Nel gennaio del 1996 Filippo Di Donato intraprese un viaggio in Venezuela. Tra le fotografie proposte troviamo il Parco Nazionale di Canaima, dove l’orizzonte è dominato dai tepui: altopiani monumentali dalla cima piatta, formatisi oltre 300 milioni di anni fa, che emergono dalla foresta come isole di roccia sospese nel tempo. Tra questi si impone il Monte Roraima, il più noto e iconico della regione.

Il viaggio prosegue verso nord, tra le Ande venezuelane, fino a Mucuchíes, uno dei centri abitati più elevati del Paese, riconoscibile per le strade strette e le architetture basse, in armonia con l’ambiente montano. Particolarmente significativa è l’esperienza documentata dell’estrazione dei metalli a bordo di una miniera-imbarcazione: uomini immersi nell’acqua setacciano il fondale fluviale, ripetendo gesti arcaici in un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo. In queste immagini il fiume appare non solo come risorsa vitale, ma come spazio di confine tra fatica quotidiana e speranza.
Il percorso si conclude lungo la Costa Caraibica, dove il Paese cambia volto e lo sguardo si apre verso l’orizzonte marino. La collezione venezuelana di Filippo Di Donato comprende 1.164 diapositive originali, delle quali circa la metà è stata digitalizzata ed è oggi consultabile.
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