Letteratura, archivi e cartografie digitali per interrogare l’immaginario coloniale
Il Circolo del Libro e delle Geografie nasce dall’esigenza di mettere in dialogo la lettura dei romanzi con una riflessione sugli spazi e le loro rappresentazioni. Promosso dalla Società Geografica Italiana e dal Museo della Geografia di Roma, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche-Sezione Lazio, il progetto utilizza difatti la letteratura come strumento per interrogare luoghi, mobilità, confini, memorie e immaginari legati all’Altro e all’Altrove.
L’iniziativa nasce da un’idea di Camilla Giantomasso ed è stata curata da un comitato scientifico e organizzativo composto da Camilla Giantomasso (Sapienza Università di Roma), Mirko Castaldi (Università di Roma Tre-Società Geografica Italiana), Martino Haver Longo (Società Geografica Italiana) e Nicolò Matteucci (Sapienza Università di Roma-Società Geografica Italiana). Fin dalla sua impostazione, il Circolo è stato concepito come uno spazio di confronto interdisciplinare, nel quale la lettura dei testi fosse accompagnata da una riflessione geografica sui contesti storici, politici e culturali evocati dalle opere finzionali. L’obiettivo non era soltanto discutere le opere, ma leggere le stesse attraverso categorie proprie della geografia, interrogando le rappresentazioni dello spazio, le relazioni di potere, le mobilità, i confini e i processi di costruzione dell’immaginario. In questa prospettiva, ogni incontro ha combinato la presentazione dell’opera con la discussione collettiva e l’approfondimento di alcuni temi specifici.
La prima edizione, dal titolo Sguardi decoloniali, ha attraversato cinque romanzi: Kim (1901) di Rudyard Kipling, Come dividere una pesca (2023) di Noor Naga, L’isola (1962) di Aldous Huxley, Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea (2020) di Suad Amiry e Timira. Romanzo meticcio (2012) di Wu Ming 2 e Antar Mohamed. Pur differenti per epoca, contesto e stile narrativo, tali testi sono stati selezionati per la loro capacità di interrogare le geografie coloniali e postcoloniali, le forme della mobilità, i rapporti tra memoria e territorio, la costruzione dell’identità e le modalità con cui la letteratura restituisce la complessità dei luoghi.
Il percorso si è concluso il 30 giugno con un incontro pubblico presso la sede della Società Geografica Italiana dedicato a Timira. Romanzo meticcio, alla presenza degli autori Wu Ming 2 e Antar Mohamed. L’evento ha rappresentato un momento di restituzione e sintesi del lavoro svolto durante il Circolo, mettendo in dialogo i partecipanti con gli autori e facendo della discussione letteraria un’occasione di riflessione sulle memorie coloniali, sulle traiettorie diasporiche e sui processi di costruzione dell’alterità. Nella stessa giornata è stata inaugurata una mostra geo-letteraria costruita a partire dai materiali provenienti dalle collezioni della Società Geografica Italiana, posti in relazione con estratti del romanzo. L’accostamento tra documenti d’archivio e narrazione letteraria ha permesso di rileggere criticamente le fonti, evidenziando il ruolo svolto dal sapere geografico nella costruzione storica dell’Altro e dell’Altrove. In questo dialogo tra libro, archivio e cartografia, la memoria coloniale non è stata semplicemente raccontata ma interrogata e reinterpretata attraverso linguaggi differenti.
Le StoryMap, che presentiamo di seguito, costituiscono una delle principali restituzioni pubbliche del progetto: un ulteriore livello di lettura, nel quale testi letterari, cartografie storiche e digitali, immagini, documenti d’archivio e riferimenti ai luoghi si intrecciano per restituire la dimensione spaziale delle narrazioni e rendere visibili connessioni, traiettorie e contesti geografici.
Il ricorso alle StoryMap risponde a una duplice esigenza: da un lato, sperimentare pratiche di ricerca capaci di integrare fonti letterarie, archivistiche, cartografiche e visuali; dall’altro, offrire uno strumento di divulgazione accessibile e articolato nei contenuti, che consenta di esplorare i romanzi attraverso una prospettiva geografica. Le StoryMap qui raccolte documentano alcuni degli esiti del lavoro svolto e sono consultabili cliccando sulle immagini sottostanti.

L’India britannica di fine Ottocento nelle avventure di un ragazzo meticcio

L’Egitto a sei anni dalla rivoluzione nell’incontro tra una ragazza americana “con la testa rasata” e il ragazzo di Shubra Khit

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea
La Palestina ai tempi della Nakba

Una lettura geografica sul modo di abitare il mondo secondo Aldous Huxley

Ai margini e ai confini del colonialismo italiano