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Leg.Geo – Rivista “La fine del mondo. L’ultima rivista di fumetti”

Antonella Rinella

Recensione della rivista “La fine del mondo. L’ultima rivista di fumetti”

L’ultimo mese del 2025 ha lasciato all’anno nuovo una bellissima eredità: il n. 0 di una intrigante rivista cartacea di soli fumetti, intitolata “La fine del mondo. L’ultima rivista di fumetti”, edita dal quotidiano “il manifesto”.

Questa pubblicazione a cadenza mensile, composta da ben 72 pagine a colori e disponibile in edicola a soli 4 Euro, è ideata e curata da Maicol & Mirco (nome d’arte di Michael Rocchetti), il quale la definisce come una rivista che, oltre a contenere fumetto popolare, «vuole essere una rivista popolare. E quando una rivista diventa popolare? […] Quando la vedi leggere a qualcuno sulla metro o sul bus, quando la vedi spuntare da una borsa, quando viene sequestrata a lezione durante l’ora di greco. Una rivista diventa popolare quando viene regalata da una mamma al figlio, da un nonno alla nipotina o addirittura da un nipote ai nonni. Quando se la regalano due innamorati ad un anniversario. Quando tuo padre travestito di bianco e di rosso te la fa trovare sotto l’albero di Natale. Ma anche quando la trovi nella sala d’aspetto del tuo dentista, del tuo parrucchiere, del tuo commercialista. Quando la trovi stropicciata, sporca di caffè e di birra, sul tavolo di una casa universitaria. Lasciata da chissà chi»1.

In ogni numero vengono proposti più di dieci fumetti firmati da autori italiani e internazionali: accanto a nomi già affermati e amati nel nostro Paese (come Bruno Bozzetto, Gipi e Zerocalcare), vi sono artisti e artiste più giovani che presto diventeranno familiari al pubblico proprio grazie a questa nuova pubblicazione periodica: si tratta, dunque, come sottolinea il suo curatore, di  «uno spazio necessario per tutta la filiera. Serve a chi legge, per poter conoscere nuovi autori e nuovi linguaggi […] Serve agli autori e alle autrici, per crescere mese dopo mese, in confidenza con un pubblico vastissimo e fidelizzato. E serve alle case editrici, per scoprire assieme ai lettori nuovi maestri del fumetto»2.

“La fine del mondo” è una sorta di finestra emozionale spalancata su diversi temi e problemi del mondo contemporaneo: dalla guerra (nelle crude pagine, distopiche ma non troppo, di Gipi) all’alienazione legata al dilagare della tecnologia (nel perturbante wordless comic di Shintaro Kago); dall’estenuante inseguimento del lavoro dei propri sogni, magari appassionante ma in contrasto con le leggi di mercato (come la vendita di piccoli sassi proposta nelle vignette di Eliana Albertini) fino al tema dell’invecchiamento demografico (nelle surreali vicende in una casa di riposo ideate da Alessandro Lise e Alberto Talami), e così via. 

Si tratta di fumetti a puntate, di 4-8 pagine, che lasciano una lunga acquolina in bocca ai lettori e alle lettrici: infatti, per “assaggiare” i nuovi episodi bisognerà aspettare fino all’ultimo mercoledì del mese successivo! Ce n’è per tutti i gusti: stile iconico e non iconico, trame realistiche e distopiche, autobiografiche o eterodiegetiche, disegnate da matite delicate ma anche da robusti pennarelli, a volte in un bianco e nero spolverato di grigio, a volte in puro technicolor… sempre con il fine, come sottolinea Maicol & Mirco, di «raccontare il mondo, proprio mentre il mondo sembra morire»3.

E qui da geografa non posso fare a meno di ricordare che le parole “Mondo” e “Terra”, che consideriamo interscambiabili nel parlare comune, sono sinonimi solo in apparenza. Il lemma “Mondo” rimanda a quella porzione del pianeta legata alla limitata sfera temporale dell’esistenza umana (la comparsa dell’Homo Sapiens, infatti, si colloca tra i 200.000 e i 300.000 anni fa). Il termine “Terra”, invece, identifica il terzo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, nato circa 4,5 miliardi di anni fa, che preesiste al genere umano e che, di conseguenza, non può che eccedere il “Mondo”.

Forse il dramma del nostro tempo, come sottolinea il geografo Mauro Varotto4, sta proprio nel peccato originale di aver fatto coincidere il “Mondo” con la “Terra”, ossia di aver considerato il pianeta come mero monopolio del gruppo umano: e allora, la ricetta per uscire dalla crisi globale deve includere come ingredienti fondamentali il riconoscimento della dicotomia tra i due termini, l’accoglimento di  una visione olistica del rapporto tra gli esseri umani e il pianeta e, soprattutto, il rifiuto dell’attuale modello produttivo antropocentrico disinteressato alla sorte delle generazioni future (umane e più che umane), modello che considera la Terra come semplice mezzo per soddisfare i bisogni contingenti della società contemporanea.

All’interno della rivista, segnalo che su questo tema si soffermano soprattutto Bruno Bozzetto, con la dissacrante rubrica “I disumani”, lo street artist Blu con “Ultima spiaggia” (una toccante splash page muta a cui è affidata la conclusione di ogni numero) e, soprattutto, il fumetto intitolato “Il mio amico Satana”, firmato da Maicol & Mirco, nel quale la volitiva Luisa (una bimbetta di soli sei anni fortemente preoccupata per le sorti del pianeta) decide di evocare il diavolo per affidargli il compito di salvare assieme a lei la Terra, promettendogli in cambio la sua anima! Ai lettori e alle lettrici lascio il piacere di seguire, di puntata in puntata, le peripezie di questa inconsueta coppia di super-eroi (assieme, ovviamente, alle avventure dei protagonisti di tutti gli altri fumetti proposti nella rivista), per scoprire se riusciranno a scongiurare “la fine del mondo”.

1 Maicol & Mirco, introduzione della rivista La fine del mondo, n. 2, febbraio 2026, p. 1.

2 Maicol & Mirco, introduzione della rivista La fine del mondo, n. 0, dicembre 2025, p. 1.

3 Ibidem.

4 Mauro Varotto, Il primo libro di geografia, Torino, Einaudi, 2025, p. 8.

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