Questa preziosa collezione di fotografie stereoscopiche, realizzate tra il 1845 e il 1850, rappresenta una delle testimonianze più significative e innovative della storia della fotografia. Anticipatrici del moderno 3D, le immagini stereoscopiche venivano ottenute riprendendo lo stesso soggetto con un apparecchio a due obiettivi che scattavano simultaneamente. Le due immagini “gemelle” così prodotte riproducevano la percezione binoculare dell’occhio umano: osservate attraverso un visore stereoscopico, si sovrapponevano restituendo un’impressione di tridimensionalità, un’illusione ottica che evocava una visione sorprendentemente realistica del mondo.
Questa tecnica trovò largo impiego nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, paesaggi, monumenti e città. Roma, Venezia, Napoli, Firenze, Milano e molte altre località italiane furono immortalate in questo formato, dando origine a decine di migliaia di immagini che oggi ci restituiscono l’atmosfera dei viaggi dell’Ottocento. Osservare una fotografia stereoscopica significava rivivere l’esperienza del viaggio, come se si fosse di nuovo immersi nei luoghi visitati: un vero e proprio souvenir visivo.
Grazie al lavoro di numerosi fotografi e all’intraprendenza di editori e commercianti, la produzione di fotografie stereoscopiche conobbe un’enorme diffusione, alimentando il desiderio di esplorare e conservare la memoria dei luoghi legati al percorso del Grand Tour. Le immagini che vi condividiamo sono state presentate nella mostra “Il Grand Tour e le origini del 3D” (Stra, Venezia, 2016) e appartengono a una collezione composta da oltre duecento fotografie che documentano questo itinerario storico. La raccolta, ereditata da Alberto Manodori Sagredo tramite suo padre e suo nonno, è stata da lui donata alla Società Geografica Italiana in formato digitale.
Sfoglia tutte le fotografie qui sotto
Seguici anche sui nostri social











