ricco di cultura e tradizioni che completano l’esperienza di un incredibile viaggio ai confini del mondo.


Sitografia

Testi di approfondimento

Cavuta G., Fuschi M., Zarrilli L., Starting over from the landscape. Iceland between crisis and identity, in Pungetti G. (ed.), Island Landscapes. An expression of European culture, Abingdon, Routledge, 2017, pp. 190-196.

Einarsson M., “The Wandering Semioticians: Tourism and the Image of Modern Iceland”, in Pálsson G. e Durrenberger P. (cur.), Images of Contemporary Iceland. Everyday Lives and Global Contexts, Iowa City, University of Iowa Press, 1996, pp. 215-235

Finocchietti E., Zarrilli L., “Cultura e paesaggio in Islanda: fattori identitari e traiettorie di sviluppo”, in Zarrilli L. (a cura di), Lifescapes – Culture Paesaggi Identità, Milano, Franco Angeli, 2007, pp. 39-51

Iacuone S., Zarrilli L., “The Role of Iceland in the Arctic Issue: Diplomacy, Threats, Opportunities”, Environment and Society, N2, December, 2020, pp. 35-52

Petroni F., “Di ghiaccio e fuoco – Geopolitica d’Islanda”, in La Febbre dell’Artico, Limes, 1/2019, pp. 195-203

Viganò V., Siamo state a Kirkjubæjarklaustur, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2004.

Zarrilli L., “L’Islanda al tempo della kreppa. Crisi economica, prospettiva europea e identità nazionale”, in Banini T. (a cura di), Mosaici identitari. Dagli italiani a Vancouver alla kreppa islandese, Roma, Editrice Nuova Cultura, 2011, pp. 267-285.


Tutti i dati riportati sono stati acquisiti dalla banca dati ufficiale d’Islanda, la “Statistics Iceland”, www.statice.is