
Nel maggio del 1925 Roald Amundsen, il grande esploratore norvegese già celebre per la conquista del Polo
Sud, tenta un’impresa mai realizzata prima: raggiungere il Polo Nord per via aerea.
La spedizione parte dalla King’s Bay, nelle Svalbard. Due idrovolanti Dornier Wal – denominati N.24 e N.25 –
vengono assemblati dopo essere stati trasportati smontati fino al nord della Norvegia. A bordo sei uomini:
esploratori, piloti e meccanici pronti a sfidare uno degli ambienti più ostili del pianeta.
Alle 5 del mattino del 21 maggio 1925 i due velivoli decollano verso il Polo. Dopo circa otto ore di volo,
arrivano fino all’88° parallelo Nord, a sole 136 miglia dalla meta. Ma la banchisa artica si rivela un labirinto
di ghiacci fratturati e canali d’acqua. Gli idrovolanti sono costretti ad ammarare tra i blocchi di ghiaccio e
presto diventano prigionieri della banchisa.
Per tre settimane l’equipaggio combatte contro freddo, fame e ghiaccio in movimento. L’obiettivo diventa
sopravvivere e preparare una pista improvvisata sul pack per tentare il decollo con un solo aereo rimasto
operativo.
Il 15 giugno, con la temperatura scesa a –3 °C e un vento favorevole, il Dornier N.25 riesce finalmente a
staccarsi dal ghiaccio. A bordo, tutti e sei gli uomini. Dopo ore di volo raggiungono la costa delle Svalbard: la
spedizione è salva.
Il Polo Nord non è stato raggiunto, ma la missione dimostra per la prima volta la possibilità di esplorare
l’Artico dall’alto e apre una nuova era nelle esplorazioni polari. Un’impresa di coraggio, ingegno e
straordinaria determinazione.
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