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Prof. Angelo Turco – Lo sfascio di Niscemi, gli studi di Roberto Almagià e il Ministro della Protezione Civile

Riteniamo utile e opportuno riprodurre un post del Socio d’onore prof. Angelo Turco, a proposito dell’evento franoso di Niscemi:

Angelo Turco – Professore emerito di Geografia Umana

Lo sfascio di Niscemi, gli studi di Roberto Almagià e il Ministro della Protezione Civile.

Lo sfascio di Niscemi è straziante. E mi riporta alle grandi indagini sulle frane in Italia promosse dai Geografi italiani con una sensibilità che anticipa tempi e disastri. Gli studi compiuti da Roberto Almagià su invito della Società Geografica Italiana risalgono nientemeno che al 1903 e furono successivamente pubblicati in due volumi: il primo, nel 1907, dedicato all’Appennino Settentrionale; il secondo, nel 1910, dedicato all’Appennino Meridionale.

Oggi eccoci di fronte a Niscemi, l’ennesimo episodio drammatico nazionale, la cui situazione era ben nota almeno fin dal 1997. Una catastrofe “ambientale” e non certo “naturale”, originata dall’agire territoriale antropico (questo significano 1.500 sfollati e oltre 1 miliardo di danni), ed inscritta in quell’ecologia della territorialità di cui come geografi vogliamo continuare ad occuparci: per ricondurre l’ambiente ad un suo nucleo generativo umano: virtuoso e non disastroso.

Il Ministro della Protezione civile ha insediato oggi una commissione di esperti che sappia dire, “con dovizia di particolari” (parole sue), quale sarà la situazione a Niscemi tra un mese, tra un anno, tra dieci anni. Ha inoltre avviato un’inchiesta amministrativa sul come mai nulla sia stato fatto in seguito agli allarmanti Rapporti del 1997 ed avvenimenti successivi.

Il Ministro, se non andiamo errati, è in carica dall’autunno del 2022, mentre nel quinquennio precedente è stato Presidente della Regione Siciliana. Oltre a ricoprire incarichi pubblici di grande rilievo a livello nazionale e a livello regionale, tra Provincia e Comune di Catania, di cui Niscemi ha provato a far parte, rendendo inevitabile in qualche modo la conoscenza della sua situazione geo-idrologica ed antropica da parte delle Autorità.

E insomma: plauso dunque al Ministro, s’intende! Meglio tardi che mai, come si dice…